SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’associazione culturale saronnese La Rivincita relativa all’evento tenuto ieri sera con Antonino D’Anna, giornalista di Rpl e autore del volume “Giuseppe De Donno – Il medico che guariva dal Covid usando il plasma iperimmune”.

“La storia del plasma iperimmune, la discussa cura ideata dal medico Giuseppe De Donno presso l’ospedale “Carlo Poma” di Mantova un anno e mezzo fa non è ancora conclusa. Ne è convinto Antonino D’Anna, giornalista di Rpl – La tua radio, che ha presentato ieri a Saronno il volume “Giuseppe De Donno – Il medico che guariva dal Covid usando il plasma iperimmune” (Algama editore, disponibile su tutte le piattaforme online anche in formato ebook). A organizzare la serata l’avvocato Carmen Federico, presidente dell’associazione “La Rivincita”, convinta di avere una vera e propria missione: presentare e raccontare la storia di De Donno, prima di tutto uno scienziato e non un uomo oggetto di una vera e propria campagna denigratoria terminata con il suo suicidio avvenuto il 27 luglio scorso e sul quale la Procura di Mantova sta ancora indagando.

Al tavolo dei relatori, con Carmen Federico e Antonino D’Anna, anche Giulio Cainarca, direttore di Rpl, insieme con Barbara Carniti e Luigi Neri. Luigi Neri è l’uomo guarito per intercessione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella primavera del 2020: 66 giorni di ricovero e le accorate lettere di sua moglie Barbara hanno convinto il capo dello Stato a intervenire chiedendo di spostare Luigi da Bergamo al Poma, dove Giuseppe De Donno non avrebbe voluto somministrare la cura al plasma iperimmune perché l’uomo era ormai fuori da tutti i parametri. Invece, avendo deciso di applicare il plasma a scopo compassionevole, Neri è guarito ed è oggi in buona salute.

“La cura al plasma non è una truffa, i guariti hanno nome e cognome e questa non è una setta”, ha detto D’Anna raccontando il suo rapporto con l’equipe del dottore e la collaborazione prestata nella primavera 2020 per far conoscere a livello nazionale la cura al plasma che è alla base di questo libro. “Ma il punto è che per mettere a tacere tutta la vicenda è bastato dire che De Donno si sia ucciso”, ha commentato e puntualizzato Cainarca, per il quale la vicenda del plasma attende ancora delle risposte. Soprattutto una, avanzata da Antonino D’Anna: per qual motivo lo Stato ha avviato una sperimentazione al plasma con lo stesso nome del protocollo sviluppato al Poma in collaborazione col Policlinico San Matteo di Pavia (“Tsunami”), quando Mantova aveva appena terminato la fase 1 con 47 clienti curati, guariti e nessun morto? La risposta ancora tarda ad arrivare.

Alla serata hanno partecipato anche le autorità cittadine. Hanno portato il loro saluto le onorevoli Laura Succi, vicesindaco di Saronno e assessore alla Cultura, insieme all’assessore ai Servizi sociali Ilaria Pagani e la collega Novella Ciceroni (lavori pubblici). Ha poi esposto le sue opere Grazia Paturlon, artista indipendente saronnese, la quale ha presentato tele a tema con la serata: tante bocche, quelle che dovranno continuare a raccontare la storia di uno scienziato generoso e competente come Giuseppe De Donno. Insieme alla sua magnifica equipe.

18102021

3 Commenti

  1. ma ancora con ste scemate???
    i primi ad usarla gli stessi Cinesi, non fa miracoli e perchè esiste un sistema di terapia ( tra i tanti usati con studi seri alle spalle), questo non implica che ce ne dobbiamo sbattere della profilassi. E il vaccino resta l’unica soluzione per evitare di contagiarsi, l’unica misura che ha portato risultati veri.

  2. Io spero che sarà una cura, ad oggi però non c’è nessun paese che la utilizza se non come cura sperimentale

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