terrone gian paolo uzupisSARONNO – Gian Paolo Terrone, ambasciatore della Repubblica di Uzupis commenta con una nota gli aumenti di costi che minaccia l’esistenza di alcune associazioni cittadine.

Ecco il testo integrale.

Ancora una volta devo essere io a dire che <Il re è nudo>. Mi auguro di non essere l’unico a non essere ipocrita; e che cavolo, basta; siate onesti con voi stessi, ancor prima che nei confronti degli altri vostri concittadini ! Fatelo almeno una volta nella vostra intera vita, siate obiettivi!

Scrivo questo intervento non conoscendo come si concluderà o come si è concluso l’incontro di oggi (il riferimento è alla vicenda del Coro Alpe ndr).

Tutti noi cittadini saronnesi dovremmo aver capito che non ci sono più le stesse risorse che erano presenti nelle gestioni precedenti della nostra comunità.
Può piacere, può non piacere, ma non ci sono <i soldi> per poter fare ciò che negli scorsi anni si è fatto. È evidente che a qualcuno si devono tagliare le poche risorse che gli sono sempre state elargite. In quale modo equo si devono ridistribuire le attuali risorse disponibili ? Questa è la vera domanda a cui si deve dare una risposta. A chi dobbiamo “fare il funerale”? Chi dobbiamo “salvare”?
Ricordo che la nostra comunità detiene un record da Guinness dei primati. Il record del numero di Associazioni iscritte nelle liste del Comune : 235 Associazioni varie + 12 Associazioni di Categoria (sindacali) ; 43 Associazioni sportive; 15 Associazioni d’Arma. Io, mi chiedo: “ Ma come mai sono nate così tante Associazioni e ogni anno ne nascono di nuove?” A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Saronno si è inventato un peculiarissimo business, pensate che ci sono ben 305 cittadini che possono fregiarsi del titolo di Presidente. Per i sostenitori che affermano ancora che le Associazioni rappresentano un fatto positivo, che rappresentano la partecipazione della cittadinanza alla vita sociale voglio ricordare che il totale è: 305, su una popolazione di 38.749 abitanti.
Ora fate un banale calcolo 38.749 : 305 = 127 abitanti per Associazione. Ogni 127 abitanti c’è un Presidente; ma qualche sospetto nel vostro cervello non nasce? Ma non vi chiedete cosa mai c’è sotto? Ogni 127 abitanti c’è un benefattore? C’è un altruista? Ma, se fosse veramente così, saremmo in un paese da sogno ! Sicuramente unico al mondo, se poi togliessimo da questi numeri la presenza di bambini sotto i 12 anni che oggettivamente incidono poco nell’ambito associativo, i numeri si restringerebbero ulteriormente e diventerebbero <irricevibili> per esprimere un giudizio partorito da una mente normale quale la mia.

Ma non sarebbe ora che la smettessimo di prenderci in giro reciprocamente ? Ma non sarebbe ora che la smettessimo di questuare risorse alla comunità ?

Tutte le associazioni sono giuridicamente dei <privati> e se questi privati non sono in grado di gestire economicamente la propria associazione per mille perchè, ma principalmente perchè hanno pochi soci da cui ricavare le risorse necessarie per sopravvivere, significa una cosa sola: alla comunità dei 38.749 abitanti non importa nulla se l’Associazione continuerà ad esistere o se cesserà di esistere.

Occorre saper prendere atto che quando la comunità non si associa a voi, per quanto possa essere alto il valore della vostra presenza, voi risultate essere di troppo o rappresentate gli interessi di una piccolissima un nicchia della popolazione, sarete sicuramente un’Elite dagli altissimi valori, ma oggettivamente insignificanti numericamente, quindi trascurabili secondo una visione d’interesse comunitario.

Vedete, io stesso preseguo un obiettivo finalizzato al bene della comunità del saronnese, con questo non ho promosso un’Associazione. Mi sono inventato un’alternativa: l’Ambasciata di Uzupis come mezzo di aggregazione di coloro che intendono <fare rete territoriale che si rapporti poi con il mondo inero come comunità con una sua precisa identità nel luogo e negli intenti>.

Ho <importato un’idea> che altrove ha funzionato benissimo (altra mentalità, altre teste) vi ho sottoposto un’opportunità che permette a chichessia di operare in favore degli altri senza dover essere schedati con tesseramenti e senza domandarvi denari. Ma a quanto pare i miei concittadini hanno una predisposizione quasi naturale per la schedatura volontaria o per ricercare un’appartenenza che li impegni ma <non più di tanto> o <quando mi va, fintanto che mi va>.

Gian Paolo Terrone
Promotore dell territorio del saronnese nel mondo e Ambasciatore della Repubblica di Uzupis.

51 Commenti

  1. Quello che hai fatto è un discorso delirante, lesivo delle garanzie costituzionali a protezione della libertà di pensiero, di associazione e di tutela delle minoranze.
    Nel tuo egocentrico pensiero si nascondono i germogli di vecchie e “ritornanti” teorie di stampo darwinistico che hanno supportato in passato pericolose tendenze assolutiste e sistemi dittatoriali.
    Sei un ottimo soggetto da analisi…

    • Certo che ogni singolo cittadino è liberissimo di costituire qualsiasi tipo di associazione come previsto dalla Costituzione, bla bla bla (questa lezione di diritto la conosco: basta essere in tre). Ma poi deve far in modo di aggregando tanti Soci e tanti sostenitori necessari per sopravvivere autonomamente evitando di mettere costi a carico della comunità in Non ho mai affermato che vanno soppresse sempre e comunque le associazioni marginali, questa è una tua personallissima gratuita dietrologia di quanto sei riuscito a comprendere. Proprio per non creare infinite minoranze che pur avendo grandi e rispettabili valori restano poco incisive e generano ulteriori marginalità lancio l’appello ad unirsi, a far convergere le forze; mai detto poi che dovete convergere sulla mia opinione, ma almeno sforzatevi di convergete sulle . Infine, visto che io rappresento una minoranza di pensiero, potresti anche essere più garbato nel modo di esprimerti le culture fasciste, quelle comuniste ed in genere tutte le culture dittatoriali usavano/usano i manicomi per mettere in analisi chi non si schiera . Il nome Pippo non mi dice nulla; a volte metterci la faccia e non una maschera è dignitoso. Ti saluto, senza tutto l’astio sulla pesona. Le opinioni si controbattono con opinioni, non con offese gratuite. Lunga vita ai 305 Presidenti saronnesi!

    • Pippo : concordo . Mentre si imbastiscono teorie arzigogolate per dar sapore alle proprie vanità ci sono molti che con il cuore in mano, senza protagonismi da anni si sono uniti all’appello di Comi sostenendo un’associazione “ quelli che …con Luca” che partita dal saronnese , sta facendo il giro dell’Italia e ora parla europeo .

      “Mentre i vertici della sanità pubblica – con in testa l’Istituto superiore di sanità e l’Agenzia per il farmaco – ritardano l’approvazione dei nuovi protocolli per la lotta alla leucemia infantile, è invece il padre di un bambino portato via dalla malattia a rimboccarsi le maniche.
      Obiettivo: rendere utilizzabili per le centinaia di piccoli che ogni anno si ammalano di leucemia le nuove frontiere tecnologiche in grado di alzare ulteriormente le percentuali di guarigione. E in questa battaglia scende in pista una figura ben nota sui circuiti motociclistici italiani, Fabrizio Speziani alias Mek, fondatore dell’omonimo Racing team Yamaha: che dalla prossima gara farà scendere le sue moto con la nuova livrea dell’associazione «Quelli che… con Luca».
L’accordo tra l’associazione dedicata a Luca Ciccioni e il club a due ruote è stato presentato ieri.

      C’era anche Lara Comi, eurodeputata Pdl, vicina di casa e amica di Luca e della sua famiglia che ha seguito da vicino per anni la coraggiosa e sfortunata battaglia del piccolo, morto a dieci anni il 17 settembre 2011.

      Obiettivo immediato: raccogliere i fondi per l’acquisto di un macchinario da installare presso l’Ospedale San Gerardo di Monza per la terapia molecolare, la nuova frontiera per aggredire le cellule malate rimaste in circolo. Si tratta di un progetto inserito nel programma Childhope che vede il San Gerardo di Monza – da anni punta avanzata della ricerca e della terapia nelle leucemie infantili – accanto ai centri analoghi dei principali paesi europei.


      Appena un mese fa Andrea Biondi e Ettore Biagi, responsabili del progetto al San Gerardo, avevano denunciato in un articolo come le lentezze burocratiche stessero rallentando in Italia l’applicazione concreta dei protocolli che proprio grazie al contributo degli specialisti monzesi sono stati varati e approvati a livello europeo e sono già operativi in Inghilterra e Germania. «Poichè il diritto alla vita non ha barriere geografiche – avevano scritto i due medici – tanto meno dovrebbe avere barriere burocratiche». Commenta ieri Andrea, il papà di Luca: «Si perde tempo e intanto si fa il gioco della malattia. Mentre si discute sulle autorizzazioni i bambini continuano a morire, e tra di loro ci sono sicuramente bambini che potrebbero venire salvati grazie a queste innovazioni».

      http://Www.quellicheconluca.org/

      MENO PAROLE E PIU’ FATTI !!!!!!

      • cosa centra questo progetto di solidarietà con il problema delle associazioni? ne avete fondata un’altra perchè
        non vi bastava fare concretamente? Isa Borroni

        • Non è un progetto è UN’ASSOCIAZIONE che porta avanti un progetto e che vive e sopravvive grazie la lavoro , al grande impegno e dedizione dei soci che con iniziative contribuiscono non solo a sensibilizzare il grave problema burocratico che frena l’innovazione e le cure , ma che si adopera per acquistare nuova strumentazione , Questo è il compito di un’ASSOCIAZIONE questo è lo spirito dell’associazionismo ben distante dall’assistenzialismo

        • Sig Isa .Tale associazione esiste da oltre due anni: peccato che chi vive l’”associazionismo” di territorio non ne sia al corrente.
          Dal suo scritto traspare poco dello spirito che veicola l’associazionismo , leggo altro…….
          Non concorda sul mettersi assieme per realizzare un progetto comune, per creare qualche cosa di concreto con altre persone in svariati settori, per farlo e farlo bene con umiltà coerenza.e con la massima trasparenza ??

          • Non è da tutti saper restare nel tema della discussione: l’eccesso del numero delle associazioni. La mancanza di risposte alle domande poste indica sostanzialmente un’incapacità di sapersi confrontare. C’è poi chi fa, come la dottoressa Comi, che è stata citata e a cui non ho nessuna difficoltà a riconoscerle pubblicamente questo particolare merito all’interno di questa specifica associazione. Quando capita che fa bene io sono in grado di riconoscerlo, nello stesso identico modo di quando le capita qualche scivolone. Peccato per l’occasione persa, un’occasione per far valere le proprie idee ed eventualmente contribuire ai ragionamenti con delle risposte puntuali e proposte concrete. Per L.C. che ci leggerà: non ci sono più quelle truppe cammellate di un tempo che intervenivano con competenza, qui c’è solo la difesa cieca ed acritica del capo.

    • Terrone vada oltre gli slogan e , indichi gli obiettivi della sua “invenzione”
      Quali forze ha aggregato a tutela dell’ambiente , per migliorare la qualità della vita della comunità locale,per la sicurezza degli abitanti…?
      Da quali aspetti fondamentali dipenderebbe il successo di tali processi 1- l’abilità di chi si fa garante dei bisogni e delle esigenze di ogni soggetto locale, facilitando l’individuazione di un obiettivo di sviluppo comune e condiviso? 2- La capacità del “sistema” di istituire un organismo di governance in grado di rappresentare equamente gli interessi di tutte le parti in gioco e dotato delle necessarie competenze tecniche.3- La contrapposizione politica veicolata da un insieme di attori, di intelligenze, di motivazioni, di interazioni e di competenze a senso unico ?

      Facile enunciarlo, molto meno realizzarlo. Sig Terrone GPaolo

      • Egregio Cittadino, ammesso che io faccio poco o nulla e mi limito agli slogan, vedo che lei anzicè dare risposte al tema delle 305 associazioni che rischiano di entrare in sofferenza o peggio di scomparire pone domande a me. Le domande se le ponga a lei e suggerisca delle soluzioni. Mi auspico che siano più interessanti di quelle che modestamente ho suggerito all’interno di questo dibattito/confronto di opinioni. Infine, Egregio Cittadino, ci metta la faccia con nome e cognome, oppure si vergogna che i suoi amici la possono riconoscere?

        • Egr sig Gian Paolo , da cittadino ho dato voce alla sua nota : confidavo l’avesse compreso , ma mi sbagliavo. Pongo domande a lei che si è fatto solo portatore della questione , ma che rilevo, ancora un volta, non aver alcuna soluzione da proporre .
          VERGOGNA: non si deve mai avere vergogna. Accetti ciò che la vita le offre e si sforzi di bere dalle coppe che le vengono presentate. Si devono assaporare tutti i vini: di alcuni, solo qualche sorso; di altri, l’intera bottiglia.Come si posso riconoscere? Dal gusto. Soltanto chi ha assaggiato il vino cattivo sa individuare quello buono.!!!!!!!”

          • Marco Fusè ti ringrazio per l’invito ad organizzare un incontro pubblico a settembre. Ma proprio perché vedo più attacchi alla mia persona che la volontà di riconoscere una problematica e la capacità di confrontarsi sulle idee che possono dare soluzioni, che non mi farò carico dell’iniziativa di un incontro pubblico. Visto che ci tengo veramente tanto che si svolga un incontro costruttivo e non esclusivamente polemico auspico che si riesca ad individuare una figura terza, carismatica e percepita da tutti come superpartes, in grado di aggregare la più ampia adesione dei 305 Presidenti. La nostra gentile Sara che ci sta ospitando e che tutti conoscono per la sua correttezza potrebbe essere una candidata più efficace di me. Credo che ci possono essere anche altre figure extra politica, extra confessioni, con le caratteristiche che ho indicato. Se l’obiettivo è quello di ottenere dei risultati concreti non credo che attualmente io possa essere la persona giusta. Vedi anche tu, il tipo degli interventi. Ci vorrebbe un Vanelli.

  2. Oltre qualche simpatico presidente di associazione allo sbaraglio caro dottor Terrone c’è qualcuno che ha già sposato la sua tesi? Oppure c’è qualche buonanima che l’ha aiutata?
    Mi sembra gna battaglia da patriotta delle cause perse !!!

    • Un intervento un pochino banale, non crede Signor Marco (chi ?)ne conosco vari sia amici sia scioccamente nemici; ma dopo l’attacco personale che mi scivola via come acqua fresca che in questa calura risulta anche piacevole e mette di buon umore, scrivere qualcosina di costruttivo, no? Le risulta difficile proporre soluzioni più intelligenti delle mie sul come affrontare il problema delle scarse risorse da destinare alle Associazioni? La cittadinanza pende dalle sue labbra, attende la sua saggezza.

      • Gian Paolo sempre banale è chi come te critica a prescindere , ma non propone e soprattuto non fa nulla di concreto ; aria fritta è per chi non fa della visibilità un mantra

        • Gentile Rosanna perchè continuare, come altri, a fare attacchi alla mia persona anzichè entrare nel merito ? 305 Associazioni che faticano a sopravvivere e alcune rischiano di sparire è il tema che ho proposto a cui dò come soluzione personale l’idea di consorziarsi/federarsi/sostenersi attraverso un’azione di mutuo soccorso, condividendo le sedi, ideando eventi condivisi, ecc.. Anche se non condivisibile, ma almeno io propongo una soluzione per salvarne alcune e per ottimizzare le risorse, mentre lei perde tempo ad attaccarmi senza dare nessun contributo nè al problema nè alla discussione. Sono più che sicuro che lei è in grado di dare interessanti risposte e soluzioni. Dai, un piccolo sforzo, ce la può fare a stare sul tema.

  3. Giampaolo, sono pienamente d’accordo con te. Troppa gente ritiene che se ti viene concesso un beneficio esso diventi automaticamente un diritto. Il diritto costituzionale di libera aggregazione non dice che deve essere a spese del Comune e quindi dei contribuenti.
    Donato

    • Benchè qualcuno fatichi a capire che stiamo attraversando un periodo di particolare difficoltà economica e che le risorse della comunità non possono più coprire le allegre elargizioni a pioggia dei tempi passati io credo che la cosa da fare è ottimizzare quello che c’è, facendo i conti con l’oste. O le associazioni si ingeniano a trovare modi alternativi (legali ;-))per far cassa o ? Forse dobbiamo aspettare il Signor Marco (?) (vedi commenti precedenti) luin sicuramente sa come vincere le cause pattriottiche e ci comunicherà la sua soluzione geniale.

  4. Gian Paolo il tuo intervento è lodevole – la domanda è ” perché fare una associazione ? ” – la risposta dovrebbe essere ” perché è utile per la comunità ” – ma nella saronno buonista , tollerante e sprecona tutto faceva brodo – certamente ora la situazione è cambiata e bisogna adeguarsi – tuttavia tieni presente che a saronno coloro che veramente vogliono rendersi utili alla comunità senza tessere o atti di fede non sono molti – l’associazione di cui faccio parte ( Amici della Cassina ) può tranquillamente fare a meno di una sede, basta un recapito, e ciò che importa è il numero dei soci volontari – in questo i saronnesi sono carenti non nel numero di associazioni

    • Sul fatto che tante sono utili alla comunità è una sacrosanta verità, e penso in particolare a tutte quelle che offrono assistenza alla pesrona. Sono più perplesso sul fatto di sostenere quelle Associazioni con finalità quasi in fotocopia, non sono poche. Sono sempre del parere che in molti casi se si rendessero più disponibili a relazionarsi tra loro superando invidie, gelosie, autoreferenzialità, in modo da far confluire le risorse umane, i talenti personali dei soci, le idee, ecc. in una forma di consorzio/federazione con spirito di mutuo soccorso per dei progetti condivisi e specifici (e alcune volte lo abbiamo visto con ottimi risultati) potrebbero produrre sicuramente un valore aggiunto al loro fare per la Comunità e la Comunità potrebbe beneficiare di iniziative ed eventi di maggior pregio e spessore. Credo pure che l’Amministrazione Pubblica sia l’unica forza che potrebbe spingere fattivamente ad una collaborazione trasversale che generi delle Reti/Network specifici, io mi immagino la soluzione di più Reti: una Rete tra Associazioni che si occupano del Sociale; una rete di quelle che si occupano dell’Ambiente, una rete di quelle Associazioni che si occupano di sport, una rete tra quelle che si occupano del tempo libero e delle Arti (musica, pittura, scultura, poesia, recitazione, ballo, fotografia, …). Ed in una seconda fase passare ad un mutuo soccorso tra le varie reti. Non certo facile! Difficilmente, con le attuali risorse economiche ed umane, penso siano percorribili altre strade se si vogliono salvare le Associazioni attuali con le singole peculiarità, con le singole bandiere, con le singole identità. Tutti dobbiamo impegnarci ad una maggiore collaborazione. Poche sono oggi quelle Associazioni che se la cavano andando per la loro strada da sole e che supereranno sicuramente questo periodo di vacche magre. Fare Rete è la via d’uscita, in questi momenti. Fare rete anche per quanto riguarda le sedi. Parola d’ordine: Ottimizzare. Io credo in questo, se poi ci fossero soluzioni più geniali, ben vengano, le aspetto in tempi brevi, c’è poco tempo a disposizione.

      • Il discorso non fa una grinza. 235 associazioni che lavorano al servizio dei cittadini dovrebbero creare una moltitudine di idee, iniziative ed eventi inverosimile. È evidente che qualcosa non funziona. Manca forse la voglia, la determinazione e una buona dose di sussidiarietà.

  5. Buongiorno a tuttil, io sono una dei 305 Presidenti di associazioni culturali Saronnesi e sentendomi chiamata in causa desidero racontare la nostra esperienza per fugare qualsisasi dubbio su di noi – si tratta di TangoSaronno, regolarmente iscritta all’Agenzia delle Entrate, riconosciuta dal Coune, quest’anno oltre 260 soci, posso dire senza presunzione che svolgiamo da tre anni una funzione sociale, per quanto futile possa sembrare l’argomento – e colgo l’occasione per dire che il Tango Argentino è stato riconosciuto dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Il mio commento a questa conversazione è che, almeno nel campo del ballo (di tutti i generi, non sto parlando del Tango in particolare) e non a Saronno ma in tutt’Italia, dal Piemonte alla Calabria, in lungo e in largo, dal latinoamericano alla discomusic, salvo rare eccezioni, le Associazioni Culturali sedicenti senza fini di lucro nascondono in realtà vere e proprie attività imprenditoriali, che siano scuole di ballo o che siano dei locali dove si va a ballare, e chi le fonda lo fa col preciso scopo di evadere del tutto o in parte le tasse. Del resto la legge e la “distrazione” della Finanza lo permette ….non voglio fare la prima della classe, ma noi nel ballo siamo una mosca bianca perchè davvero nessuno nè del direttivo nè dei soci trae proventi dalle attività dell’Associazione … ci sono stati dei periodi in cui siamo stati anche in rosso …adesso, nei campi diversi dal ballo non lo so … ma nel campo del ballo purtroppo la triste situazione è questa … vi sono migliaria di locali, in TUTTA ITALIA, in cui ogni venerdi /sabato / domenica sera anche 180 persone, nel caso del tango, o fino a 300, nel caso di disco o latinoamericano, pagano mediamente 10 euro (e dico mediamente, perchè nei festival ho visto pù volte anche 600 persone in pista) senza obbligo di rilascio di scontrino da parte del proprietario del locale … possono farlo perchè risultano associazioni ! spero che la piaga sia limitata solo al ballo e che la presenza di tutte queste associazioni non nasconda altre forme di astuzia – per chi nn lo sapesse, solo per esistere, se si fanno le cose in regola, si deve tirar fuori uno “scatto alla risposta” di 600 Euro .. ma la passione per il tango fa questo ed altro, ci siamo volentieri autotassati pur di portare il tango nel saronnese 🙂

    • Interessante quanto istruttivo il tuo gentile intervento, utile per colmare la mia ignoranza. Grazie.

  6. Il conto non va fatto sui 40.000 abitanti di Saronno perche’ in queste associazioni ci sono tante persone provenienti da comuni limitrofi delle provincie di VA, MI, MB e CO.

    • La ringrazio per la corretta precisazione. Lei ha ragione mio caro Sig. Anonimo, probabilmente senza identità forse per non compromettersi qualora qualcuno la possa riconoscere. Bene, forse devo chiedere scusa a tutti, vero? Che ne dite? Cambiando le cifre che io ho preso maldestramente in cosiderazione con le nuove che cortesemente suggerisce l’amico dovrebbe cambiare il risultato del mio ragionamento. Ma sa che, mi state convincendo davvero a mettermi in analisi ….. matematica ihihihihihihih!!!!

      • come se sui comuni vicini non esistessero associazioni. Peccato che al momento non sia disponibile la lista delle associazioni (e relativa sede, perchè se uno non costa al comune è fuori da questi ragionamenti) perchè potremmo farci anche delle risate.Salvo poi le associazioni benemerite/scopo sociale, perché mai non dovrebbero pagare un affitto??? Qualche associazione che non aveva sede “comunale” ha rinunciato alla sede “privata” perchè un costo…ma vale anche per i finanziamenti

  7. Non deve chiedere scusa a nessuno, lei ha sollevato una discussione interessante ed io ho esposto la mia opinione, una come tante altre. Secondo me e’ un problema che riguarda anche i comuni limitrofi e non solo Saronno: purtroppo il saronnese e’ frammentato in 4 provincie e questo e’ un problema serio non solo per l’argomento in discussione, ma anche per la gestione delle acque, ospedale, scuole superiori, etc.

  8. Caro Gianpaolo le tue riflessioni potrebbero essere approfondite, magari in autunno.
    In realtà penso che un’associazione possa nascere casualmente saronnese, crescere italiana e morire in giro per il mondo.
    Un forte abbraccio.

    • Mi auguro che si apra un onesto dibattito che coinvolga non solo gli associati ma che coinvolga anche la popolazione in qualità di fruitrice dell’offerta dei ‘prodotti’ delle associazioni; un confronto tra opinioni tesi a migliorare i rapporti e le collaborazioni proprio per trovare soluzioni per salvare le varie identità. Occorre parlarne con serenità e studiare delle soluzioni per arrivare ad un miglir coordinamento degli eventi e delle attività soprattutto quando sono rivolte all’intera cittadinanza. Tu che sei un ottimo organizzatore di dibattiti pubblici potresti farti promotore 🙂

  9. Caro Gian Paolo, mi era in effetti sfuggita questa discussione per i motivi personali a cui ti ho accennato.
    Per mancanza di tempo e per essere il più chiara possibile vorrei dire:
    1) a delirare mi sembra che sia il Signor Pippo che non può permettersi di distribuire insulti ( anche se sembra diventato lo sport nazionale
    2) per quanto riferite ad un bacino di utenza più vasto dei confini di Saronno 300 associazioni mi sembrano tantissime.
    3) forse potevi evitare l’accenno al sospetto ” buonismo” dei vari presidenti ( sappiamo che criticare è molto più facile che impegnarsi con costanza e a chi lo fa va la mia ammirazione).
    4) privilegerei anch’io le associazioni che permettono alle persone meno fortunate di migliorare la propria qualità di vita.
    5) probabilmente ci sono varie associazioni che si occupano più o meno degli stessi temi o attività e quindi mi trova d’accordo la proposta di una maggiore collaborazione e di un più razionale utilizzo del territorio.
    6) La risoluzione del problema non è né facile né immediata e non invidio chi dovrà occuparsene…
    Come sai anch’io ci metto la faccia e il nome:
    Maria Luisa Sabadini ( Lella)

    • Puntuale e interessante la tua risposta. Non avevo il minimo dubbio sul fatto che la maschera la usi solo a carnevale, ma sai che per alcuni fortunati il carnevale dura tutto l’anno.

  10. Gian Paolo non è solo in questa sua ” battaglia” per mettere a fuoco le ragioni e le conseguenze di mentalità e prassi istituzionali o politiche che hanno incoraggiato e incoraggiano, in modi e per fini diversi, la proliferazione delle associazioni. Questo proliferare, proprio perché è avvenuto in maniera acritica è diventato un problema per più ragioni. 1) per un buon utilizzo delle poche risorse 2) perché mette tutti sullo stesso piano: quello del diritto e non su quello della dimostrata volontà, capacità di fare 3) perché non distingue fini e modi di operare diverso 4) perché alla forma associazionistica non sempre ne corrisponde lo spirito e la sostanza 5) perché il numero eccessivo non incoraggia la collaborazione 6) perché il darsi struttura a volte irrigidisce, burocratizza sia il lavoro interno sia la collaborazione 7) perché soffoca le iniziativa spontanee ….. Ho visto la “faccia” di altri in questa discussione… e volentieri ci metto la mia perché purtroppo posso dire di aver sperimentato, anche se non drammaticamente, il lato negativo di questo associazionismo estremo..
    La soluzione può essere un altra dalla repubblica di U
    zupis ma Gian Paolo ha il merito di porre il problema
    Isa (luigia) Borroni

    • Il porre problemi non significa avere soluzioni possibili per risolverli, Sig Borroni .Pertanto dov’è il merito? E’ forse quello di perseguire, come dice Terrone ” un obiettivo finalizzato al bene della comunità del saronnese, con questo non ho promosso un’Associazione. Mi sono INVENTATO un’alternativa: l’Ambasciata di Uzupis come mezzo di aggregazione di coloro che intendono <fare rete territoriale "

      • Esatto sig. Sessa. Dopo aver alzato il coperchio, almeno io propongo una tra le tante possibili soluzioni: Consorziarsi/Fare Rete/creare un Network dell’esistente. Poi, dopo questo mio interveto sto aspettando altrettante proposte dei mie concittadini. Solo così alla fine si possono confrontare, discutere e condividere insieme un’azione con il più ampio supporto possibile. Altrimenti significherebbe disfattismo. L’Ambasciata di Uzupis è la mia proposta, la sua qual’è? Le soluzioni degli altri quali sono? Non perdete temo a combattere me, impegnatelo a proporre. Grazie per il suo contributo alla discussione.

  11. Buongiorno,
    sono un altro dei 305 presidenti in questione, per intenderci del Coro Alpe (anch’esso registrato all’Agenzia delle Entrate). Vorrei chiarire alcuni aspetti anche a seguito del colloquio di martedì 23 u.s. con l’assessore Cavaterra. Siamo ben coscienti della situazione, che oserei definire al limite del dramma, in cui si trova il nostro paese ed altrettanto coscienti della mancanza di risorse che, necessariamente devono essere dirottate prioritariamente sull’indispensabile.
    Certo, potremmo chiederci chi ringraziare per averci ha portato il nostro Paese a questo punto con lo “sperpero” di denaro pubblico (leggasi rimborsi impropri, per usare un eufemismo, clientelismo, inutili incarichi, ecc.) ma preferisco tornare alla nostra guerra fra poveri.
    Ma, partendo dal presupposto che tutto quanto non è strettamente indispensabile è superfluo, salvo le associazioni di volontariato che danno supporto alla persona, dovremmo fare tabula rasa indistintamente?
    Forse sarebbe necessario capire se e cosa queste associazioni facciano di utile per la comunità.
    Non penso di mettermi ad elencare 63 anni di attività del Coro Alpe perchè, sicuramente, dimenticherei per strada molto.
    Tuttavia una minima parte di questa attività è giusto che venga ricordata partendo, per esempio, dalla rassegna (34 edizioni), nata con lo scopo di raccogliere fondi per i terremotati del Friuli (fondi da aggiungere al contributo di tanti altri saronnesi ), rassegna che ha portato a Saronno i migliori cori d’Italia e che, nelle ultime edizioni, ha avuto una partecipazione media di oltre 400 spettatori, senza dimenticare che buona parte, ripeto, buona parte dell’utile è stato devoluto per la ristrutturazione del Santuario della B.V. dei Miracoli così come l’intero ricavato dei concerti natalizi organizzati dal gruppo alpini. Proseguirei con i due concerti dello scorso anno organizzati per raccogliere fondi per i terremotati dell’Emilia, contributo fatto confluire nell’apposito conto istituito dal Comune. Non dimenticherei i diversi concerti che annualmente vengono tenuti a favore di altre associazioni che prestano la loro opera a supporto della persona e presso le strutture cittadine (focris, casa Gianetti, ecc). Quindi, credo, che debba esser dato atto di questo seppur minimo di contributo sociale alla città.
    Ritengo comunque meritevole l’aver portato onorevolmente il nome di Saronno in tutto il nord Italia, in parte del centro, in Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, ecc…, (con finanziamento diretto dei singoli coristi e simpatizzanti , giusto per sgombrare il campo) o aver conquistato due primi premi nazionali, l’aver meritato l’attestazione sull’importanza del ruolo svolto o sulla qualità (inviterei a visitare il ns. sito http://www.coroalpe.com dove hanno scritto , tra gli altri, Mons.Angelo Centemeri, Mons. Armando Cattaneo e, Giovanni Allevi che, credo, non abbia bisogno di presentazioni ).
    Per concludere vorrei anche segnalare l’impegno dei componenti che sottraggono alla famiglia due sere alla settimana per le prove e per i circa 30 impegni annuali, l’organizzazione dell’attività e tutto ciò che ne consegue, la convenienza di coristi e direttivo che, oltre alla volontaria attività, si tassano per pagare, tra l’altro una tassa rifiuti della sede (rifiuti che non si producono) o per rendere idonea la sede dove sono state eseguiti i pavimenti, l’impianto elettrico, l’insonorizzazione, e la manutenzione (PS i componenti non sono tutti dei Paperon dè Paperoni , ci sono anche pensionati che comunque contribuiscono economicamente con fatica).
    Quindi, il messaggio che abbiamo voluto portare all’assessore Cavaterra è quello di tenere in giusta considerazione il ritorno che ciascuna associazione da alla città non riconoscendoci assolutamente nella fascia attribuita (specialmente se paragonata ad altre associazioni che riteniamo essere state privilegiate).
    Fatto questo possiamo poi aumentare le tariffe ma comunque nel rispetto di una maggior equità ricordandoci che non è sufficiente sanare il bilancio perché “… non di solo pane vive l’uomo”.
    Grazie per aver avuto la pazienza di leggere.

    • Caro Pierluigi, mi fa piacere questo tuo contributo alla discussione. L’unico passaggio che non ho compreso bene nel tuo scritto è questo: ” Ma, partendo dal presupposto che tutto quanto non è strettamente indispensabile è superfluo, salvo le associazioni di volontariato che danno supporto alla persona, dovremmo fare tabula rasa indistintamente? ”

      Parto dal fondo. Se rileggi, non trovi una riga in cui io sostengo la neccessità di far tabula rasa delle Associazioni. Anzi troverai l’esatto contrario infatti troverai in più risposte che <personalmente sostengo che sia utile ed auspico una collaborazione più stretta soprattutto tra le associazioni molto simili; arrivando ad ipotizzare delle formule federative o consorzi con spirito di mutuo soccorso proprio per salvare TUTTE le risorse presenti.

      Mentre, per quanto riguarda l'altra parte preciso e ribadisco una mia personalissima opinione. Comunque, preciso che a tutte le associazioni riconosco un'indubbia utilità, una funzione sociale, una funzione culturale. I miei dubbi restano i numeri, è la quantità e in alcuni casi la presenza i doppioni. Oggettivamente è improponibile se ciascuna identità aspirasse a ricevere risorse pubbliche. Se domani dovessi fondare una mia corale non mi spettano le stesse identiche agevolazioni che ha la tua? Due pesi due misure? Non credo che possa essere questa la strada. Quindi cosa si vuole proporre? Come si affronta la cosa?
      In caso di scarse risorse economiche pubbliche ossia quando le risorse saranno veramente al limite pregiudicando la sopravvivenza di tutte le Associazioni che non sanno rendersi economicamente autonome io personalmente credo che, SOLO IN QUESTO CASO ESTREMO, si debbano non far affondare quelle associazioni che assistono le persone più svantaggiate.

      Ma la domanda fondamentale, secondo me, rimane sempre la stessa : "In quale modo equo si devono ridistribuire le ATTUALI risorse disponibili ? Quali dovrebbero essere i requisiti equi e validi per tutti per avere agevolazioni o elargizioni economiche? Oppure si lascia come è usanza pluritrentennale alla discrezione ed alla obiettività dell'Assessore di turno? Correndo il rischio di veder agevolati gli amici degli amici; non so se questo accada qui da noi, a me non risulta, ma potenzialmente potrebbe accadere o forse è accaduto.
      Grazie per il tuo intervento che si aggiunge a quelli costruttivi ed in tema alla discussione. Sperando che il dramma, come lo definisci correttamente tu, lo si affronti tutti insieme, non ciascuno per sè e Dio per tutti.

  12. purtroppo come (quasi) sempre accade invece di unire risorse e idee e collaborare le persone si scambiano invettive e accuse sprecando inutilmente energie …Non posso non pensare a una delle argute citazioni del Manzoni “… Renzo si avvia tra speranza e rabbia verso l’abitazione del dottor Azzecca-garbugli, naturalmente a piedi: Lascio pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe a capo all’in giù, nella mano di un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. (…) e dava loro di fiere scosse, e faceva sbalzare quelle teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura.”

    • Anche se preferisce l’anonimato , non fa niente: è un bellissimo intervento. Infatti : Questa è la Saronno delle mille differenzazioni, dalle diecimila sfumature. Dei 39.000 distinguo.

  13. Le associazioni fanno cultura a Saronno, se c’è qualcuno che fa il furbo è giusto che non venga finanziato, ma bisogna dimostrarlo.
    Sig. Gian Paolo, dica lei quali sono le associazioni da non finanziare e perché, altrimenti stiamo facendo un ragionamento poco concreto.

    • Gentilissima Silvia T. Il mio ragionamento parte dal concetto generale che non esiste nessun OBBLIGO di legge che impone di costituire delle associazioni tra privati come non mi risulta che esiste una legge che prevede di mettere in carico alla comunità la loro sopravvivenza a livello economico. Sono pienamente d’accordo che ciascun cittadino ha il diritto costituzionale di fondare una sua associazione, ma chi vuol fondare un’associazione oltre a riferirsi a bellissimi quanto utili ideali, all’atto della costituzione deve mettere in conto, prevedere, la capacità di sopravvivere autonomamente, con le sue forze e non mettersi poi a carico della comunità. Per quanto riguarda i furbi, come li definisce, io non devo dimostrare nulla non spetta ne a me ne a lei svolgere indagini o controlli, si rivolga alle Autorità competenti che hanno questo compito istituzionale e la possibilità di controllo e valutare eventuali irregolarità gestionali. Come già enunciato in precedenti risposte io propongo di salvare tutte quelle esistenti e suggerisco una soluzione possibile. Le chiedo di dare un occhio alle mie precedenti risposte. Grazie.

  14. Gian Paolo complimenti hai funzionato da vero catalizzatore – a te e agli addetti ai lavori che sono intervenuti , all’assessore competente, a ogni cittadino interessato, propongo di organizzare in autunno un incontro in cui proseguire questo interessante dialogo – quindi Gian Paolo a te l’onere di organizzare l’incontro, con l’ausilio de Il Saronno, per completare degnamente l’opera
    PS ma per il povero Lura non esiste una associazione ? lui ne ha disperato bisogno !

    • Per quanto riguarda il Lura che ne dici di costituire un’Associazione? Tu, io … ma ne serve almeno un altro ? … e poi chiediamo una sede, e poi …., e poi …, e poi ………..
      Preciso che ovviamente sto scherzando per sdrammatizzare le tensioni, prima che qualcuno dica la sua anche su questo mio intervento.
      Certo il Lura è un problema ancora aperto … ero un ragazzino quando si discuteva già sullo stato del corso d’acqua che ha contribuito alla nascita e alla crescita della nostra comunità. Anche qui c’è da fare qualcosa. Un’ideina uzupiana ce l’avrei già. Parliamone, contattami in altra sede.

      • Caro Marco Fusè, condivido la necessità di aprire un dibattito pubblico in autunno. Per quanto riguarda l’organizzazione, se si intende perseguire la finalità di coinvolgere il maggior numero possibile dei 305 Presidenti, delle Istituzioni, della Politica e dei cittadini, credo di essere la persona meno indicata a promuoverlo viste le reazioni già visibili un questo spazio con ripetuti attacchi alla persona anziché proporsi con spirito costruttivo rimanendo in tema.
        Quindi,
        credo sia opportuno, che a convocare e poi a guidare l’assemblea venga individuata una persona che sia non solo superpartes (come potrei essere io, non avendo ruoli associativi e da anni senza aspirazioni politiche o di ricerca di consenso), ma che sia anche percepita da tutti come tale; questo è fondamentale. La nostra Sara, che ci sta gentilmente ospitando, potrebbe essere una buona candidata con i requisiti succitati. Certo che sarebbe veramente bello riuscire ad individuare per questo ruolo un personaggio dello spessore di un Vanelli, ma al momento fatico non poco a ricordarmi di persone di questo calibro. Aiutami tu, fammi ricordare chi oggi può occupare questo ruolo.

  15. Egregio Sig. Gian Paolo, ha ragione sul fatto che diverse associazioni possono consorziarsi per meglio gestire le (poche) risorse e gli spazi a disposizione.
    Siccome ho visto che lei ed alcuni dei suoi amici vi infastidite assai per l’anonimato degli interlocutori, chiamatemi pure Mario Rossi: non cambia nulla nella sostanza delle opinioni, ma cosi’ sarete piu’ contenti.

  16. Valuti lei al meglio. – I miei Amici : ma che strano, non lo so io se sono miei amici e lo sa lei, mah? Che profondo abisso lei crea tra le persone. Chi non è Amico è un Nemico? Vedere: sinonimi e contrari. Troppo semplicistico e puerile catalogare le persone con questo metro. E … quindi, il Nemico è da combattere, attaccare, distruggere, annientare sempre e comunque, a prescindere, vero? Questa è la mentalità corrente usata diffusamente nel relazionarsi; lo si vede soprattutto nella politica più becera. Vedi io non riesco, non ce la faccio, a considerarti un NEMICO DA ABBATTERE, ma una persona che potrebbe benissimo avere punti di vista diversi dai miei e che potrebbero aiutarmi ad affinare i miei ragionamenti e la mia conoscenza. Io ti considero una persona utile affinché io possa migliorarmi. – L’Anonimato = Nascondersi. E’ un diritto previsto dalla Legge. Un diritto, in alcuni casi, usato per la delazione, o per lanciare sassi nascondendo poi la mano, e… Ma in questo tipo di confronto aperto non c’è la pur minima necessità di nascondersi e mettersi una maschera. Mario Rossi o Pluto o Minni servono a nascondere le paure ed i timori. Vada fiero/a dei suoi pensieri, mantenga la testa alta e la schiena dritta; almeno che lei intenda disconoscere le tue origini familiari; riservi sempre gratitudine a chi ti ha dato un cognome ed un nome, ne vada sempre fiero/a.

    • Qui non ci sono nemici, ma come traspare da alcuni interventi, proprio in virtu’ dell’equazione “Anonimato = Nascondersi”, io metto un nome, tu no, quindi meriti scarsa considerazione.
      Comunque, mi ripeto, per la discussione in oggetto la penso esattamente come lei.

    • Chi fa associazionismo , chi ha in se’ lo spirito vero dell’ associazionismo ha la propensione ad unire più’ che dividere , a proporre prima di valutare associazioni ” furbette” A che titolo ?

  17. PERBACCO !!!!!! Quanta gente che ha frainteso in buona e in cattiva fede !!!!!! Gira ampiamente la voce che io vorrei azzerare le Associazioni saronnesi !!!!!!!!!!!!!!! Posso capire che qualcuno capisce poco già di suo, capisco pure che alcuni, e non sono pochi, parlano solo per il sentito dire senza avere letto cosa ho scritto, capisco pure che non sono pochi coloro che hanno interessi a mantenere lo status quo in modo da continuare a trarre benefici personali da questa situazione attuale, ma arrivare a dire che io suggerisco di annientare le Associazioni è veramente indice dell’esistenza in Città di tanta malafede. … e, come è d’uso al giorno d’oggi, è più facile e meno impegnativo attaccare la persona più che argomentare e confrontarsi sulle idee o sulle soluzioni che propone. Quindi, proprio a causa di questi ignoranti (persone che non sanno), ci riattiveremo a Settembre più carichi che mai per ribadire che la salvezza per molte associazioni passa unicamente per la strada che ho suggerito nelle varie risposte precedenti. Buone e serene vacanze .

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