SARONNO – Una lunga missiva al sindaco Alessandro Fagioli e all’assessore all’Urbanistica Dario Lonardoni per chiedere un ripensamento del progetto di demolizione, dei ponticelli e della massicciata nel tratto dismesso dell’ex Saronno Seregno per ricavare, nello spazio risultante, oltre alla pista ciclo-pedonale, una strada e dei parcheggi.

Ad avviare la mobilitazione 10 associazioni, Fiab Saronno Ciclocittà, Ambiente Saronno Onlus Circolo Legambiente, il Circolo Culturale Saronnese il “Tramway”, la Società Storica Saronnese, il Gruppo Acquisto Solidale Uboldo Saronno, Semplice Terra Aps, Il Sandalo bottega del commercio equo e solidale, L’Isola che non c’è, Uomo e Territorio Pro Natura e Agesci Gruppo Scout Saronno, che hanno firmato la missiva.

Diverse le richieste dal rispetto del progetto originale di una greenway sopraelevata, per cui avevano firmato 1200 saronnesi, alla richiesta di un maggior coinvolgimento dei saronnesi (al momento i contorni del progetto non sono stati resi noti) fino a quella di affidare la progettazioni a specialisti tramite un concorso d’idee. Si pone anche l’accento sul costo dell’operazione, sui 500 mila euro secondo le stime, e sulla necessità di una maggiore trasparenza sui diversi passaggi.

Ecco il testo integrale della missiva

Le associazioni scriventi, preoccupate per le notizie che appaiono periodicamente sulla stampa circa quanto l’Amministrazione da Lei presieduta intenderebbe fare per il riuso della ex ferrovia Saronno-Seregno, sono a esporLe quanto segue:

Da anni alcune delle scriventi associazioni, e in particolare FIAB Saronno Ciclocittà e Ambiente Saronno Circolo di Legambiente Onlus, si battono per il riuso sostenibile di detta ferrovia dismessa.

Allo scopo negli scorsi anni furono raccolte oltre 1200 firme di cittadini interessati al riuso sostenibile del tracciato, ovvero per farne una pista ciclopedonale, inserita in un Parco Lineare, che consenta il collegamento, tramite un corridoio ecologico, tra la Stazione Cadorna FNM ed i Comuni di Solaro (a sud) e Ceriano Laghetto (a nord), nonché dei limitrofi Parco delle Groane e Parco del Lura.

A conferma dell’interesse suscitato dall’iniziativa nella cittadinanza e nell’Amministrazione Comunale di Saronno, dai sopralluoghi di cittadini e dalle numerose pedalate promozionali regolarmente organizzate in questi anni nei pressi del sedime ferroviario, la prima nel marzo 2013, in occasione della Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate promossa da CO.MO.DO., in data 8 marzo 2015 le Amministrazioni Comunali di Saronno, Solaro e Ceriano Laghetti, ed i Parchi del Lura e delle Groane firmarono un Protocollo d’Intesa per il riuso sostenibile di questa tratta ferroviaria dismessa.

Sia i cittadini interessati, che le amministrazioni coinvolte hanno sempre pensato ad un riuso della massicciata esistente, ovviamente con opportuni interventi per il suo abbellimento e messa in sicurezza, così come proposto da un progetto/idea presentato in un incontro a Villa Gianetti, organizzato con la collaborazione dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Varese, dal Professor Senes del Politecnico di Milano, insieme ad alcuni suoi studenti che avevano collaborato nella stesura della presentazione.

Abbiamo appreso dalla stampa, in alcuni articoli apparsi lo scorso anno e più recentemente in queste settimane, che la sua Amministrazione intenderebbe procedere alla demolizione della massicciata e ricavare nello spazio risultante, a fianco della pista ciclo-pedonale, una strada e dei parcheggi.

Abbiamo avuto notizia, e ce ne rallegriamo, che Saronno risulta, insieme ad altri 11 comuni del circondario ed altri partner, vincitrice di un bando promosso dal Ministero dell’Ambiente per incentivare percorsi sostenibili casa-lavoro e scuola-lavoro col progetto “Ciclo Metropolitana Saronnese” presentato a febbraio 2017 dalla Sua Amministrazione.

Tutto questo premesso, intendiamo manifestarLe la nostra preoccupazione, qualora quanto riportato dalla stampa corrisponda al vero, per i seguenti motivi:

I quartieri posti nei pressi del tratto ferroviario dismesso sono già dotati di strade e parcheggi. Non crediamo pertanto sia necessario prevedere altre simili infrastrutture, ma piuttosto che le auto sia necessario privilegiare un mezzo di trasporto ecologico ed alternativo, quale la bicicletta. Tale è l’intendimento di molte città italiane ed estere che si stanno sempre più muovendo in questa direzione, e tale è ovviamente lo scopo del bando ministeriale citato, inteso a promuovere utilizzi di mezzi alternativi all’auto per recarsi a scuola e al lavoro.

Chi usa la bicicletta, per recarsi a scuola, al lavoro, per fare la spesa, per diporto, turismo, ecc. cerca vie di transito veloci e soprattutto sicure, ovvero protette dai pericoli posti dal transito dei veicoli a motore. La sicurezza e la possibilità di muoversi con un minimo di velocità decrescono sia quando le piste non sono sviluppate in sede propria e protetta, sia quando ci sono attraversamenti stradali dove le macchine, transitando veloci, si assicurano la precedenza e obbligano ciclisti e pedoni a fermarsi e attendere il momento più adatto per ripartire, a meno di voler rischiare la propria incolumità. La ventilata distruzione della massicciata e lo sviluppo di una pista a raso, creerebbe sul percorso due attraversamenti stradali in via Don Monza e Via Reina aggiuntivi a quelli esistenti, evitabili qualora si mantenga in quota la pista per biciclette e pedoni.

Facciamo presente che una nuova strada e parcheggi adiacenti alla pista ciclopedonale riducono necessariamente gli spazi verdi disponibili per il parco lineare e ciò contrasta decisamente con l’idea di sostenibilità ambientale insita nello sviluppo di una green way, anche per l’inquinamento atmosferico e acustico che le auto provocano.

Una nuova strada tra Via Reina e Via Don Monza diventerebbe a maggior ragione un’opera del tutto inutile, stante la possibilità di effettuare delle migliorie viabilistiche di facile realizzazione, quali un marciapiede in via Don Monza e limitazioni della velocità, o dell’eventuale abbattimento dei due ponti ferroviari – cosa che non riteniamo necessaria – e alla conseguente loro ricostruzione in un’ottica di riutilizzo per soli pedoni e biciclette, quindi ove possibile più larghi ed alti degli attuali. Ciò permetterebbe una rivisitazione della viabilità del quartiere, a vantaggio anche delle strade ora più soggette a traffico di attraversamento.

Dal punto di vista tecnico, il portare il percorso a piano campagna con la demolizione della massicciata obbligherebbe poi ad una risalita repentina nei pressi del ponte in ferro posto sulla ferrovia Milano-Saronno, percorso necessario per raggiungere il raccordo ferroviario intermodale della stazione FNM Cadorna. Il notevole dislivello e la forte pendenza della rampa ne pregiudicano l’uso a disabili, anziani e bambini, cui andrebbe invece sempre rivolta una particolare attenzione dalle amministrazioni pubbliche.

Il mantenimento della massicciata permetterebbe comunque di definire un agevole accesso ciclo-pedonale alla stessa a partire da ogni ingresso posto a livello piano campagna (ad es. via Piave e via Emanuella), e nel tratto posto tra Via Don Monza e Via Reina (massicciata sud) e/o Parco di via Reina, in virtù della presenza di un’ampia area non edificata ove tali accessi potranno essere realizzati.

Facciamo anche presente che la tratta ferroviaria cittadina della Saronno-Seregno, ora dismessa, è parte integrante del paesaggio di una buona parte di Saronno da oltre un secolo, e questo ben prima che il quartiere diventasse residenziale.

E’ possibile allargare il sedime in quota e mettere in sicurezza il transito di pedoni e ciclisti con alcuni accorgimenti tecnici (strutture di contenimento, barriere, siepi, ecc.), così come già realizzato in molti progetti di riuso di ferrovie dismesse in Italia e all’estero, e ciò a costi assolutamente accettabili. Il passaggio di malintenzionati può essere poi contrastato con un’illuminazione mirata, con apposite barriere esterne alla pista ed eventualmente con un impianto di videosorveglianza, e questo anche se il solo transito di pedoni e ciclisti di per sé aumenterebbe la sicurezza di un’area ora in stato di degrado ed abbandono.

Invitiamo a raccogliere la proposta fatta dalla Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Varese, Laura Gianetti, in occasione della presentazione del progetto/idea Ciclo Metropolitana Saronnese all’Aldo Moro nel febbraio 2017, ovvero un concorso di idee tra progettisti, al fine di trovare le migliori soluzioni anche dal punto di vista paesaggistico ed ambientale. Ricordiamo che l’Ordine è stato tra i primi promotori di un riutilizzo sostenibile della tratta ferroviaria dismessa, così come previsto nel progetto-idea presentato il 3 maggio 2013 a Villa Gianetti dai Professori Giulio Senes e Manuela Baietto.

Pensiamo che la creazione di una pista ciclopedonale in quota, una piccola Green High Line del saronnese, doterebbe la nostra città di una struttura urbana estremamente originale, facilmente identificabile col termine green high line, davvero unica tra le città lombarde anche di maggiori dimensioni. Tale innovativa realizzazione darebbe lustro a Saronno, potrebbe attirare anche ciclo escursionisti e turisti da altre città, come avviene già altrove per realizzazioni analoghe, nonché potrebbe fruire in futuro di finanziamenti nazionali ed europei connessi al riuso e all’abbellimento di ferrovie dismesse e tracciati urbani ecologici.

Ritenendo indispensabile che venga realizzato, con un concorso pubblico tra professionisti del settore, un progetto architettonico complessivo che preveda un riutilizzo rispettoso del concetto di green way e parco lineare urbano anche per la tratta interessata dalla massicciata, proponiamo che in attesa del recepimento di adeguate e trasparenti fonti di finanziamento per tutta la tratta dismessa, venga realizzata inizialmente – se necessario in più fasi tra loro raccordate – la sola tratta che si sviluppa a piano campagna tra Solaro-Introini (pista ciclabile di Solaro), Via Emanuella e Via Piave in Saronno.

(una manifestazione lungo la massicciata)

25102017

22 COMMENTI

    • Non è questione di essere tuttologi.
      Hanno argomentato le loro osservazioni, come bisogna fare quando si fanno.
      Poi c’è chi preferisce fare commenti come il suo, anziché magari leggere i contenuti (su cui si può essere più o meno d’accordo).

  1. Assolutamente d’accordo con il contenuto della lettera. Pacato, circostanziato, propositivo.

  2. Giusto per capire..ma quelli che commentano l’articolo (in forma anonima) criticando l’iniziativa proposta hanno in mano il progetto del comune di Saronno o con sana “ignoranza” si esprimono a favore di qualcosa che nemmeno conoscono?? Io credo che chiedere tempo per avere spiegazioni o esprimere delle critiche sia una cosa lecita in un paese democratico…la società in cui viviamo ci vuole tutti come pecore allineate ai voleri di qualcun’altro a cui si delega in toto la possibilità di scegliere e decidere per noi…e purtroppo in molti casi sta riuscendo perfettamente nel suo obiettivo di condizionare il nostro modo di pensare e comportarci!!

  3. Basta! Questi ciclisti si credono i padroni della strada! Fate un autostrada al posto della ex ferrovia, così si imparano a contestare sempre! Le strade sono di tutti:pedoni, ciclisti, automobilisti. Io non ho voglia di usare la bici ne di pagare le tasse per fare solo piste ciclabili. Fino a qualche anno fa non esistevano le piste ciclabili, eppure i ciclisti potevano circolare lo stesso…e soprattutto non rompevano i maron glacè come ora! Grazie

  4. Se 1200 persone hanno firmato a favore della vostra idea, sicuramente gli altri 8800 saronnesi firmerebbero contro. Basta! Non esistite solo voi ciclisti. Io voglio usare la macchina, non vedo perché il comune deve investire quelli che sono anche i miei soldi solo per voi!

    • tu vuoi usare la macchina? e io (che sia a piedi o in bicicletta) voglio usare lo spazio che la tua macchina occupa a gratis. Ognuno di voi occupa lo spazio di tutti noi con le stupide scatolette, dieci metri quadri per portare a spasso una persona, due è già troppo difficile. Io adotterei il congestion charge, volete venire in città, allora pagate, altro che righe bianche. Vedete come abbassate subito la cresta, è la legge della domanda e dell’offerta, è il mercato bellezza direbbe qualcuno…

    • Si informi prima di scrivere cose inesatte:
      da chi è stato emanato il finanziamento ?
      per quali progetti ?

      • Machiavelli si informi lei, caro tuttologo…i soldi dei finanziamenti statali sempre da noi cittadini arrivano…non ho ancora visto i soldi piovere dal cielo!

    • Io capisco che poi uno voglia restare “Anonimo” quando scrive robe del genere. 🙂

      Intanto, i saronnesi sono circa 40000, non diecimila e questo già dà la cifra del commento.

      In secondo luogo, a Saronno esistono solo 11,9 km di piste ciclabili, di cui il 90% ciclopedonali (ovvero marciapiedi larghi su cui vanno sia pedoni sia bici). Tutto il resto, caro anonimo, sono decine e decined di km di strade per auto. 🙂

      Detto questo, il Comune ha vinto un bando per REALIZZARE la Greenway. Quindi, che tu lo veda / capisca o meno quei fondi DEVONO essere usati per la Greenway.

      Quando vincerà il bando per fare un autodromo allora potrà usare i fondi per farti correre in pista.

      Sembrerà strano, ma la politica non è una questione di voglie (o non dovrebbe, diciamo 😀 ).

  5. Sì, i ciclisti devono viaggiare sicuri, mentre gli automobilisti devono stare attenti ai ciclisti che fanno quel che gli pare: attraversano sparati senza guardare, chiedono la pista e poi pedalano in mezzo alla strada, non hanno rispetto dei pedoni. Avete stufato, non sono solo vostre le strade!

    • Commento serio o cosa?
      Meno bici sulle strade, meglio anche per i veicoli.
      Chiunque usa la strada deve prestare sempre la massima attenzione!
      Le piste ciclabili servono eccome per la sicurezza di ciclisti, ma anche per la sicurezza in generale del traffico, anche se non le usa direttamente. Le è mai venuta in mente questa cosa?

  6. Buongiorno a tutti.

    Quello che queste 10 associazioni stanno chiedendo – e si capisce BENISSIMO leggendo la lettera – è di avere maggiori chiarimenti riguardo a cosa il comune voglia fare, nella pratica, con questo progetto.

    Parliamo di un lungo percorso iniziato diversi anni fa che non solo ha visto alcune di queste associazioni in prima linea, ma anche il coinvolgimento di diversi comuni ed enti.

    Le ragioni contrarie allo sbancamento sono chiare ed espresse nel comunicato senza polemica, per chi volesse leggerlo. Così come è molto democratica, trasparente e persino giusta la richiesta di un incontro pubblico di presentazione del progetto PRIMA di effettuare qualsiasi operazione dall’esito irrimediabile, come lo sbancamento del sedime.

    E questo non per andare “contro”, come pensa qualcuno che evidentemente ragiona solo in questi termini, ma invece per contribuire, da cittadini, alla realizzazione di quello che sarà un intervento che cambierà il volto della nostra città per come l’abbiamo vista da 130 anni a questa parte.

    Domenica alle 10 ci ritroveremo in via Piave, all’incrocio con la Saronno Seregno, per una camminata lungo il sedime, in modo che tutti gli interessati possano vedere di che si tratta(venite con delle scarpe adatte 🙂 ).

    Alessandro Galli – FIAB Saronno Ciclocittà

  7. Completamente d’accordo con gli autori dell’articolo. Grazie per il vostro impegno.

  8. Sono anni che aspetto la trasformazione della ex tratta ferroviaria in ciclo pedonale.
    Non sono nata a Saronno, ma oramai ci giro in bici da più di 30 anni.
    Sono dispiaciuto di quanto poco si faccia in questa piccola (gli spostamenti interni sono al max di 4 km.), congestionata dal traffico veicolare e inquinata città di pianura per favorire l’utilizzo in sicurezza delle bici.
    Spero che questa amministrazione dimostri di voler bene ai suoi cittadini e non sprechi ad uso auto quest’area.

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