MILANO – Milletrecentotrentacinque morti sulle strade in Lombardia nel triennio 2015/17, di cui 285 motociclisti (dati Istat, + 12% rispetto alla precedente rilevazione), per un costo sociale e sanitario di 1,67 miliardi. I motociclisti pagano il prezzo più alto in caso di incidenti stradali e Milano e a Sondrio hanno il mesto primato degli incidenti mortali. Secondo questo trend si può prevedere che gli incidenti in moto e in auto siano la prima causa di morte per i giovani fra i 14 e i 20 anni. Questi i dati che emergono dal convegno “Sicurezza stradale: prevenzione, salute e disabilità acquisita”, organizzato dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale questa mattina a Palazzo Pirelli di Milano.

Il commento del presidente Monti – “Anche la giornata di oggi ci serve per individuare le best practise che ci consentano di fare prevenzione e ridurre i costi sociali dovuti alle conseguenze degli incidenti stradali” ha detto Emanuele Monti, presidente della Commissione sanità. “Gli effetti degli incidenti hanno grande rilevanza sanitaria, sociale ed anche economica – ha detto il vice presidente del Consiglio regionale, Carlo Borghetti – Oltre alle conseguenze deflagranti sulle esistenze individuali, bisogna considerare che un alto tasso di incidenti assorbe molte risorse del sistema sanitario, si pensi per esempio ai tempi lunghissimi di riabilitazione delle lesioni spinali. Per questo è necessario innanzitutto puntare sulla prevenzione, che passa anche attraverso la consapevolezza dei rischi”.

I presenti – Hanno partecipato all’incontro l’Associazione italiana vittime della strada (con la presidente Manuela Barbarossa, e il vice presidente Giuseppe Bellanca) il preside del Civico polo scolastico “Manzoni” di Milano, Giuseppe Polistena; il segretario di Enjoyski sport onlus Mauro Bernardi, il vice presidente dell’associazione “Condividere la strada della vita”, Antonio Savoldi e la presidente per la Lombardia del Movimento italiano casalinghe, Camilla Occhionorelli.

26062019