SARONNO – Il campione del mondo di pesca sportiva a squadre, il saronnese Angelo Pizzi, ha nei giorni scorsi raccontato la sua esperienza vincente in questi mondiali a Radiorizzonti Fm 88. La tipologia di pesca utilizzata in questi mondiali è il Feeder, pesca che prevede l’utilizzo di pastura anziché galleggiante, l’amo deve essere almeno a 50 centimetri di distanza dal pasturatore, tipologia di pesca che mira alla cattura di pesci che vivono in fondali melmosi, pesca da praticarsi essenzialmente in acqua dolce.

I mondiali si sono tenuti in Portogallo, l’organizzazione è stata “incredibile” come dice Pizzi. Che ha riferito di come è andata:”Pesca su “box” distanti tra loro 15 metri in modo da non ostacolare gli avversari, al momento della cattura del pesce l’animale deve rimanere in vita fino al momento del controllo del giudice di gara, dopodichè il pesce viene ributtato in acqua, se il pesce muore durante la slamazione si può rischiare la squalifica, la pesca avviene a medie profondità: 3-4 metri, distanza adatta alla pesca di carpe e scardole, la gittata però non deve superare i 60 metri”. Queste dunque le condizioni e regole di gara. Ad ogni gara si è svolta l’estrazione del box che è stato poi la stazione da dove l’atleta ha disputato la sua gara, per equità non è stata data la possibilità di riposizionarsi sul primo picchetto se già occupato in una gara precedente, la durata di essa è stata di 5 ore ininterrotte.

Per decidere i componenti della squadra che sarà poi team nazionale vengono disputate sei gare in tutta Italia, da queste poi si stabilisce chi è all’altezza di vestire la maglia azzurra. Pizzi ha ricordato come “la pesca sportiva fa parte del Coni e che vi è la possibilità che possa diventare sport olimpico“.
Cristian Beretta

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