SARONNO – E’ stato suddiviso per epoche, il grande “serpentone” del corteo storico della domenica pomeriggio, evento clou dell’annuale Festa di Sant’Antonio.

Si è iniziato dal seicento, tra l’altro con i lanzichenecchi che erano “calati” anche su Saronno, portando con loro l’epidemia di peste che aveva decimato la popolazione: non è mancato il carretto dei monatti, con i poveri ammalati a trascinarsi al seguito.

Poi, fra sbandieratori e gruppi folkloristici, si è un poco alla volta raggiunto l’ottocento, con una saranno pre-industriale ed anzi ancora contadina; ed a chiudere il corteo un pastore, vero, con il suo grande gregge di pecore.

A corollario, i volontari del gruppo comunale di Protezione civile, quelli dell’Associazione carabinieri, polizia loale e carabinieri che hanno garantito il servizio d’ordine e deviato il traffico al passaggio dei 600 figuranti coinvolti nel riuscitissimo evento.

La festa prosegue tutti i giorni sino a venerdì, attorno alla chiesetta di Sant’Antonio in via D’Annunzio.

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