SARONNO – Il Comune di Saronno aderisce alla Ready, Rete nazionale delle Regioni e degli Enti Locali per prevenire e superare l’omo-bi-transfobia. Lo ha annunciato lo stesso Comune sulla propria pagina Facebook.

“Accogliamo positivamente questo cambio di passo deciso sui diritti e sull’inclusione delle persone Lgbti+ a Saronno” – dichiara Giovanni Boschini, presidente provinciale di Arcigay Varese – “Ora dobbiamo continuare a lavorare per l’inclusione di ogni persona a prescindere da orientamento sessuale e identità di genere perché per troppo tempo il territorio saronnese ha invisibilizzato e cancellato le persone Lgbti+. Iniziative come queste sono importantissime e la notizia arriva proprio in occasione del 17 maggio, giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Il 62% delle persone Lgbt, secondo Eurobarometro, evita di tenersi per mano in pubblico e solo il 44% degli italiani si sentirebbe a proprio agio se il proprio figlio avesse una relazione con persone dello stesso sesso. Infine, solo un italiano su due si sentirebbe a proprio agio con un collega transgender.”

“Per questo l’iniziativa del Comune di Saronno è sicuramente meritoria: nella battaglia contro le discriminazioni le istituzioni giocano un ruolo fondamentale” conclude Boschini.

RE.A.DY è la Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, anche in chiave intersezionale con gli altri fattori di discriminazione – sesso, disabilità, origine etnica, orientamento religioso, età – riconosciuti dalla Costituzione, dal diritto comunitario e internazionale. Costituisce per le Pubbliche Amministrazioni regionali e locali l’opportunità di uno spazio non ideologico di incontro e interscambio di esperienze e buone prassi finalizzate al riconoscimento e alla promozione dei Diritti Umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender (LGBT). Coopera con le Istituzioni nazionali e internazionali, con le Associazioni e con altre reti territoriali al fine di promuovere sinergie, valorizzare le risorse esistenti, diffondere le azioni positive sul territorio italiano

(foto: un momento di un recente presidio di Arci gay a Varese)

9 Commenti

  1. ma l’ipotesi di trattarvi da persone normali non è proprio contemplata? Nel senso, chi come me non vi disprezza ma nemmeno vi “visibilizza” (per usare il termine dell’articolo) così come non disprezzo e non “visibizzo” altre decine di categorie (visto che vogliamo per forza fare in gioco delle categorie) secondo voi ha sbagliato tutto nella vita?

    • dovrebbe spiegarlo a chi NON le tratta come persone normali, qualcuno vorrebbe riaprire alcuni campi rieducativi in voga negli anno 40 del secolo scorso

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