SARONNO – Una Saronno romantica, con scorci ormai scomparsi, piena di emozione e di vitalità “salvata” dagli inesorabili cambiamenti del tempo dall’obiettivo di Franco Galli è stata “messa in mostra” prima delle festività natalizie a Villa Gianetti dalla Società storica.

Da ormai tre anni il sodalizio, con la regia di Paolo Colombo, è all’opera sulla valorizzazione e catalogazione dell’archivio del fotografo saronnese premiato nel 2009 con una Ciocchina alla memoria. Sono oltre 26 mila immagini immortalate su negativi in pellicola ed in vetro conservati negli archivio del Santuario. “Si tratta di un’opera titanica che prevede la scansione di ogni immagine – ha spiegato il presidente Angelo Proserpio – ed il suo salvataggio in formato elettronico. Altro punto focale è l’organizzazione di un archivio ragionato che ci permetta di mettere questo autentico patrimonio a disposizione della città”. I saronnesi presenti a Sala Bovindo hanno potuto godere dell’anteprima delle immagini già recuperate dall’archivio con scatti suggestivi del quartiere della stazione prima dell’arrivo del sottopassaggio, della Befana del vigile, del 25 aprile e della celeberrima nevicata del 1985.

Nel corso della serata è arrivato anche un appello: la Società storica è alla ricerca di volontari per portare avanti il recupero dell’archivio, sono state scansionate circa la metà delle immagini, di idee per farlo conoscere e valorizzarlo. Non solo si è anche alla ricerca di saronnesi che contribuiscono a riconoscere le persone e gli eventi immortalati dal fotografo. Già anticipato un progetto per coinvolgere gli studenti del liceo Legnani di via Carso così “da condividere questo tesoro del passato anche con i saronnesi di domani”. Tra i saronnesi presenti alla serata l’ex sindaco Augusto Rezzonico, l’ex assessore Giuseppe Nigro e il fotografo Edio Bison.

2 Commenti

  1. Se non c’era nessuno dell’attuale giunta nemmeno il Banfi prezzemolo è tutto di cattivo auspicio!

  2. Il prezzemolBanfi pedestremente va per la sua strada mentre gli eventi culturali a Saronno evolvono grazie all’impegno e all’ingegno dei cittadini.

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