SARONNO – Lunedì scorso come presidente del club saronnese Forza Silvio di Forza Italia, Luciano Silighini Garagnani ha partecipato alla riunione del coordinamento regionale dei club della Lombardia.

La riunione si è tenuta nella sala del coordinamento regionale di Forza Italia a Milano ed è stata presieduta dall’onorevole Elena Centemero, vice coordinatrice regionale di Forza Italia e presieduta dall’onorevole Mariastella Gelmini e dal parlamentare europeo e portavoce di Silvio Berlusconi, onorevole Giovanni Toti. Ordine del giorno dell’incontro i rapporti tra i club ed il movimento politico alla luce del documento approvato dall’Ufficio di presidenza del 2 ottobre.

Il club che presiedo a Saronno ha oltre 82 iscritti ed è tra i più grandi della Lombardia. In questi giorni stiamo presentando l’aggiornamento dei dati al dipartimento affiliazione anche in seguito al nuovo regolamento nazionale. Un gruppo giovane e coeso. Le iniziative proposte le abbiamo tutte sposate già da tempo, come il banco scuola, fare conoscere lo stato nel quale versano i cristiani perseguitati, la catena alimentare. Sono restato colpito – rimarca Silighini Garagnani – da una forte retorica sul passato di Forza Italia. Sono stato tra i fondatori del partito nel 1993 ma bisogna continuare a ripetere che ripartire dalle idee che Berlusconi ha lanciato nel 1994 è un errore perché quella Forza Italia non esiste più e nemmeno poi esiste quella Italia. Berlusconi è stato un grande rivoluzionario degli schemi politici ai quali eravamo abituati. Si può anche criticare ma è stato senza dubbio una valanga di innovazione, però se veramente vuole essere ricordato come il leader che ha creato un blocco alternativo al centrosinistra deve creare questo blocco non esserne il factotum. Serve un partito con una classe dirigente formata, moderna, efficiente”.

Prosegue Silighini Garagnani

Io credo sinceramente, ed oggi ne ho avuto la riprova, che qualcosa si sia rotto, che qualcosa sia cambiato. Si deve avere il coraggio di dire: signori mei, in questi ultimi anni abbiamo sbagliato qualcosa, ci siamo circondati di dirigenti nominati o fatti eleggere che hanno dimostrato di essere stati incapaci. Ci siamo sbagliati. Chiediamo scusa, ceneri sul capo, azzeriamo tutto e iniziamo a costruire qualcosa di nuovo, qualcosa di serio. Non basta dire tutto ed il contrario di tutto, non serve nemmeno un rinnovamento, ma serve un reset totale, una cancellazione di certi pesi e ripartire con forze moderne, con regole democratiche e bisogna allontanare chi è figlio non del merito. La Forza Italia del 1994 deve restare un esempio spirituale da imitare ma oggi è morta e sepolta. Questa nuova Forza Italia che stiamo creando deve ricominciamo dall’inizio con una grande forza, la più grande: il nostro popolo. E allora si trovi il coraggio di sgombrare il campo e togliere vecchiume che spesso non è solo anagrafico perché ci sono 30enni e 20enni che nei modi di tessere trame sono più vecchi di certi 90enni. Mai come ora più che forza Italia bisogna urlare al cielo Forza italiani e da qui ripartire.

Tra gli ospiti in sala anche Luca Banfi, saronnese e segretario provinciale varesino di “Rinascita socialista”, partito che ha dato l’appoggio a Silighini quale candidato sindaco di una coalizione alternativa al centrodestra e al centrosinistra tradizionali. Anche Banfi come Silighini sottolinea una mancanza di rinnovamento:”Berlusconi ha una certa età e difficilmente potrà riportare Forza Italia come era nel 1994. Mi chiedo cosa succederebbe se non ci fosse più in futuro. Cosa farebbero tutte queste persone senza il proprio guru spirituale?”

28102014

7 Commenti

  1. Se ho ben capito uno fonda il club forza Silvio e l’altro partecipa a una riunione… ed entrambi lamentano mancanza di novità e si chiedono, preso atto della non immortalità del Silvio, cosa faranno tutte quelle persone “poi”.
    Hanno proprio le idee chiare…

  2. Grande Siringhini… sei riuscito a “convertire” Luca Banfi che di solito non aveva “simpatie” per il Berlusca….

  3. “l club che presiedo a Saronno ha oltre 82 iscritti ed è tra i più grandi della Lombardia.” come mangiare il brodo con la forchetta

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