SARONNO – Dovrà rispondere di reati gravi come maltrattamenti e lesioni personali pluriaggravate dall’uso delle armi: queste le contestazioni al 39enne originario di Palermo ma residente a Gerenzano arrestato l’altro giorno dai carabinieri per una selvaggia aggressione al disabile che lo ospitava nel proprio alloggio, in una casa Aler della periferia.

03102014 incontro antitruffe capitano Giuseppe Regina Gerenzano (6)

I militari lo hanno preso in consegna e lo hanno trasferito nel carcere di Busto Arsizio, per una serie di episodi avvenuti nell’arco dell’ultimo anno. Nel 2014 il palermitano, disoccupato e volto già noto alla legge, e con problemi di droga, sarebbe stato allontanato dall’abitazione di famiglia, decidendo di stabilirsi dal disabile, un 54enne invalido civile, che all’inizio avrebbe accettato di ospitarlo come amico, divenendo però sua vittima. Infatti, sarebbe stato ripetutamente chiuso in casa, preso a schiaffi, minacciato. Perchè il 39enne faceva quel che voleva, disponeva dell’alloggio come fosse suo e quando il disabile timidamente cercava di invitarlo ad andarsene, erano guai. Come il 20 ottobre scorso quando l’aveva ferito alle braccia con la lama di un coltello. Peggio ancora il 21 ottobre: tornato ubriaco, avevano litiato ed il siciliano si era armato di una spranga di ferro e l’aveva ripetutamente colpito, rompendogli due costole e causandogli la frattura scomposta di tibia e perone e poi lasciandolo sul pavimento della cucina dolorante, tutta notte. Chiamando l’ambulanza solo il mattino dopo e sotto minaccia imponendo al disabile di dire che era concitato così perchè sotto casa era stato investito da un’auto pirata. I carabinieri del capitano Giuseppe Regina (foto archivio) non ci avevano creduto sin dall’inizio, avevano indagato e scoperto la verità.

04120215

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