SARONNO – Riportiamo lo stralcio dell’intervento dell’assessore Alessandro Merlotti in cui, nel consiglio comunale di ieri sera,  presenta la propria delega alla Rigenerazione Urbana.

“Un’operazione, quella del cambio d’uso da produttivo a commerciale, senza opere, che va nell’ottica di un riutilizzo flessibile delle superfici esistenti, senza consumo di suolo.
Questa considerazione mi consente, d’accordo con l’intera giunta, di illustrare l’approccio programmatico di questa amministrazione al tema del commercio e della grande distribuzione.

Tutti i candidati alla carica di sindaco, in campagna elettorale, hanno esplicitato, all’interno dei rispettivi programmi elettorali, la giusta e doverosa attenzione per il rilancio del commercio saronnese e in modo particolare per quello che è definito “commercio di vicinato” oppure “commercio di prossimità”, ancora più importante in questo periodo di pandemia, si vedano il programma del candidato sindaco Fagioli (pag. 13), il programma del sindaco eletto Airoldi (pag. 75), il programma della candidata sindaca Ciceroni (pag. 8), il programma del candidato sindaco Gilli (pag. 14), il programma infine del candidato sindaco Longinotti (pag. 5). Vi sono alcuni piani attuativi, già approvati dalla precedente amministrazione e per i quali è già stata stipulata la convenzione (mi riferisco al piano attuativo Atua2 cantoni ed a quello Atuab4 via Varese), che prevedono la costruzione di nuovi supermercati, in aggiunta a quelli già in dotazione alla città di Saronno, altri ancora sono previsti all’interno di piani attuativi adottati per i quali, a breve, si dovrà procedere all’approvazione definitiva (mi riferisco al piano attuativo Atuab7 via Marconi ex Parma ed al piano attuativo Atub9 Via San Francesco/Via Sabotino).

Il commercio di vicinato o di prossimità si difende e si rafforza, nell’ottica di opposizione allo schiacciamento delle attività commerciali nel territorio urbano ed all’annullamento del marketing mix nello stesso ambito, non con una aprioristica ed ideologica limitazione della Gdo, ma anche, con un pizzico di buon senso, valutando il carico eccessivo di strutture di vendita della Gdo, relativamente alle quali la concorrenza sproporzionata comporterà, inevitabilmente, problemi di sopravvivenza, con il rischio di avere, in tempi medio-brevi, nuove aree dismesse che insisteranno sulle aree sulle quali si era pensato di attivare un percorso, sbagliato, di rigenerazione urbana. L’amministrazione quindi non dovrà pronunciarsi semplicemente per il Sì o per il No, ma dovrà costruire attivamente, insieme agli attuatori, il come.

Questa precisazione è doverosa, a mio parere, anche a mo’ di presentazione del nuovo assessore. Vista la denominazione della delega assegnatami, cioè rigenerazione urbana, il messaggio per chi opererà negli ambiti di trasformazione o nelle aree di rigenerazione urbana, è quello di avere uno scatto (o scarto) di fantasia (permettetemi di usare questo termine), perché non può essere possibile, nel post-pandemia, affidare la presunta rigenerazione urbana di un’area, da valutare anche nei suoi presupposti economici e finanziari, sempre e soltanto all’ennesima struttura di vendita della Gdo.”

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