SARONNO – Si è spento ieri pomeriggio all’ospedale Niguarda Luigi Lainati 73enne saronnese vittima dell’incidente avvenuto martedì sera in via San Giuseppe. L’uomo era stato subito soccorso dal personale di un’automedica e un’ambulanza inviate sul posto dalla centrale operativa del 118 ma dopo meno di 24 ore è morto nel reparto di neurorianimazione dell’ospedale milanese.

Il dramma si è consumato martedì sera poco dopo le 19 in via San Giuseppe quando un improvviso acquazzone che spinto l’uomo ad accellerare il passo per tornare a casa in via Ramazzotti. Ha indossato il cappuccio della giacca ed è ha attraversato via San Giuseppe di corsa sulle strisce pedonali. E’ stato colpito da una Daihatsu Trevis rossa che arrivava da via Verdi e stava svoltando a sinistra in via San Giuseppe. Il saronnese è caduto a terra ed è finito sull’altra careggiata dove una Dacia Sandero era fortunatamente ferma per il semaforo rosso.

Immediata la mobilitazione dei presenti che hanno allertato il 118 mentre Gianpietro Guaglianone, alpino dell’Ana di Saronno, si è impegnato a deviare il traffico: “La pioggia era davvero molto intensa e la visibilità ridotta – ricorda il saronnese – le macchine non riuscivano a passare e così io da un lato il volontario municipale Simone Ruotolo dall’altro abbiamo cercato di evitare un blocco della circolazione”. E’ poi sopraggiunta la polizia locale che ha provveduto ad effettuare i rilievi e a raccogliere le dichiarazioni dei testimoni e dei conducenti delle vetture elementi che saranno importanti per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro e le eventuali responsabilità. Al momento non è ancora stata resa nota la data dei funerali.

31102013

5 Commenti

  1. Una pessima notizia, davvero. Le mie più sentite condoglianze alla famiglia, semmai dovessero leggere questo messaggio. 🙁

  2. un modo per ricordarlo, sarebbe intervenire sul serio sulla viabilità e relativa sicurezza almeno di Via San Giuseppe, non bastano due cartelli di limite dei 30.

  3. La nostra cultura italiana è “autocentrica”. Non ci sono norme che tutelino i ciclisti e le norme del codice della strada, vengono applicate anche ai ciclisti, come se fossero la stessa cosa, come se avessero lo stesso impatto (viabilità, incidenti, inquinamento…). Senza pensare che chi ha la peggio è sempre il ciclista, come è capitato per il povero sig. Lainati .Cambiare la cultura non è facile… io sono una ciclista appassionata e penso che l’unico strumento sia la mobilitazione dalla base. L’azione che sta svolgendo Fiab va proprio in questa direzione. Sosteniamola!!

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