SARONNO – “Provocazione” e “spiazzante”, queste le affermazioni dei politici, compreso il presidente lombardo Roberto Maroni, dopo la ovvia e per me naturale richiesta di statuto speciale per il Veneto fatta da Zaia dopo i risultati di quello che ho sempre definito un referendum finto e inutile nato solo per ingannare la gente nuovamente”. Lo dice Luciano Silighini Garagnani del movimento “L’Italia che verrà” dopo il refendum sull’autonomia dello scorso fine settimana.

Sono sempre stato certo che i vertici della Lega Nord non avessero mai voluto realmente il federalismo e tanto meno la secessione tanto millantata nelle riunioni e avevo sentore che anche l’allargamento dello status di “regione autonoma” non entrasse negli obbiettivi leghisti. Quando discussi con molti dicendo che questo referendum fosse solo una campagna elettorale legaiola usata pure male visto che ormai Salvini è diventato più unionista di quanto fosse nei tempi d’oro Gianfranco Fini, in molti mi criticavano. Oggi lo vedete coi vostri occhi. Zaia come tutti i veneti, così come i sardi e i siciliani, si sentono più appartenenti alla loro regione che alla comune nostra Nazione e ovviamente lui parla di statuto speciale per il Veneto pur sapendo che il suo partito e il suo segretario non cavalcherebbero mai questa ovvia e giusta richiesta. Maroni si dichiara “spiazzato”. Dieci anni di governo leghista a Roma e mai avuto nemmeno proposte di autonomia. Più di 20 anni di governo regionale leghista in quasi tutto il nord con la possibilità dettata dalla costituzione di fare macro regioni unite, ad esempio Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria fuse insieme a mo di “fantomatica Padania” e mai nulla di simile. Miglio diceva:”La Lega non farà mai il federalismo sennò smetterebbe per forza di cose di esistere e non potrebbe più fare il partito romano con tutto ciò che gli compete e spetta in quanto partito”.

Bravi elettori e spero siate felici di esservi presi una nuova presa per i fondelli domenica andando a votare inutilmente per referendum che si potevano evitare votando tematiche simili in aula regionale o alla Camera.

28102017

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