SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’intervento della capogruppo di [email protected] nel consiglio comunale che ieri sera ha approvato il bilancio previsionale e il Dup.

Premetto che il mio sarà un intervento un pò poco tecnico… e mi focalizzerò sul Dup

Siamo qui stasera per approvare il Bilancio di previsione del Comune di Saronno che è il documento contabile che espone in modo sistematico il reperimento e l’impiego delle risorse pubbliche, e tramite cui è possibile monitorare l’allocazione e la gestione delle entrate e delle uscite dell’ente.

Il Bilancio e il connesso Documento Unico di Programmazione sono, di fatto, gli atti più importanti di ogni amministrazione che tramite questi e, in particolare, tramite il DUP, formalizza e dà corpo alle linee programmatiche del proprio mandato.

Oggi, in delibera, ci sono però, di fatto, due documenti basati sulle linee programmatiche della precedente amministrazione; si delibera oggi, quindi, l’adozione di documenti meramente tecnici e non politici non essendo essi espressione dei valori e delle scelte programmatiche di questa amministrazione. Lo ha già spiegato l’Assessora Mazzoldi, ed io vorrei ribadire l’opportunità e la necessità di questa scelta che, visto l’insediamento della nuova giunta avvenuto solo a metà ottobre e i termini di legge per la presentazione dei vari documenti di programmazione, non poteva che essere questa.

Il DUP, in particolare, costituisce la linea strategica ed operativa dell’amminstrazione e rappresenta il presupposto necessario di tutti gli altri atti di programmazione. Impensabile sarebbe stato redigerne uno nostro, considerando che, rispetto a quello della passata amministrazione, si sarebbe dovuto riscriverlo da zero; possibile, ma non auspicabile, sarebbe stato invece non approvare il bilancio al 31.12, ma questo avrebbe messo il Comune di Saronno in uno stato di esercizio provvisorio che, seppure sia una condizione normata e prevista dalla legge, impone all’amministrazione una serie di limitazioni gestionali, di indebitamento e di spesa che, in questo momento storico, non è pensabile subire.

Quanto al Piano Opere Pubbliche di cui parlava la consigliera Vanzulli, va detto che la nuova giunta, insediata il 19 ottobre, avrebbe avuto 3 giorni per redigerne uno nuovo e pubblicarlo per consentire poi l’approvazione del bilancio al 31.12. Non ho mai redatto un Piano Opere Pubbliche, ma mi sembra che 3 giorni siano un pò pochini

E va detto, a beneficio di chi non è avvezzo a queste cose, che la redazione dei documenti di programmazione non è cosa da poco! Si tratta, infatti, di un processo di analisi e valutazione che, attraverso la comparazione e il coerente coordinamento delle politiche e dei piani per il governo del territorio, consente di organizzare le attività e le risorse necessarie per la promozione dello sviluppo economico e civile della città e all’amministrazione di agire in modo efficiente, pensato ed organizzato; questo processo si conclude con la formalizzazione delle decisioni politiche e gestionali che danno contenuto ai programmi e ai piani futuri relativi alle varie missioni che l’ente intende realizzare. La formalizzazione dei documenti di programmazione, che sono quelli oggetto delle odierne delibere, richiede una previa attività conoscitiva e di approfondimento molto complessa e articolata che prevede anche lo studio e la valutazione di tutta una serie di condizioni interne ed esterne dell’ente che per un’amministrazione appena insediata richiedono tempo e non possono, evidentemente, essere fatti in pochi giorni.

Peraltro, l’attendibilità, la congruità e la coerenza, interna ed esterna, dei documenti di programmazione è prova della affidabilità e credibilità nostra e dell’ente che rappresentiamo.

Abbiamo quindi deciso di mantenere invariati i contenuti sostanziali del precedente DUP, che quindi come ha più volte sottolineato la consigliera Vanzulli è uguale al precedente, ma lo approviamo con la riserva chiara e inequivocabile di svolgere, nei primissimi mesi del 2021, la copiosa attività necessaria ad adeguarlo alla nostra linea politica rendendolo il manifesto delle scelte e degli obiettivi programmatici che intendiamo realizzare nei prossimi 3 anni.

E che quello in approvazione oggi non sia il nostro DUP, non sia il nostro bilancio, è sin troppo evidente e lo è dalla diversa concezione che emerge rispetto ad alcune tematiche che per la nostra amministrazione hanno tutt’altra faccia ed importanza.

Farò solo due esempi, e al di la delll’area feste, del teatro che a me son sembrati molto significativi.

Il primo riguarda il tema della sicurezza: nella sezione Strategica del DUP in approvazione, a pagina 8, si possono leggere gli indirizzi strategici (ribadisco non nostri) in tema sicurezza, che riguardano, cito testualmente, “polizia locale, videosorveglianza, strumenti di controllo come telecamere, droni, bodycam, strumenti di lettura targhe, Protezione Civile, caserma GdF e caserma Carabinieri”; alle pagine 85 e seguenti, il DUP presenta la Missione n. 3 del Comune denominata “Ordine pubblico e sicurezza” in cui, coerentemente con gli anni precedenti, si parla solo di vigilanza e controllo quasi come se l’Ente comunale dovesse imporre l’ordine dall’alto ignorando completamente la possibilità che la città stessa, composta da persone che di quella città intendono riappropriarsi, si riorganizzi in modo da garantire essa stessa quella sicurezza tanto invocata.

Nel precedente DUP 2020 – 2022 l’Amministrazione Fagioli aveva anche scritto che “il primario impegno dell’amministrazione è garantire la sicurezza ai saronnesi” allontanando quelli che venivano addirittura definiti “i pendolari dell’elemosina”, ma è evidente che con i sistemi usati, fondati solo su controllo e repressione senza altri interventi strutturali sulla città, poco se non nulla si sia ottenuto e infatti è anche sul tema della sicurezza che i cittadini hanno bocciato la giunta precedente!

E non a caso nel nostro programma elettorale, le cui linee strategiche faremo confluire nella variazione al DUP che ci apprestiamo a definire nei prossimi mesi, si parla di “sicurezza e vivibilità” ed anche la relativa commissione di recente istituzione l’abbiamo denominata “sicurezza e azioni civiche”; perché per noi la sicurezza non può che andare a braccetto con l’idea di una città accogliente, vivibile in cui predominano socialità, cultura, sport, in cui le discriminazioni vengano contrastate ed in cui prevalga una progettazione urbanistica di qualità, che non lasci zone isolate e che garantisca quel mix di funzioni che già da solo crea sicurezza. Mi viene in mente un episodio emblematico: ricordo uno degli incontri organizzati in campagna elettorale, al quartiere Santuario, quando la sola presenza delle persone in ascolto del candidato sindaco ebbe come effetto l’allontanamento di loschi figuri di quartiere che stavano inizialmente lì a presidiare il territorio…

Abbiamo detto che Saronno dobbiamo viverla tutti insieme: dobbiamo tutti, istituzioni e cittadini, farci carico della responsabilità di avere cura dei quartieri dove abitiamo, e delle persone che vivono accanto a noi. L‘Amministrazione può e deve fare il suo, non solo lottando contro la criminalità (cosa che comunque deve fare), ma pure incentivando buone pratiche e il rispetto civico, e favorendo economie e relazioni di prossimità: commercio, artigianato, volontariato, innovazione sociale e culturale che sono le migliori armi per presidiare il territorio.

Ma il DUP andrà rivisto anche perché, e questo è il secondo esempio, quello che mi sta più a cuore, nelle sue 134 pagine, non vi è traccia di alcun progetto, di alcun obiettivo relativo alle pari opportunità e/o a politiche di parità di genere; solo a pagina 128 c’è un capitoletto di 10 righe intitolato “Rete Rosa” il cui striminzito contenuto è “proseguirà la collaborazione dell’assessorato con il Centro Antiviolenza”.

Ricordo che Rete Rosa è uno dei due centri antiviolenza della Rete territoriale interistituzionale Help Donna, che fa capo a Busto Arsizio, ma di cui Saronno è ente capofila del suo ambito territoriale, quindi, diciamo, qualche responsabilità il Comune ce l’avrebbe anche …

L’approccio manifestato sinora è ben poca cosa, se si considera che il tema delle pari opportunità non si riduce al pur importantissimo ed insostituibile lavoro svolto dai centri antiviolenza, che pure va sostenuto e finanziato, e che il mondo sta andando in tutt’altra direzione.

Oggi più che mai, la parità di genere è e deve essere un obiettivo strategico: dello Stato così come degli enti territoriali e, in primis, dei Comuni, che sono i più vicini alle persone.

Alcuni Comuni, già da qualche anno, predispongono anche – come confido potremo fare anche noi il prossimo anno – il bilancio di genere che è un documento che analizza e valuta in ottica di genere le scelte politiche e gli impegni economici-finanziari di un’amministrazione. Leggere i bilanci degli enti pubblici in chiave di genere significa integrare la prospettiva di genere a tutti i livelli della procedura di bilancio e ristrutturare le entrate e le uscite al fine di assicurare che le necessità dell’intera collettività siano prese in considerazione adeguatamente. Alla base del bilancio di genere, infatti, vi è la considerazione che esistono differenze tra uomini e donne per quanto riguarda le esigenze, le condizioni, i percorsi, le opportunità di vita, di lavoro e di partecipazione ai processi decisionali e che quindi, le politiche non siano neutre rispetto al genere ma al contrario determinino un impatto differenziato su uomini e donne.

E se la crisi globale derivante dalla pandemia ha evidenziato in modo drammatico la debolezza delle donne su cui pesa l’80% dell’impegno di cura al’interno dei nuclei familiari tanto che l’occupazione femminile in Italia è scesa, in questi mesi, sotto la soglia del 50%, è vero anche che la crisi non ha fatto altro che incidere su una situazione già nota da tempo e strutturale della nostra società e su cui ben si sarebbe potuto e dovuto intervenire anche prima.

E vorrei evidenziare che la parola “donna”, in questo DUP che presto modificheremo, non viene mai utilizzata se non per indicare – a pagina 129 – le donne vittime di abusi, come si il problema fosse solo quello; quello, semmai, è la punta dell’iceberg e la deriva di una società non paritaria.

E in ogni caso il tema non può essere ignorato posto che dei quasi 39 mila saronnesi, 20 mila sono donne e posto che nella nostra città l’inadeguata rete dei servizi alle famiglie (mi riferisco in primo luogo agli asili nido) e la conseguente impossibilità per le donne di lavorare ha come conseguenza la riduzione del reddito familiare e la mancata realizzazione delle istanze di emancipazione e crescita di ruolo sociale delle donne.

Ma non è neppure solo questo: servono programmi ed interventi strutturati – e non sporadici – nell scuole di ogni ordine e grado: pensate che il 51% degli italiani pensa ancora oggi che il ruolo principale delle donne sia quello di prendersi cura della casa e dei figli! serve investire in progetti di alfabetizzazione finanziaria, negli sport femminili, negli ormai noti progetti STEM che hanno il fine di incoraggiare bambine e ragazze a seguire percorsi formativi in materie di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica e a fare ingresso nel mondo del lavoro in questi settori che maggiormente possono contribuire all’empowerment femminile e alla riduzione gender pay gap che, come tutti, sanno è, anche in Italia, molto significativo.

Ma serve soprattutto investire nelle scuole: ci sono convenzioni tra Regione Lombardia e Ufficio Scolastico regionale (USR) per la realizzazione di progetti per la promozione delle pari opportunità e la prevenzione e il contrasto al fenomeno della violenza maschile contro le donne; ci sono iniziative e fondi regionali da cui attingere al fine di rendere strutturale – come richiede la stessa Regione Lombardia – il sistema di prevenzione e contrasto alla violenza di genere.

E non esiste, nell’attuale DUP di cui pure ci facciamo formale e provvisorio carico, un solo obiettivo, un solo progetto strategico in questo senso.

Concludo dicendo che per realizzare tutto questo abbiamo bisogno di una maggioranza coesa; la condivisione di valori non è in discussione, la preparazione e la voglia di fare delle persone che la compongono nemmeno; scontiamo forse la gioventù – anagrafica e di esperienza – di alcuni, me compresa, ma siamo tutti qui a dare il nostro contributo per realizzare quello che riteniamo giusto, utile e che abbiamo promesso alla città. Grazie, ho finito.

6 Commenti

  1. Brava Francesca.

    Alziamo un po’ l’asticella e portiamo questa città verso un futuro migliore.

  2. Ma voi ci siete o ci fate il Vs inizio e disastroso forse la presenza di molta grammatica e poca pratica vi rende bravi a chiacchierare e poco a fare. SVEGLIA

  3. Si continuano a vedere fiumi enormi di parole e fatti quasi zero ai saronnesi non servono tante parole , ma i fatti invece SI

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