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Scuole: idee e proposte del Comitato Insieme per una scuola di qualità

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10022014 consiglio comunale aperto sulla scuola (3)SARONNO – Si sono trovati subito dopo le feste ed hanno iniziato a collaborare per “garantire una scuola di qualità ai propri figli” è il nuovo Comitato che riunisce genitori di diversi istituti e plessi scolastici e che ha debuttato lunedì sera durante il consiglio comunale dedicato alla rete scolastica saronnese con una serie di richieste all’Amministrazione.

Ecco, in versione integrale, i primi interventi e di seguito la sintesi di fine serata

1° intervento: Ci presentiamo!

Siamo un gruppo di genitori di alunni frequentanti alcune scuole pubbliche di Saronno che si è costituito spontaneamente nel dicembre scorso in seguito al dibattito sul futuro delle scuole saronnesi che, a diversi livelli e per diversi motivi, si è animato nella nostra città già da qualche mese.

In quest’ultimo periodo, infatti, l’Amministrazione Comunale e alcuni rappresentanti dei Consigli d’Istituto degli Istituti Comprensivi di Saronno si sono confrontati sul futuro assetto di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado nella nostra città.

E’ proprio a partire dai risultati di questi “Tavoli di Lavoro e Confronto”, che abbiamo appreso dai nostri rappresentanti, che abbiamo deciso di intervenire nel dibattito come genitori organizzati, avendo alcune critiche e proposte.

Sono girate molte voci, spesso inesatte o addirittura fuorvianti, sulla natura e le finalità del nostro gruppo, che è spontaneo, democratico e aperto al contributo dei cittadini che intendono attivarsi in favore dell’istruzione di qualità a Saronno.

2° intervento: Cosa ci sta a cuore!

Nel corso delle riunioni che il nostro gruppo ha indetto in preparazione del consiglio comunale aperto si è trovata convergenza su alcuni punti che giudichiamo rilevanti ai fini della discussione con l’amministrazione comunale della città di Saronno.

A tale proposito siamo convinti che una scuola di qualità non possa prescindere da:

  • un dimensionamento degli Istituti Comprensivi che consenta una gestione non solo “amministrativa” da parte di chi ne è responsabile: a fronte dei “numeri” che caratterizzano la situazione attuale, giudichiamo che 3 istituti con piena autonomia (piuttosto che 2) offrano le migliori garanzie, anche in considerazione della possibilità di mantenere la “fisionomia” propria di ogni istituto e la conseguente stabilità nelle condizioni di fruizione del servizio scolastico da parte degli alunni e delle loro famiglie;
  • strutture logistiche sicure, manutenute e adeguate alle esigenze didattiche, nella consapevolezza che, pur nella scarsità di risorse che caratterizza l’attuale periodo, l’allocazione delle stesse debba tenere in considerazione prioritaria le esigenze delle generazioni più giovani, i cui percorsi formativi sono un investimento per il futuro;
  • servizi alla mobilità scolastica che facilitino ad esempio il raggiungimento delle strutture (scuola bus, parcheggi, ecc.), in modo da garantire percorsi sicuri e pari condizioni di accessibilità per l’intera popolazione scolastica, a prescindere dalla collocazione più o meno “fortunata” dei diversi plessi scolastici. 

3° intervento: Le strutture scolastiche

Sull’importantissimo tema delle strutture scolastiche, che presentano diversi ed elevati punti di criticità, in molti casi nemmeno recentissimi e più volte portati all’attenzione delle autorità competenti, ci sentiamo di riproporre quanto segue:

a) anagrafe dell’edilizia scolastica cittadina e ricognizione dello stato degli immobili: esiste un documento ufficiale sulla base del quale avere la consapevole conoscenza della sicurezza degli edifici, dell’agibilità dei locali, del numero di alunni accogliibili per ciascun istituto sulla base delle informazioni precedenti?

b) quale progetto vuole perseguire l’Amministrazione comunale circa l’edilizia scolastica cittadina in rapporto alle tendenze demografiche? Si potrebbe meglio circoscrivere il tema: esiste una progettazione circa gli interventi conservativi, manutentivi o innovativi degli edifici scolastici esistenti?

c) è conosciuta la condizione di alcune scuole all’interno delle quali si verificano infiltrazioni piovose, le tramezzature cedono intonaco con rischio per gli studenti, i servizi igienici risultano impraticabili, ecc.?

d) è stato redatto uno stradario coerente con le modifiche introdotte ed in itinere della viabilità cittadina e calibrato per ciascun livello di istruzione dell’obbligo e, fra l’altro, rispondente a criteri che facilitino il raggiungimento delle strutture, primariamente, a piedi e laddove non possibile attraverso sistemi di mobilità scolastica per le famiglie più distanti dai luoghi scolastici?

e) quali sono le priorità di intervento che l’amministrazione ha già identificato e quali le coperture economiche che ne garantiranno la realizzazione?

f) sono stati stanziati dei capitoli di spesa a copertura degli interventi di manutenzione ordinaria improrogabili o urgenti che vengono a manifestarsi nella normale quotidianità? Esiste un fondo di accantonamento in tal senso?

g) qual è la tempistica?

Affinché quanto definiamo “auspicabile” diventi realtà, riteniamo ci sia bisogno di un’ampia alleanza tra amministrazione comunale, organismi e operatori scolastici e cittadini-utenti.

4° intervento: Cosa proponiamo

E’ nostra convinzione che il consiglio comunale aperto debba essere visto come una occasione di confronto a partire dalla quale avviare insieme un percorso progettuale di medio-lungo periodo. Lo sviluppo di tale percorso progettuale non può che basarsi sui criteri di qualità precedentemente elencati e su elementi oggettivi che descrivano le esigenze, indirizzino le soluzioni e le modalità per attuarle nonché le responsabilità dei diversi attori; e per quanto già affermato, non può che partire dal mantenimento di istituti comprensivi non sovradimensionati a ciascuno dei quali deve essere garantita autonomia completa.

Per cogliere gli obiettivi suddetti vogliamo formulare alcune proposte concrete:

  • costituire una commissione permanente (cittadini-utenti, amministrazione comunale e istituzioni scolastiche) che analizzi la situazione, proponga soluzioni e ne programmi l’attuazione nel tempo, a partire da elementi oggettivi (dati relativi all’andamento demografico, PGT, esigenze espresse dai cittadini-utenti, risorse a disposizione) realizzando nella pratica la suddetta progettualità di medio-lungo periodo; un obiettivo di breve per questa commissione potrebbe già configurarsi nella presentazione del progetto di dimensionamento scolastico, la cui scadenza è collocata nell’ottobre di quest’anno; 
  • avviare la predisposizione di un questionario, al fine di raccogliere le esigenze e evidenziare le priorità d’intervento, attraverso la percezione diretta delle numerose problematiche presenti nel panorama dell’istruzione pubblica in città; per la messa a punto di tale strumento (a suo tempo già proposto dal Consigliere Stamerra, ospite al Consiglio d’Istituto dell’Ist. Ignoto Militi in data 1 luglio 2013) chiediamo un coinvolgimento diretto della componente cittadini e mettiamo a disposizione una prima bozza sulla quale il nostro gruppo di genitori ha già incominciato a lavorare, in attesa di condividerla nelle sedi che saranno definite.

Nell’attesa che queste e altre proposte diano vita a un percorso progettuale condiviso e orientato al futuro, reputiamo che sia fondamentale gestire la situazione contingente in armonia con i criteri di qualità già sottolineati, che devono a nostro parere uniformare tutte le scelte in materia di scuola, conformemente agli impegni già presi nei confronti dei cittadini-utenti.

Citando le parole del sig. Sindaco in riferimento alla vicenda della sede succursale del Liceo Grassi: “Inaccettabile togliere una succursale da un momento all’altro … Non si può limitare la libertà di scelta delle famiglie” che, aggiungiamo noi, hanno intrapreso il percorso scolastico dei propri figli a partire da ben altri presupposti. Ecco quindi l’esigenza di mantenere le medesime regole per il periodo transitorio, a garanzia delle scelte concordate dalle famiglie con le scuole al momento dell’iscrizione, nell’attesa che nuove regole, frutto del lavoro progettuale descritto, vengano a mutare lo scenario per i nuovi entranti nella popolazione scolastica.

Ci avviamo a conclusione del nostro articolato intervento. Non possiamo esimerci, dato che ci troviamo in un consiglio comunale aperto, che è momento partecipativo per eccellenza, dall’offrirvi la nostra visione sul tema della partecipazione dei cittadini alle scelte fondamentali per la propria comunità.

5° intervento: L’importanza della partecipazione

Come avete capito, è la Commissione Permanente sulla Scuola Saronnese la parte fondante della nostra proposta di questa sera. Noi non consideriamo questo Consiglio Comunale Aperto come un punto di arrivo del percorso portato avanti dall’amministrazione comunale in questi mesi con alcuni referenti degli organismi scolastici.

Un percorso legittimo, istituzionalmente corretto, una condizione necessaria ma – a nostro giudizio – non sufficiente per una presa di decisione che si possa davvero definire partecipata su un tema così rilevante per il futuro della nostra città e del nostro territorio e per i suoi abitanti.

Abbiamo detto che c’è da articolare una visione (ed un’azione corrispondente) di medio-lungo periodo, ma già a partire dalle prime scadenze come il nuovo dimensionamento per l’anno scolastico prossimo, su cui il Comune dovrà deliberare entro la fine del mese di ottobre. Che è come dire “domani”.

C’è quindi bisogno che la Commissione Permanente venga istituita rapidamente, e – allo stesso tempo – senza dimenticare di includere tutte le componenti che richiediamo: cittadini utenti (studenti e genitori), personale scolastico (insegnanti, ATA, dirigenti), rappresentanze d’istituto e rappresentanti dell’amministrazione comunale.

Questo gruppo di genitori si mette immediatamente a disposizione per concordare – insieme all’amministrazione comunale e a quant’altri soggetti vorrà convocare – un incontro in cui si stabiliscano INSIEME i criteri di nomina dei componenti della Commissione, capaci di tenere conto dell’ampio respiro temporale di questo organismo, che dovrà essere in grado di andare oltre i suoi attuali rappresentanti, a qualunque categoria appartengano, ma resti un patrimonio di questa città per la presa di decisione in merito ai temi scolastici.

Subito dopo si deve cominciare a lavorare in vista di fine ottobre. Saranno mesi intensi, perché la proposta da elaborare per il prossimo anno scolastico dovrà in realtà avere alla base un pensiero lungo, di prospettiva, capace di leggere tutte le variabili che intervengono in questa complessa materia: la normativa vigente e futura, gli andamenti demografici locali, la situazione delle risorse, siano esse quelle strutturali, siano quelle economico-finanziarie presenti e future, l’idea di città che si ha per la Saronno di domani in base alle attuali previsioni, eccetera.

Noi riteniamo fondamentale che – in un periodo di pesantissimo ridimensionamento (anche democratico) del ruolo degli enti locali – l’unica via d’uscita per gli amministratori locali sia quella di condividere il peso delle decisioni più importanti e delicate con i propri concittadini, ciascuno con il proprio ruolo e le proprie prerogative, ma per una volta, come si dice “in un rapporto tra pari”, che coinvolga e sappia valorizzare l’intelligenza diffusa e l’energie già profuse volontariamente da gruppi di genitori presenti nel territorio.

Perché un principe, ancorché illuminato, resta sempre un monarca.

E perché, in questo caso, si scrive scuola, ma si legge democrazia.

Buon lavoro a tutte e tutti noi, se lo si vorrà fare davvero insieme!

Insieme per una Scuola di Qualità

LA SINTESI DI FINE SERATA

Sarebbe bello poter interpretare lo stato d’animo che sembra accomuni i partecipanti a questo intenso dibattito con la musica, linguaggio universale attraverso il quale ciascuno di noi riesce a comunicare e condividere emozioni, purtroppo non è possibile.

Bisogna, pertanto, limitarsi ad utilizzare il linguaggio parlato, lo strumento di comunicazione per eccellenza, grazie al quale ciascuno di noi riesce a trasformare la propria individualità in bagaglio di esperienze al servizio o, meglio, a vantaggio della collettività.

Per fare ciò, però, occorre che proprio il linguaggio, che acquisiamo naturalmente, sia affinato per la migliore condivisione e comprensione del pensiero affinché ciascuno possa diventare parte di una comunità: dalla famiglia, alla città, fino al territorio più vasto che accomuna gli abitanti di un Paese.

Il luogo che consente di affinare il nostro linguaggio è, certamente, la scuola: la nostra scuola! Dove le mediazioni fra le varie sensibilità culturali e le esperienze sociali ci consentono di divenire cittadini di un Comune e, attraverso di esso, cittadini della comunità internazionale, consapevoli, pertanto, dei nostri diritti e doveri.

Ecco perché la scuola è il luogo dove si esercita, e sempre più deve essere esercitato, l’insegnamento democratico alla tolleranza e all’ascolto. È la nostra Costituzione che ci esorta in questa direzione laddove, in un crescendo sempre più vivace, ci porta a considerare l’istruzione un diritto della persona alla propria crescita culturale e sociale (art. 9), tutelato attraverso il dovere dei genitori di accompagnare i figli nel percorso scolastico obbligatorio (art. 30), dipingendo la scuola come il luogo, aperto a tutti, del libero insegnamento (art. 33 e 34) che, in quanto tale, introduce ciascuno di noi alla comprensione del pensiero e, conseguentemente, delle relazioni umane. Ancor di più i nostri Costituenti hanno voluto, anche nel percorso riformatore del Titolo V, confermare che l’istruzione pubblica si colloca tra i livelli essenziali da garantire a ciascuno uniformemente su tutto il territorio nazionale.

Il dibattito di questa sera ha concretizzato la rappresentazione civile del disegno Costituzionale. Perché l’istruzione sia garantita uniformemente come opportunità di crescita occorre che essa si fondi, anche nel nostro ambito, su pilastri condivisi che potremmo riassumere in poche parole chiave ma dall’ampio significato:

  • Sicurezza: non vi può essere insegnamento efficace ed incisivo senza la sicurezza dei luoghi ove questo viene esercitato. Il benessere materiale è una delle condizioni per favorire il pieno svolgimento del diritto-dovere all’istruzione. Occorre, quindi, agire tempestivamente con un programma di interventi che possa portare al rinnovo del patrimonio edilizio scolastico cittadino. Male su questo fronte l’intenzione non manifestata dall’Amministrazione di allestire un piano per l’edilizia scolastica. Occorre, invece, concretizzarlo attraverso l’individuazione di modalità di acquisizione delle risorse per finanziarlo e all’individuazione delle priorità con la relativa tempistica perché si possa intravedere almeno un’intenzione. Nel frattempo è imprescindibile far conoscere ai cittadini la situazione attuale dei piani di sicurezza e del numero di studenti accoglibili nonché del numero di aule e di laboratori disponibili presso ciascun istituto. Le ultime note diffuse dall’Amministrazione su Piani antincendio del 2002 sembrano confermare le perplessità dei genitori sulla sicurezza di alcuni luoghi scolastici frequentati dai propri figli. Bisogna tempestivamente dissipare ogni dubbio circa il rispetto delle prescrizioni presso ciascun plesso scolastico! Anche il presidio dei percorsi di accesso alle scuole nei punti critici come attraversamenti e, specialmente, sottopassi diviene necessario per indirizzare una naturale scelta al momento delle iscrizioni. Non è ulteriormente rinviabile una verifica del Piano Regolatore degli orari che per gli studenti medi frequentanti le scuole di Saronno sta provocando forti disagi specie nei confronti di chi proviene da fuori città.
  • Libertà d’insegnamento: senza piena autonomia degli istituti scolastici non vi può essere esercizio della libertà di scelta da parte delle famiglie nell’individuare i percorsi formativi più vicini alle proprie sensibilità culturali e ideali. Ma la libertà di scelta si esplica anche attraverso la continuità didattica, per ciascun grado di istruzione, all’interno del medesimo istituto comprensivo. Riproporre schemi del passato come l’appartenenza al bacino di utenza nega il principio della libera scelta che rappresenta un pilastro della riforma scolastica. Proprio quella libera scelta verso la quale si è espresso favorevolmente in un’intervista al Corsera, come ricordato in un precedente intervento,  il Sindaco a proposito della recente vicenda del Liceo Scientifico “G.B. Grassi”.

E qui, al fine di sgombrare il campo da malintesi occorre fare una breve analisi delle normativa vigente ed in itinere. Abbiamo assistito, purtroppo, al tentativo di svilire i percorsi di autonomia didattica allestiti attraverso il P.O.F. nel rispetto delle normative vigenti che tale autonomia tutelano e rafforzano (d.P.R. 275/99) e delle competenze attribuite all’istituzione scolastica nel suo complesso (Dirigente, docenti e Consiglio d’Istituto) disciplinate dal T.U. 297/94 in materia di istruzione arrivando, persino, alla prescrizione di criteri di accoglienza in sede di iscrizione alle prime classi delle scuole statali primarie e secondarie di primo grado. Infatti l’Assessore Cavaterra ha proceduto a citare la circolare Ministeriale sulle modalità di iscrizione all’a.s. 2014-2015 fermandosi a pagina 2 della stessa senza verificare quanto testualmente indicato a pag. 8, 4° capoverso, specificatamente rispetto alle iscrizioni alla scuola secondaria di primo grado, laddove testualmente si prevede che “Resta inteso, comunque, che gli alunni provenienti dalle scuole primarie dello stesso istituto comprensivo hanno priorità rispetto agli alunni provenienti da altri istituti.”.

Ma ciò che fa più specie è l’effetto di ovattato dissidio indotto tra i genitori anche a fronte di normative vigenti che, invece, rendono inutili le misure, prima proposte e poi adottate. Infatti:

a)     Solo per l’anno scolastico in corso il DL n. 104/13, all’art. 12, comma 1, integrativo dell’art. 19 del DL 98/11, conferma il limite minimo dei 600 alunni per l’attribuzione della dirigenza e del DSGA;

b)     a partire dall’a.s. 2014-2015 il contingente dei dirigenti scolastici sarà deciso previo accordo in Conferenza Unificata (cui partecipano, oltre al Governo, Regioni ed enti locali). Ad oggi l’Accordo non è stato sancito e la sua validità avrà effetti dall’anno scolastico successivo a quello in corso alla data di sottoscrizione del medesimo Accordo e conseguente riferimento ai numeri di iscritti dell’a.s. precedente. Secondo fonti della stampa specializzata, le Regioni non vogliono alcun riferimento al limite minimo per l’attribuzione della dirigenza e del DSGA e chiedono l’esplicita abrogazione delle norme relative  ai limiti minimi nel rispetto della competenza attribuita in materia di organizzazione alle medesime Regioni;

c)      se si pervenisse all’Accordo, dall’a.s. 2014-2015, rimarrebbe in vigore il solo limite di assicurare i saldi di finanza pubblica previsti nel DEF e già quantificati come affermato dal MIUR, in un recente incontro con i Sindacati, secondo il quale la riduzione delle unità di DS conseguente all’entrata in vigore dell’Accordo pari a 1.887 unità è superiore rispetto a quella di 1.331 unità prevista dalla legislazione vigente. In questo caso non avrebbe alcuna efficacia la nota Ministeriale del 20 dicembre 2013 che surroga il mancato accordo e fotografa la situazione esistente rispetto alla Dirigenza scolastica.

D’altronde, se il Commissario Straordinario alla spending review Carlo Cottarelli dovrà assicurare risparmi alla spesa pubblica per un ammontare di 32 mld/€ entro il 2016, è opportuno considerare che il passaggio da tre Istituti Comprensivi ad uno soltanto risulterebbe più difficile di quello da due IC ad uno. Pertanto, la proposta comunale circa il dimensionamento scolastico cittadino da formulare entro il prossimo ottobre diviene politica nel senso di far comprendere, anche attraverso di essa, quale livello di qualità scolastica voglia perseguire l’Amministrazione per il nostro territorio. Si auspica che essa possa essere coerente con la vocazione di area metropolitana cui sembra volersi indirizzare la Giunta comunale

  • Partecipazione: come visto la scuola è il veicolo primario nella diffusione dello spirito di appartenenza ad una comunità; lo studio della lingua parlata e scritta e, attraverso di essa, delle materie scientifiche, consente la crescita di ciascun individuo e lo integra nella comunità: ecco perché ogni decisione in materia di istruzione riguarda ciascuno di noi e ci appassiona nella diversità delle opinioni. Il dibattito di stasera, nel rispetto dei ruoli e dei luoghi istituzionali preposti alla decisione, ha fornito spunti che torneranno certamente utili da ora in avanti; ha consentito, nello spirito partecipativo che alimenta la democrazia, di sgombrare il campo da strumentalizzazioni di ogni genere da parte di chi tirava qualcun altro per la giacca o, peggio, sperava di farsi tirare per la propria giacca. Ciascuno ha formulato proposte che toccherà all’Amministrazione condurre a sintesi senza “svilirne” la portata favorendo la formazione da subito della Commissione permanente istituzionalizzata e l’acquisizione di informazioni, necessarie ai lavori della stessa, attraverso il questionario precedentemente presentato. È necessario che in questo contesto possano essere valorizzate le esperienze di volontariato profuse dai genitori al miglioramento delle condizioni strutturali e logistiche delle nostre scuole sperimentando negli atti contabili del Comune, come altre amministrazioni hanno fatto e stanno facendo, il Bilancio Partecipativo. Questo dato apparentemente solo documentale, certifica, invece, il riconoscimento negoziale, dignitoso e paritario delle parti in causa. Genitori e  Amministrazione concordano un reciproco scambio tra servizi offerti volontariamente e opportunità di miglioramento materiale ed organizzativo delle nostre scuole e ne viene quantificato il valore anche in termini di minor spesa: potrebbe essere questa una strada per superare, almeno in parte, i vincoli stringenti del Patto di Stabilità Interno e far fronte alle ridotte risorse disponibili. Possiamo, quindi, affermare che Democrazia, oltre che partecipazione, è anche proposta!

In conclusione, una constatazione ed una esortazione: questa sera abbiamo fatto tutti scuola, quest’aula consiliare ha cambiato veste è diventata come un’aula scolastica con la variante che ciascuno di noi è stato, nello stesso tempo, docente e discente e, quindi, ha insegnato e ha imparato qualcosa ascoltando le parole dell’altro, grazie ad una lingua comune – la nostra musica, per ritornare all’inizio – con i suoi toni alti, bassi, sincopati, allegri ma sempre tesa al miglioramento del bene comune.

Adesso tocca a tutti noi portare nei luoghi di responsabilità ciò che siamo stati capaci di apprendere.

Se vuoi arrivare primo corri da solo; se vuoi arrivare lontano, cammina insieme. Si può leggere questo detto africano sulla parete di un corridoio, guarda caso, di una scuola della nostra città. Con lo stesso spirito abbiamo condiviso la scelta di definire il gruppo di genitori con un nome che vuole essere un invito a tutti: Insieme, per una scuola di qualità.

Buon lavoro.

4 Commenti

  1. mi sono sforzato. arrivato al dibattito con la musica, mi sono sinceramente fermato. era troppo. chi l’ha scritto non ha evidentemente il dono della sintesi, risultando noioso.

  2. io l’ho sentito in aula Vanelli: lungo, ma letto da differenti persone è stato da me seguito.

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