LAZZATE – Il consigliere regionale della Lega, nonché assessore del comune di Lazzate Andrea Monti, si è recato nel fine settimana al confine tra Polonia e Ucraina per verificare con i propri occhi la situazione attuale. «In queste ore continua l’arrivo incessante di donne e bambini dal confine con l’Ucraina – spiega direttamente da luogo, Medyka, nel voivodato della Precarpazia. Qui non si vedono giovani e vigorosi ragazzi, come quelli che per anni la sinistra ci ha spacciato per profughi, si tratta per lo più di donne e bambini. Varcano il confine tutti trascinando il loro trolley, con molta dignità e gratitudine per chi sta dando loro un aiuto, con la ferma intenzione però di tornare nelle loro case. Una cosa qui è chiara a tutti: la guerra è una tragedia, il conto lo pagano i poveri cristi. In Ucraina la guerra è arrivata 8 anni fa, forse la colpa dell’Occidente è di averla ignorata per troppo tempo. Ora troviamo un modo per far tacere le armi, subito». Nei giorni scorsi, Monti aveva collaborato ad una raccolta di beni di prima necessità da portare in Ucraina per la popolazione colpita dalla guerra.
07032022
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Stesso discorso a Varedo, dove l'amministrazione si è mobilitata anche con le associazioni per offrire supporto ai parenti degli ucraini residenti in paese (circa 60).
Per domani 3 marzo, alle 18.30 in piazza della Repubblica, il Comitato per la Pace di Limbiate ha organizzato un presidio contro la guerra, sostenuto da Pd, M5Stelle, Limbiate Solidale, Anpi e tante associazioni del territorio.
Da lunedì, il Municipio di Limbiate e Villa Mella di sera si tingono dei colori blu e giallo della bandiera Ucraina.
02032022
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Le Ats devono:
- preparare/attivare raccordi organizzativi con Asst/Irccs per l'erogazione di vaccinazioni Covid; vaccinazioni morbillo/parotite/rosolia; vaccinazioni anti-difterite/tetano/pertosse.
- verificare con gli operatori la presenza di scorte per test di diagnosi della tubercolosi e di relative convenzioni attive per l'acquisto degli stessi.
- preparare/attivare raccordi organizzativi con Asst/Irccs per l'eventuale invio di pazienti meritevoli di approfondimenti diagnostici e
- prevedere una mappatura delle risorse locali e verifica di personale a disposizione per il supporto sanitario necessario.
Alle Asst, invece, è chiesto di verificare le scorte di questi vaccini e della capacità di erogazione e di relative convenzioni attive per l'acquisto (ad eccezione del vaccino covid per cui la gestione è regionale); la preparazione/attivazione di raccordi organizzativi con Ats per l'eventuale invio di pazienti meritevoli di approfondimenti diagnostici. Areu rimane il riferimento per le situazioni di emergenza/urgenza.
28022022
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Lo annuncia il quotidiano la Provincia di Como che spiega come "gli operatori della Caritas diocesana e della cooperativa Intesa sociale abbiano raggiunto gli afghani a Bresso, in un’area militare di prima accoglienza, per accompagnarli poi nelle strutture del territorio lariano destinate all’ospitalità. Dei 53 profughi assegnati dalla Prefettura a Como e provincia, i primi 27, tra donne, uomini, bambini, hanno trovato così una sistemazione". E a Saronno? A fare il punto, dopo aver dato la disponibilità al Prefetto ad accogliere una famiglia di profughi, è stato ieri pomeriggio il sindaco Augusto Airoldi partecipando alla manifestazione che si è tenuta in piazza San Francesco organizzata da Quattro Passi di pace in sostegno alle donne afghane. afgjhanistan "Sono contento che la città di Saronno faccia la sua parte a sostegno di chi vive questa tragedia - ha esordito il primo cittadino - l'accoglienza è un valore di Saronno non di oggi ma della nostra storia la si ritrova decenni e secoli fa. Abbiamo dato la disponibilità ad accogliere una o più famiglia a seconda delle norme che le Prefetture detteranno per l'accoglienza". E continua: "In questi giorni i contatti con la Prefettura sono costanti proprio per preparare quest'arrivo. Non credo sia imminente ma nel giro di una settimana o dieci giorni potrebbe accadere che la prima famiglia arrivi e ci stiamo preparando per accoglierla. Stiamo ovviamente predisponendo dei programmi di integrazione in modo da poter dare risposte concrete su tante necessità dalla lingua, alla scuola. Non vogliamo che sia solo un'accoglienza che dà loro un appartamento ma che sia l'inizio di un percorso che li integri nella nostra comunità". Ad intervenire anche Cristiano Campari operatore del Villaggio Sos che ha fatto il punto sul progetto di accoglienza già in corso nella struttura di via Piave, dove da diversi anni vive una famiglia siriana, e ha rimarcato la disponibilità all'accoglienza, con un progetto d'integrazione, di rifugiati afghani. Come ancitipato nel servizio del TgR Lombardia. 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Tale intendimento rispecchia perfettamente lo spirito e la lettera della richiesta avanzata dalle nostre organizzazioni nell’imminenza del disastro in cui 20 anni di occupazione militare occidentale (italiana inclusa) hanno gettato il Paese asiatico, con il suo carico di vite umane perse, fuggitive o consegnate nelle mani di un regime islamofascista. Ora si tratta di passare dalle parole ai fatti. La convulsa situazione di qualche giorno fa, anche sul versante dei ponti aerei verso l’Italia, verrà superata in queste ore per la cessazione degli invii di rifugiati al nostro Paese. Il governo italiano ha fatto sapere che dovranno essere ospitati in strutture del Sai (il sistema nazionale di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati) o in centri di accoglienza straordinaria. Saronno ha avuto, in un passato recente, sia l’esperienza del Sai (che allora si chiamava Sprar, proprio con l’accoglienza di una famiglia in città) sia quella del Cas, nell’abitazione del prevosto don Armando Cattaneo, che in questi giorni si trasferisce e salutiamo; ed ha sperimentato l’accoglienza di una famiglia siriana, tuttora in corso, al Villaggio Sos. A Saronno l’accoglienza diffusa è già realtà e va solamente ampliata. Ci pare quindi che esistano tutte le possibilità per costruire un progetto serio di accoglienza e integrazione sul territorio per questi nuovi cittadini e per dare un segnale chiaro che non solo questi percorsi sono possibili, ma possono anche diventare fonte di crescita – innanzitutto culturale – per la nostra comunità. Un progetto che sarà tanto più efficace, quanto più riuscirà a coinvolgere non soltanto gli addetti ai lavori, i professionisti dell’accoglienza integrata molto validi presenti a Saronno, ma anche le cittadine e i cittadini che vorranno partecipare direttamente al percorso verso l’autonomia delle persone in arrivo in un territorio a loro sconosciuto fino a poco tempo fa. Per parte nostra, offriamo all’amministrazione comunale la nostra disponibilità e competenza per una costruzione partecipata di questa accoglienza, sin dai suoi primi passi istituzionali, chiedendo di sederci entro breve intorno ad un tavolo per affrontare l’argomento nella sua concretezza e trovare soluzioni condivise. 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