agostino fontanaSARONNO – Un appello al sindaco Alessandro Fagioli affinchè sul delicato tema dell’adesione alla città metropolitana non ci sia una “decisione autoritaria della politica ma si ascolti, dopo una debita campagna di informazione, l’opinione dei cittadini”. A lanciarlo con una missiva inviata al primo cittadino è l’ex assessore ai Lavori Pubblici Agostino Fontana che ci spiega in un’intervista il suo punto di vista.

Lei su è fatto promotore di in appello, al nuovo Sindaco, relativo all’adesione, o meno, di Saronno alla Città Metropolitana di Milano. In che cosa consiste?
Il programma del Sindaco Fagioli contiene, proprio al suo inizio, una critica, che condivido, alla precedente amministrazione Porro di aver deciso di aderire alla Città Metropolitana di Milano senza spiegare e consultare i cittadini

Ma che cos’è la Citta Metropolitana?
La città metropolitana è uno degli enti locali territoriali previsti nella Costituzione italiana, all’articolo 114. La legge del 7 aprile 2014 n. 56 recante “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni” ne disciplina l’istituzione come ente di area vasta. Quindi, a seguito della legge che riduce le province italiane, anche accorpandole, Saronno potrebbe rimanere con la provincia di Varese oppure scegliere la città metropolitana.

Che cosa cambierebbe?
Personalmente non mi è chiaro e penso che molti cittadini saronnesi siano nelle stesse condizioni. Poiché si tratta di una decisione importante per la città ho inviato questo appello al Sindaco chiedendo di preparare una comparazione di pro e contro per il rimanere con la provincia di Varese, Como e Monza Brianza visto che questa sembra la scelta della Lega. Contemporaneamente ho chiesto che il PD di Saronno preparasse lo stesso documento per la loro scelta preferita ovverosia aderire alla Città metropolitana. Un suggerimento di maggiore informazione da portare a tutti i cittadini affinché siano loro a decidere, attraverso una consultazione, la scelta finale. Mi sembra un approccio democratico e partecipativo.

Il Sindaco Fagioli, durante il primo consiglio comunale  ha dichiarato che i cittadini hanno già scelto di rimanere con Varese poiché previsto dal programma elettorale della Lega.
Non mi pare che vi sia una scelta chiara del no all’adesione alla Città metropolitana nel programma elettorale del Sindaco Fagioli. Anzi è in esso riportata una critica alla procedura di non informazione della città da parte della precedente amministrazione. La logica consecutio vorrebbe che avendo criticato una procedura non si segua la medesima altrimenti non avrebbe senso la critica.
Scrive Fagioli sul suo programma: «La questione della Città metropolitana è stata affrontata dall’attuale (ex) amministrazione (Porro n.d.r.) in modo insoddisfacente. Non è mai stata fornita una risposta chiara circa i vantaggi che i cittadini ne riceverebbero da un punto di vista politico, burocratico ed economico».
Liquida poi il tutto con un paio di argomenti che dovrebbero essere presi in considerazione per la decisione.
Questa è l’analisi approfondita che auspicava o questa è il massimo di analisi approfondita che la Lega è in grado di esprimere? Nessuna dichiarazione chiara che la Lega sceglierà di rimanere con Varese ed argomentazioni sui pro ed i contro.

Questa è una decisione importante per la città che quindi non va presa superficialmente di pancia, o per ripicca ma seriamente approfondita e comunicata ai cittadini.

Ma lei spera in un’apertura del Sindaco sull’argomento?
Sta a lui decidere se coinvolgere la città oppure rimanere sordo. Tuttavia vorrei ricordare al Sindaco di Saronno che la Regione Lombardia, che se non sbaglio è governata da un governatore leghista di nome Maroni, pubblica sul proprio sito un comunicato il 2 luglio 2015 che annuncia che «Regione Lombardia crede molto nella Città Metropolitana, per questo in vista dell’approvazione da parte della giunta regionale del progetto di legge recante disposizioni per la valorizzazione del ruolo istituzionale della Città Metropolitana di Milano, sono a Bruxelles per un confronto sulle possibilità di investimenti a livello europeo che mirino a rafforzare il contesto sociale ed urbano della Città Metropolitana di Milano e dell’intero territorio lombardo”. Così ha dichiarato il Sottosegretario di Regione Lombardia con delega ai Rapporti con la Città Metropolitana, Giulio Gallera, in visita a Bruxelles per un doppio appuntamento

Quindi la Regione sta preparando un progetto di legge per valorizzare la città metropolitana. Mi chiedo allora se Fagioli non sia rimasto sul Sacromonte di Varese, con la sua anforetta di acqua del Po, e non si sia accorto che qui, in pianura, la situazione è cambiata. Speriamo bene!

02082015

10 Commenti

  1. Quindi costui vorrebbe convincere i cittadini saronnesi ad accettare un ingresso nella città metropolitana… nonostante “personalmente non gli sia ben chiaro di che cosa si tratti”..!!??
    Beh, visti i precedenti politici non c’é da stupirsi…

  2. Già l’approvazione Consiliare del 26 settembre 2012 a maggioranza (19 voti) del Punto 2 “Iniziativa volta a far confluire il Comune di Saronno nella costituenda Città metropolitana di Milano” evidenziava un deficit di democrazia della passata Amministrazione che della Mitica Partecipazione ne faceva una questione di principio.
    Causa la ristrettezza dei termini I’allora Sindaco ed il Suo Assessore Competente, in due o tre settimane, sentivano tutto “l’universo mondo” rimandando, a tempi successivi, una maggiore e più ampia diffusione dei termini della questione.

    Poi come sappiamo è intervenuta la Consulta che censurava la predetta legge per violazione dell’art 77 della Carta Costituzionale.
    Finalmente nel marzo 2013 prendeva l’avvio una più organica riforma del titolo V il cui iter si concluderà speriamo a breve. Nel frattempo il 3 aprile 2014 il ddl Del Rio riguardante la riforma delle Provincie (non l’abolizione) veniva convertito in Legge dello Stato.

    Quindi il tutto per dire che di tempo da quella serata (26.09.2012) per attivare, sensibilizzare, informare, far discutere quindi partecipare di tempo ne è passato.

    Ed è per questo che mi associo all’ appello dell’amico Fontana, non solo, ma rilancio anche sul metodo e sulla strategia; altri ambiti sui quali fu largamente deficitaria la passata Amministrazione.

    Saronno è una città a vocazione comprensoriale. Non è forte in sé ma quanto per il bacino territoriale che, a torto o ragione, ha sempre pensato/cercato di rappresentare. Quindi le Classi Politiche che rappresentano questi Territori, prescindendo dalle ideologie, dovrebbero interrogarsi e misurarsi su una visione di progetto di lungo periodo, misurando bisogni attuali senza però rinunciare a ipotizzare scenari futuri. Agli Amministratori di Saronno il compito di stimolare questo modo di intendere la Politica Territoriale. Promuovendo tavoli di incontri e discussioni con gli altri finalizzando i lavori alla creazione di un Piano d’area – il Saronnese – dove si individuino punti di forza e di debolezza sui quali intervenire di concerto, i precedenti positivi non mancano.

    Non dimentichiamo che la legge di riordino non tratta solo di città metropolitana ma anche di Unioni e Fusioni di Comuni.

    Il Comprensorio Saronnese unito e capace di sviluppare un proprio Piano d’Area avrebbe peso per collocarsi ovunque, Saronno da sola invece sarebbe destinata ad un lento, se pur nobile, declino.

    Questo, a mio parere, sarebbe il compito del Sindaco Fagioli e della Sua compagine Amministrativa senza trascurare anche l’azione coinvolgente del Consiglio Comunale guidato dal suo Presidente, senza distinzioni di maggioranze o minoranze ma in fattiva e costruttiva collaborazione.

    Questi sono i compiti della politica. E’ su questi temi che, una volta sviluppati, all’occorrenza i cittadini potrebbero essere consultati.

    • Giustissimo, ineludibile saldare qualsiasi prospettiva futura a una visione più integrata del Saronnese, fino all’Unione dei Comuni (anche se non è vero che Saronno città abbia sempre pensato/cercato di rappresentare il comprensorio..magari l’avesse fatto. La storia locale dice cose più complesse per le quali qui non c’è spazio).
      Ma una prospettiva a tutto il comprensorio va appunto data, già in corso d’opera. E qual’è questa prospettiva? La lontana Varese,
      profondamente centrata sulle realtà alpine e subalpine, o la Milano rinascente, destinata a competere sul futuro con le grandi città d’Europa nel campo della conoscenza e dell’innovazione? Dove sta il destino del Saronnese? Dove sta la sua storia e geografia? Queste, non le chiacchiere partigiane, sono gli argomenti di lungo periodo.
      A me della Giunta attuale o precedente in sé interessa poco, ma tra chi non vuole fare niente (l’attuale) e chi comunque ha fatto (la precedente) ho testa sufficiente per scegliere.

    • Analisi perfetta e totalmente condivisibile. Anche l’Unione di Comuni è una strada da esplorare. Un paio di comuni del saronnese hanno già condiviso la polizia locale: è solo un piccolo inizio di un lungo percorso per il quale serve chiarezza di obiettivi ed una leadership.
      Ma ci vuole soprattutto una politica che non parli per slogan ma con la testa.

  3. A me sembra che stia chiedendo al Sindaco di riflettere a fondo sulla questione e di aprire una discussione proprio perché il tutto personalmente non gli è chiaro. Basta saper leggere per capire bene.
    Altra cosa è che il signor Fontana non perde occasione per prendersela con la Giunta Porro, di cui ha fatto parte. Più feroce di un nemico è sempre un ex-amico.

    • Cartesio,
      confermo che il problema della scelta non mi è chiaro semplicemente perché non l’ho approfondito, e quando non so ammetto la mia ignoranza e lo scrivo senza timore. Aggiungo: oltre a me ci sono altri cittadini che hanno inviato lo stesso mio appello al Sindaco seguendo l’invito che ho fatto dal mio account Facebook.
      Saggia la proposta di Luciano di affidare l’analisi, sotto la guida dei sindaci del territorio, a competenti.

    • Gentile Cartesio,
      francamente mi sarei aspettato un commento più in linea con il concetto razionalistico del filosofo-matematico del cui nome lei si fregia.
      Sarebbe come dire che il Presidente Mattarella è criticabile perché ha aperto parte del Quirinale al pubblico e ha definito che i dipendenti del Quirinale, che non ne hanno diritto, debbano lasciare gli appartamenti che ora utilizzano. Per gli altri aumento degli affitti miserevoli che pagavano. Una critica al Presidente Napolitano che per 10 anni non è intervenuto? Doveva stare zitto?
      La sua mi sembra un’osservazione piuttosto omertosa!
      Nessun ex-amico ora nemico! Umanamente stima dei miei ex-colleghi.

  4. Due persone ; Fontana e Cairati , che hanno fatto parte con competenza di Giunte diverse e che intervengono in modo appropriato su un argomento importante . Tendiamo sempre a rimarcare le negatività , da buoni italiani , e non ci accorgiamo di avere a disposizione persone valide che si mettono a disposizione , anche non ricoprendo più incarichi ufficiali.
    Sempre più difficile organizzare i neuroni e mettere da parte le chiacchiere da bar …

  5. Sono grato al sig. Cartesio per la capacità di tenere alto il punto sull’argomento. Come anche sono d’accordo con Lui circa la complessità delle questioni che riguardano il nostro passato che, per necessità, ho eccessivamente semplificato.

    Osservo che anche Lui però nell’ argomentare pone al centro il “Saronnese” e le sue prospettive comprensoriali.
    In due domande indica linee di prospettiva le cui risposte sono necessarie per una successiva definizione strategica circa il loro raggiungimento.

    La differenza non sta nel fare una scelta o l’altra ma come e perché la si fa.

    Ho letto le premesse fatte dal Prof. Nigro alla presentazione della delibera del 2012, nulla da obiettare sulla strategia ma assai fragili sul metodo.

    Una Classe Dirigente (politica) ha il dovere di tracciare una rotta ma dotandosi degli strumenti necessari. Non bastano quattro tavole con indicatori di attrattività e di mobilità e qualche vecchio dato istat; un valido “Piano d’Area” non può non prescindere da una profonda analisi di Marketing Territoriale che utilizza anche, ma non solo, strumenti di Geomarketing.

    Pertanto definire coraggiosa una Classe Dirigente che non guida un progetto così importante e delicato, (segnerà futuro dei nostri figli e nipoti) è improprio.

    Forse sarebbero meglio investiti (non spesi) oggi i denari dei contribuenti per affidare a competenti la definizione di un simile progetto che, sotto la guida dei Sindaci del Comprensorio, avrebbero il compito di redigere un così importante strumento.

    Poi, alla fine di questo percorso, si porrà l’argomento referendum.

    Credo che un Politico, meglio se anche Sindaco di Saronno, dovrebbe proporre e guidare tale Progetto.

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