SARONNO – La città degli amaretti perde una delle sue realtà più attive e dinamiche: a fine giugno la libreria “Pagina 18-caffè letterario” abbasserà definitivamente la saracinesca.

A raccontare la proposta culturale della libreria bastano i numeri: un’apertura 358 giorni nell’ultimo anno, con una media di 3 incontri alla settimana per presentare libri ma anche per approfondire temi d’attualità. “Abbiamo iniziato 8 anni fa con un bel progetto per fare cultura a Saronno – spiega Giulio Bonetti, 66enne titolare con Carla Pinna – purtroppo ora ci siamo resi conto che non è più possibile”.

La libreria “Pagina 18” ha oggi sede in piazza Indipendenza ma in passato ha avuto sede in via Verdi e in vicolo Castellaccio. Tre anni fa ha anche creato la società “caffè letterario” formata da 35 soci trovati con l’azionariato popolare. Una realtà pronta a sperimentare e ad accogliere, dalla sede Unicef ai giornalisti per una lunghissima diretta durante l’ultima occupazione.

“Oggi è dura per tutte le librerie indipendenti – spiega Bonetti – ma negli ultimi mesi, anche per la concorrenza delle vendite online, il calo è stato decisamente consistente. Per noi è stato fatale l’arrivo del cantiere qui vicino: abbiamo avuto un ulteriore diminuzione delle presenze e la prospettiva di continuare così per due anni, durata dell’intervento edilizio, non è fattibile”.

15052016

15 Commenti

  1. https://ilsaronno.it/2016/05/11/esagitata-sul-treno-arriva-polfer-e-polizia-locale/
    Amara considerazione: da quando le RISORSE hanno la prioritá in questo paese succede che non si ha piú la possibilitá nemmeno di leggere libri.
    Di fatto: 35 euro die per una RISORSA nemmeno 1 euro l’anno per incentivare la cultura per acquistare un libro.
    Quindi accade: che tu chiudi perchè non riesci a sopravvivere mentre le RISORSE vivono sempre inoperose e mantenute.
    Morale: chi ha scelto il suo male, non gli resta che piangere se stesso.

  2. Se il problema è il vicino cantiere, mi aspetto che riapra in una diversa posizione.
    Saronno ha bisogno di cultura ed iniziative culturali.

  3. Purtroppo la giustificazione del cantiere vicino è una scusa non credibile. Certe proposte di settore non sono più proponibili, anche con l’aiuto degli intellettualoidi di sinistra che non hanno più futuro. E’ comunque una sconfitta per tutti.

  4. purtroppo il mondo e l’economia portano da una parte e remare contro non è possibile, se cerchi anche un libro particolare in rete lo trovi, lo paghi e lo ricevi a casa dopo pochi giorni.

    • Il libro particolare lo devi conoscere però. Quante belle scoperte ho fatto invece parlando con i proprietari di questa libreria. Quanti consigli utili ho avuto. Sono persone che mi hanno consigliato buone letture conoscendo i miei gusti e non hanno mai cercato di vendermi qualcosa giusto per vendere e far cassa. Ho ricevuto ottimi consigli anche per le letture dei miei figli: è pieno di libri “spazzattura” ed orientarsi a volte è difficile.
      Tutto questo in internet non lo trovi.

  5. ridicolo mescolare pagina18 con la cultura e con addirittura la gestione dell’immigrazione. Chiude perché è stata messa fuori mercato prima dall’arrivo delle grandi catene (Mondadori e il Libraccio) e soprattutto dall’arrivo di quel fenomeno che è Amazon o simili. La mia cultura non diminuisce certo per la chiusura della libreria (chissà se almeno verranno restituite le quote a chi ha sottoscritto..)

  6. La chiusura di due anni (!), spero di sbagliarmi, metterrà in grave difficoltà atre attività.

    • Il cantiere non c’entra niente: i libri cartacei non si usano più. E se qualcuno li volesse ancora comprare li può trovare alla Mondadori, al supermercato o su Amazon.

  7. quando chiude una libreria come la 18 a saronno non e’ un bel giorno per nessuno.

  8. Chiudono le librerie come hanno chiuso i negozi di dischi o i videonoleggi (ricordate la catena Blockbuster o l’azienda che produceva CD/DVD a Caronno Pertusella ?)

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