SARONNO – “Sport e inclusione” è stato il titolo della prima lezione dell’Università delle Migrazioni di Saronno, che ha riaperto i battenti mercoledì scorso nella consueta sede dell’Auditorium Aldo Moro.

Proprio l’inclusione sarà il fil rouge dell’edizione di quest’anno, che si snoderà lungo 5 mensilità, ogni terzo mercoledì del mese fino a giugno. Diversi i temi attraverso i quali si esploreranno le dinamiche dell’inclusione, che certamente riguardano i migranti presenti sul territorio, ma anche molti nativi.

E così, i preparati e motivatissimi relatori – due dirigenti della Sant’Ambroeus Fc di Milano, squadra di calcio multietnica e l’avvocato Alberto Guariso dell’ASGI di Milano – hanno avuto modo di trovare subito un riscontro concreto delle loro interessanti relazioni nell’esperienza rugbistica di Saronno e di Varese, oltre che negli interventi sul ciclismo ambientale della referente locale di FIAB e di quella della nazionale di calcio a 5 dei pazienti psichiatrici, campioni del mondo in carica (Il 27 marzo prossimo il “loro” film, premiato con il David di Donatello, verrà proiettato a Saronno).
Le due ore di intenso scambio e dibattito si sono concluse con l’aggiornamento dell’avvocato Guariso sulla sentenza – di rilievo nazionale – della Corte d’Appello di Milano che ha confermato la condanna della Lega Nord di Saronno, del suo segretario Davide Borghi e della Lega Nord nazionale per discriminazione, a causa di alcuni manifesti che definivano “clandestini” i richiedenti asilo che sarebbero dovuti arrivare a Saronno qualche anno fa. Guariso è il legale dell’Associazione Studi Giuridici Immigrazione che ha seguito il caso.

Si riprenderà ora il 18 marzo (ore 21, presso l’Auditorium Aldo Moro) con una lezione sulle cosiddette “disobbedienze”, con due ospiti particolarmente rilevanti: il giovane sacerdote emiliano don Mattia Ferrari, imbarcato sulla nave “Mediterranea” per salvare vite umane nel Mare Mediterraneo e il pastore valdese Davide Rostan, impegnato nella “sua” Valle di Susa nel soccorso ai migranti che tentano il passaggio in Francia.

Non mancheranno, a fianco della ‘teoria’, i racconti di tante esperienze concrete, con testimoni noti e meno noti: uno schema vincente, che ha consentito all’Università delle Migrazioni di giungere alla quarta edizione.

21022020

(foto archivio)

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