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Indelicato spiega la mozione “contro l’indottrinamento scolastico”

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alfonso indelicato SARONNO – Nella prossima seduta del consiglio comunale giovedì 27 ottobre Alfonso Indelicato come capogruppo di Fratelli d’Italia presenterà una mozione sui pericoli dell’indottrinamento della scuola di Stato “non in astratto ma in riferimento a recenti invasioni di campo”.

Pubblichiamo integralmente il testo con cui il consigliere comunale spiega la propria mozione.

“E’ proprio una vecchia storia quella dell’indottrinamento nella scuola di Stato. Un tempo si puntava il dito contro i libri di storia ad usum delphini (notorio l’annoso sbianchettamento della tragedia delle foibe). Oppure si stigmatizzavano i “professori comunisti” – li chiamava così un noto politico tuttora in battaglia – che usavano la cattedra come una tribuna di comizio. Oggi sono cambiati il messaggio e il veicolo.

Quanto al messaggio, il marxismo-leninismo in salsa russa o cinese ha ceduto il posto al nuovo pensiero politicamente corretto in cui si mescolano nuove libertà e antichi masochismi antioccidentali. E il veicolo sono i discorsi del Premier in carica o le stesse circolari del Ministero.

Nei giorni scorsi l’invasione di campo è stata duplice e il tackle duro, alla Romeo Benetti. La prima, tanto sfacciata da sbalordire più che indignare, è stata l’invito di Matteo Renzi ai giovani piddini a propagandare nelle scuole della repubblica le ragioni del “sì” al referendum del 4 dicembre. La seconda, la circolare del 26 settembre scorso del Ministero dell’Istruzione, inviata a tutte le scuole, con la quale “si promuove la realizzazione di un progetto, consistente nella discussione del tema dell’emigrazione al fine di diffondere la cultura dell’informazione e dell’accoglienza, della convivenza e della pace, fondati sul rispetto dei diritti umani”.

Poco male – penserà il lettore a proposito di quest’ultima – anzi molto bene: un simile progetto è effettivamente utilissimo come quasi tutti quelli attuati nelle nostre scuole, servendo a creare una pausa di relax per docenti e studenti, altrimenti impegnati nelle quotidiane faticose incombenze. Il prosieguo della circolare, però, rivela aspetti ben preoccupanti, come si legge nel seguente passaggio: “(…) Tale assenza di conoscenza determina una visione distorta del fenomeno che nel tempo rischia di alimentare atteggiamenti discriminatori nei confronti dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Per tali ragioni, è importante che nelle scuole italiane si possano sviluppare percorsi didattici finalizzati ad una corretta riflessione”.

E qui casca l’asino: una “corretta riflessione” non può che significare, evidentemente, che agli studenti viene consentito di riflettere in una sola direzione, e cioè pensando, anzi credendo, che l’immigrazione massiccia che stiamo subendo è un fatto positivo, che gli immigrati sono risorse, che non è vero che portano via il lavoro agli italiani, che la varietà di culture è una ricchezza, che l’integrazione è dietro l’angolo, che il meticciato è bello, insomma tutti gli slogan e le parole d’ordine dei quali è intriso il pensiero unico che scuola e società, come in una partita di ping pong, si rimpallano a vicenda. E qui, tralasciando l’improntitudine del premier che se non fosse pericolosa sarebbe pure simpatica, e tornando alla circolare ministeriale, non si può che porsi la seguente domanda, solo in apparenza fuorviante: ma colui che ha elaborato (si fa per dire) questo documento, ha mai sentito parlare di Orwell, di Huxley, di Koestler? E’ lecito dubitarne: se li avesse letti, avrebbe subito compreso che la stessa formula “corretta riflessione” presente nella circolare rimanda immediatamente a un contesto di “controllo del pensiero”, di “neolingua” e di “psicoreato” proprio delle dittature che puntano non solo a una gestione rigida dell’ordine pubblico, ma al dominio delle coscienze.

Coscienze plasmate attraverso i media, i manuali scolastici, e, perché no, le attività para-didattiche raccomandate dalle circolari ministeriali.

24102016

19 Commenti

  1. il Minculpop faceva parte della cultura da cui proviene Indelicato, non solo non vedo una singola parola sull’indottrinamento (quello vero) delle scuole confessionali che formano credenti (forse) ma non cittadini (e sulla cui qualità sorvolo per carità di patria).

    Chissà perché non sento le proteste degli studenti o dei relativi genitori…ma solo la voce di uno che non mi pare si sia mai impegnato nella scuola pubblica.

    • Gentile Anonimo, nel tuo intervento c’è almeno una imprecisione. Io sono sempre stato un insegnante di scuola statale. Ho insegnato dall’a.s. ’79/’80 fino a sei anni fa, quando il Ministero mi ha distaccato presso l’Associazione Europea Scuola e Professionalità Insegnante su richiesta di quest’ultima. L’ultima scuola in cui ho insegnato è stato l’alberghiero “Gianni Brera” di Milano.
      Quanto alle scuole parificate,ritengo che la loro esistenza sia legittimata dal fatto che la responsabilità dell’educazione dei figli è in primo luogo della famiglia. Quindi se quest’ultima identifica in una scuola “orientata” (in senso cattolico o in altro senso)un sostegno alla propria opera educativa, lo Stato ha il dovere di assicurare la possibilità di questa scelta. Quanto alla qualità di queste scuole, su di essa vigila lo Stato. Dunque se è insufficiente abbiamo una culpa in vigilando. Infine ti invito a chiederti come mai si assiste a una moltiplicazione delle cosiddette “scuole parentali”: che ciò abbia qualcosa a che fare con la mia mozione? Saluti

      • …peccato che la Costituzione aggiunga anche senza oneri per lo Stato, codicillo di cui tutti noi ci scordiamo. O sbaglio?? (per quanto riguarda le scuole parificate, o diciamolo tutto confessionali, perché sono quasi tutte confessionali-cattoliche).
        In questa tipologia di scuole sono state tollerate una marea di istituti esamifici con i famosi due-anni-in-uno quando non tre-in-uno in cui magicamente gente bocciata negli istituti statali viene promossa, vanificando la meritocrazia (grazie alla complicità pagata di professori compiacenti). Non prendiamoci in giro, così si umilia la meritocrazia, che non è una parola astratta ma la somma dei ragazzi che si danno da fare

        Per quanto riguarda le cosiddette scuole parentali, queste sono una follia degli ultimi anni (che comunque in Italia fortunatamente si limitano a circa 1000 famiglie) in cui famiglie piccolo-borghesi e benestanti si illudono di dare una migliore istruzione, togliendo ai propri figli la possibilità di interagire con i propri coetanei.

        • Caro Anonimo, voler chiudere o anche solo combattere le scuola parificate perché alcune di esse (o molte) sono “esamifici” è un vecchio argomento che equivale a “buttare via il bambino con l’acqua sporca” come recita il vecchio detto anglosassone.
          Quanto alle scuole parentali, forse tu le confondi con l’istruzione che i Serbelloni e i Borromeo – ed altre consimili famiglie altolocate – facevano impartire ai propri rampolli, nel palazzo avito, dagli istitutori. Il caso più celebre, naturalmente, è quello del Parini, istitutore presso i Serbelloni.
          Scusa, ma non c’entra niente. Chi volesse sapere di più sull’argomento può documentarsi facilmente sul web. Il primo indirizzo che ho incontrato è il seguente: http://www.alleanzaparentale.it/it/articoli.php?id=5
          Saluti.

        • – Abilitato a seguito concorso ordinario classe di concorso A037 Filosofia e Storia
          – Abilitato a seguito concorso ordinario classe di concorso A036 Filosofia, Psicologia e Scienze dell’Educazione
          – Abilitato a seguito concorso ordinario classe Materie Letterarie e Storia nelle scuole secondarie di II grado (non ricordo la sigla)
          – insegnante di ruolo (ora dicesi a tempo indeterminato)da circa 30 anni.
          – ho insegnato prevalentemente Italiano e Storia, ma anche Filo, Psico, ecc.
          Saluti

        • Gentile e persistente anonimo,
          quanto al “senza oneri” è cosa notoria che la scuola parificata solleva lo Stato da un peso economico. In parole semplice lo Stato con la scuola parificata risparmia: altro che “senza oneri”.
          Questo argomento è pacifico. Ma, devo dirLe, non mi piace quando lo sento agitare proprio da chi si schiera in favore della scuola paritaria. Preferirei che insistessero sull’altro concetto, assai meno materiale, che è quello del diritto della famiglia (da esercitarsi in concreto per tutti, non per i soli abbienti) a decidere dell’educazione dei figlioli.

  2. In quel circo che è diventato il Consiglio Comunale di Saronno, questa pagliacciata ci sta benissimo

  3. A proposito di “vecchia storia dell’indottrinamento” propongo, ad esempio, “IL LIBRO DELLA QUINTA CLASSE (elementare) – LETTURE”- LIBRERIA DELLO STATO – Anno 1940.
    L’ultima lettura di questo libro ha come titolo “DIO”. Leggo: “…Dio è dovunque…Dio è nelle albe e nei tramonti…nel campo che matura il grano… Dio innalza qualche volta l’uomo, donandogli la scintilla del genio. L’uomo di genio può compiere, nel corso di una vita, ciò che l’umanità intera non compie durante secoli. L’Italia è chiamata la culla del genio ed ha sparso in ogni tempo una gran luce sul mondo. Anche voi, fanciulli, vedete ora questa luce: si accese la prima volta in un villaggio di Romagna e continua a risplendere dalla Citta Eterna”.
    A Scuola non ci dovrebbero essere né indottrinatori né indottrinati, ma piuttosto docenti disposti ad “insegnare” ai discenti a pensare con la propria testa.

    • lei si sta riferendo ad un libro del 1940 da allora ne è passata di acqua sotto i ponti o non se ne è accorta? non le dice nulla il 1968?

  4. Quale bassa considerazione ha Indelicato se pensa che un “consiglio” del presidente del consiglio od una circolare seppur del ministro dell’istruzione possano influenzare il comportamento degli insegnanti della scuola pubblica. Insegnanti che invece conoscono bene i loro diritti e responsabilità.

    • Mi sembra, caro Cittadino, che Lei voglia sottovalutare la faccenda. Comunque grazie per l’attenzione.

    • Non ho affatto una bassa considerazione dei miei colleghi, tutt’altro. Soltanto, so com’è difficile essere se stessi in certe scuole.

  5. Gentile professore Indelicato…perdoni ma la pazienza che ha nello spiegare a questi personaggi ( quello che non capiscono , o non vogliono capire ) , dove la trova ? Cari saluti sempre con tanta stima

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