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SARONNO – “La sinistra parla sempre di “migranti”. Ma iniziamo a fare una distinzione chiara (e non buonista): da una parte ci sono i profughi che scappano da guerre, dall‘altra i clandestini che abbandonano il loro paese per motivi economici”. 

Così inizia il proprio intervento Lara Comi, europarlamentare saronnese del Ppe ospite della trasmissione de la7 Tagatà.

“Va bene aiutare i profughi, ma non è che l’Italia può farsi carico di tutti gli immigrati. Se il Governo non si dà una mossa a trovare degli accordi bilaterali con i Paesi del Mediterraneo, come fece Berlusconi, la situazione non farà altro che peggiorare!. Se dovessimo accogliere solo i profughi l’Italia riuscirebbe tranquillamente a gestirli. Ma davvero è un problema davvero europeo”. 

Il video completo dell’intervento dell’europarlamentare saronnese è disponibile sulla sua pagina Facebook

(foto archivio)

28062017

 

 

13 COMMENTI

  1. L’errore è già iniziare come sempre a vedere tutte le “colpe” nella “sinistra”.
    Alla maggior parte dei clandestini infatti non viene garantito di restare nel paese, ma a non funzionare è il “meccanismo” di rientro, che dev’essere forzato, ovviamente anche per la totale assenza di collaborazione dei paesi da cui provengono tali persone.

  2. Comi, prendete 4 voti alle amministrative e già ricominci a dire cose senza senso per garantirti il tuo strapuntino a Roma? Pessimo esempio di politica

    • per non parlare poi del fatto che a saronno ormai comanda paticella che tra l’altro ha sostenuto a gerenzano la lista contro forza italia e nessuno gli ha potuto dire nulla. ha dimostrato la sua forza in barba al provinciale. E’ la giungla e nella giungla vivono i pirati.

  3. Il governo attuale è certamente più di sinstra che di centro e l’invasione senza limiti che è in atto dipende principalmente da questo governo che non sta dando una valida risposta al problema

    • Il governo segue precise direttive europee e francamente il flusso di persone che stanno arrivando non dipende dal governo. Anche con altri governi abbiamo assistito a flussi piuttosto consistenti, molti dimenticano ad esempio l’arrivo di molti cittadini dall’Albania o ancora che gli arrivi dal Mediterraneo sono iniziati ben prima di questo governo. La soluzione non è certo facile e deve essere internazionale, globale, totale.

      • La colpa è solo di Berlusconi. Da quando governa la sinistra l’Italia ha fatto decisivi passi in avanti.

        • Ognuno ha le sue colpe, tutti i principali partiti.
          Il governo Berlusconi ha molte colpe su diverse cose, o dimentica forse che nell’ultima legislazione l’unico importante ordine del giorno era il Lodo Alfano? Tanto per citarne una.
          Anche i governi successivi hanno comunque proseguito nel portare avanti diversi errori, dalla troppa indulgenza nello svuotare le carceri ad altri.

      • Quelli che venivano dall’Albania fuggivano davvero dalla guerra, questi sono per la maggiore dei migranti economici

  4. è arrivata la populista. bisogna aggregarsi alla lega se si vuole rimanere in europarlamento.

  5. Ma adesso in Libia non c’è più Ghedafi! Però al Parlamento Europeo si potrebba fare moltissimo o no? E’ ovvio che la colpa è sempre degli altri o di chi c’era prima (?) quando c’è qualcosa che non va.

  6. Continuare a perdere tempo con la caccia alle streghe di chi ci ha cacciato in questo cul de sac sta diventando una scusa per chi non vuole affrontare il problema senza se e senza ma e cioè accettare solo coloro che hanno diritto e salvare solo quelli che sono in pericolo reale di naufragio. Gli altri vanno riforniti del necessario e poi riaccompagnati oltre le acque internazionali. Ma fintanto che ai vertici avremo i tre dell’avemaria: Francesco, Sergio e Paolo non si potrà fare nulla perchè unpolitically correct.

  7. Dalla Libia proviene la maggior parte del flusso di immigrati.
    Chiedo all’Onorevole Comi, con chi si possono fare accordi bilaterali in Libia oggigiorno? Lo sa quanti governi ufficiali e autoproclamati ci sono in Cirenaica e in Tripolitania?

    • Occupazione da parte di una forza internazionale, sopratutto Europea, di un porto libico dove creare un campo profughi da gestirsi da parte dell’ONU dove riaccompagnare, in attesa delle pratiche di richiesta di asilo Europeo, tutti quei profughi raccolti in mare e partiti da coste Libiche.

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