INFORMAZIONE REDAZIONALE

Che cosa è lo stress

Parola più usata o abusata, la “catastrofe” dei nostri giorni, che colpisce grandi e piccoli. Non solo gli adulti, infatti, si sentono stressati ma anche i bambini vivono e sperimentano questa sensazione, sommersi da impegni quotidiani che non lasciano spazi a momenti di svago e “noia”, ma che attivano gli aspetti  prestazionali e competitivi, non sempre in maniera sana e funzionale.

I luoghi di lavoro o la scuola, spesso, consapevolmente o meno, creano contesti e spazi dove lo stress può alimentarsi e crescere ostacolando il benessere in questi contesti.

Hans Seley lo definì come “una risposta fisiologica generalizzata con cui l’organismo cerca di adattarsi alle richieste e alle pressioni cui è sottoposto”. Le persone si trovano quotidianamente ad affrontare situazioni più o meno stressanti e abbiamo tutti risorse e strumenti necessari per superare questi momenti che la vita ci propone e adattarci, di conseguenza, in maniera positiva all’ambiente che ci circonda. Tuttavia, non sempre le cose vanno in questo modo, non sempre riusciamo a trovare nel cassetto degli “attrezzi” lo “strumento” adatto a gestire la situazione.

In ambito lavorativo il National Institute for Occupational Safety and Health, NIOSH 1999 definisce lo stress come un insieme di “reazioni fisiche ed emotive dannose che si manifestano quando le richieste lavorative non sono commisurate alle capacità, risorse o esigenze del lavoratore”.

Possiamo distinguere due categorie di stress:

  • “Stress acuto” se lo stimolo si verifica una volta sola e ha una durata limitata;
  • “Stress cronico” se la fonte di stress permane nel tempo.

Lo stress cronico, propriamente detto, dura a lungo, investe diverse sfere di vita e costituisce un ostacolo al perseguimento degli obiettivi personali. Si definisce, infine, “stress cronico intermittente” un quadro di attivazione da stress che si presenta ad intervalli regolari, con una durata limitata e un buon livello di prevedibilità.

Sono i nostri pensieri, le emozioni e i ricordi non elaborati, ad essere i veri responsabili dello stress che proviamo e della conseguente incapacità ad uscire da quella situazione in modo funzionale per noi stessi.  Fondamentale nella percezione dello stress è come le persone valutano: risorse e capacità possedute da una parte e dall’altra richieste e domande poste dal contesto. Da qui emerge il modo in cui vediamo le cose e come ci approcciamo ad esse: possiamo affrontare gli eventi in maniera funzionale e positiva oppure innescare un meccanismo che porta solo ad aggravare le difficoltà.

Sul luogo di lavoro o a casa, in una condizione simile, diventa difficile essere produttivi e relazionarci in maniera positiva con i colleghi, ciò non fa altro che aumentare la quota di malessere.

Alcune tra le cause più frequenti di stress:

  • ritmi di vita e lavoro intensi;
  • traumi passati o recenti;
  • decessi o malattie di persone care;
  • separazioni e divorzi;
  • gravidanza e parto;
  • situazioni di pericolo (reale o presunto);
  • problemi di natura finanziaria.

Quali i principali segnali dello stress?

  • Sintomi fisici come mal di testa, bruciore o crampi allo stomaco, nausea e vomito, sudorazione eccessiva (senza esercizio fisico) al contrario secchezza della gola o della bocca, stanchezza generale, disturbi del sonno, problemi nella respirazione, frequenza cardiaca elevata, palpitazioni, dolori cardiaci, difese immunitarie indebolite, aumento generale dei problemi di salute e delle malattie di ogni genere, caduta dei capelli,…
  • Sintomi psichici ed emotivi come una generale insoddisfazione, irritabilità, ostilità, pessimismo, sensazione di non farcela, insicurezza, ansia.
  • Sintomi cognitivi come difficoltà di concentrazione, di memoria, pensieri sconclusionati, irrisolutezza e mancanza di progetti a lungo termine, confusione.
  • Sintomi comportamentali come problemi di comunicazione, tensioni, liti, sfiducia generale, invidia, gelosia, riduzione della capacità di lavorare in gruppo, aumento di infortuni e incidenti, calo del rendimento, frequenti assenze per malattia, digrignare i denti.

 Cosa facciamo

Spesso cerchiamo di fuggire dagli eventi che riteniamo stressanti, come se fuggendo questi potessero in qualche modo risolversi da soli o sparire; oppure ci rifugiamo nel cibo per compensare la fatica che viviamo, per aiutarci a regolare, in maniera disfunzionale le emozioni. Ancora rischiamo di prendere decisioni in uno stato di confusione, pur di allontanare quello che ci fa stare male, che, spesso, portano a peggiorare la situazione in ci troviamo anziché risolverla.

Cosa potremmo fare

La grande verità è che non possiamo evitare gli eventi stressanti e nemmeno agire sugli altri, quello che possiamo fare è agire noi per cambiare.

La nostra capacità sta nel trasformare le reazioni allo stress in risposte, interrompere, per quanto ci è possibile, quel ciclo negativo che alimenta ansia e confusione.

La consapevolezza è un termine chiave. Essere consapevoli di ciò che ci sta accadendo è il miglior modo per affrontare e innescare  cambiamenti positivi e di crescita.

Di questo ed altro parleremo nella serata del 3 febbraio 2020 presso lo studio S.T.A. di Saronno. La dottoressa Silvia Ceriani con il dottor Claudio Catalano, punto di vista clinico e punto di vista dello psicologo del lavoro si incontreranno per parlare dello “stress”.

Chi siamo

S.T.A. è un centro di psicologia e di psicoterapia che nasce dalla collaborazione di diversi professionisti, con l’idea e la volontà di crescere insieme e coltivare la passione per il proprio lavoro. L’obiettivo è quello di favorire il cambiamento delle persone, delle coppie e famiglie, che vogliono mettersi in gioco per migliorare e provare a darsi uno spazio e un tempo per se stessi e per stare meglio nel quotidiano. Contattare uno psicologo significa innanzi tutto voler cambiare qualcosa e mettersi in cammino.  Saper stare nel qui ed ora delle nostre relazioni e delle nostre emozioni, dare un senso alla propria storia e a quello che ci accade sono passi importanti che le persone possono fare venendo in terapia.