SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la nota inviata dal Ambiente Saronno e Comitato Acqua bene comune in merito al consiglio comunale aperto sulle aree dismesse convocato dopo i doni portati dai Re Mogi all’Epifania e il tour di sensibilizzazione in città.

Il sindaco di Saronno che convoca un Consiglio Comunale Aperto alla partecipazione dei cittadini non è cosa di tutti i giorni.

Sarebbe successo se non ci fossero state quasi 400 firme raccolte in soli 15 giorni da Comitato Acqua Bene Comune e Ambiente Saronno Onlus?

Probabilmente no.

E noi, che le firme le abbiamo raccolte, lo consideriamo un piccolo successo. Ma solo parziale.

Infatti l’ordine del giorno del consiglio comunale aperto tiene conto solo in parte delle richieste dei cittadini, che continuano a firmare senza sosta, anche dopo la sua convocazione.

È certo un atto di trasparenza parlare delle bonifiche in corso sul territorio di Saronno, ma non risponde a due questioni importanti poste dai 400 firmatari:
– la prima è quella inerente la partecipazione dei cittadini al percorso amministrativo della bonifica dell’area ex Cantoni;
– la seconda è quella inerente la concreta ed immediata proposta di riuso di parte del sito, mediante la realizzazione di un parco urbano con specchio d’acqua.

Perché ce ne preoccupiamo tanto?

Perché l’area ex Cantoni, diversamente da altre aree ex-industriali (almeno per quanto sappiamo finora), è l’unica caratterizzata da una forma attiva di inquinamento della falda, che porta una sostanza cancerogena. nell’acquedotto e quindi nelle case dei saronnesi: il percloroetilene.

Per questo le autorità hanno prescritto da anni la messa in sicurezza dell’area. Ecco perché abbiamo chiesto, con una lettera, al sindaco di integrare l’ordine del giorno di questo consiglio comunale aperto, cosi rapidamente convocato.

Vediamo cosa ci risponderà: confidiamo nel fatto che la sua auspicabile risposta abbia a cuore la richiesta di cosi tanti cittadini e cittadine. Che noi associazioni promotrici della raccolta firme invitiamo a partecipare, insieme a tutti i saronnesi interessati, al consiglio comunale aperto del 20 febbraio (appuntamento in Sala Vanelli, piazza Santuario, alle 20,30), per una presa di parola “dal basso” da parte della cittadinanza.

13022018

6 COMMENTI

  1. Il secondo punto è fuori tema: è un ‘area privata, il privato nel rispetto del pgt decide cosa farne. Il primo è quantomeno inutile, la bonifica procede a step sotto la vigilanza di asl e arpa.

  2. Caro Anonimo le ricordo che il 50% dell’area dovrà essere ceduto al Comune di Saronno per ottenere la licenza edilizia nel rispetto del PGT. Quindi dire che l’area è privata quando lo sarà solo al 50% non sembra molto corretto.

    • Lo sarà (futuro).
      Quante cose saranno, nel futuro, che oggi sono aleatorie o non sono?

      • E l’amministrazione che deve vigilare affinché gli interessi privati non prevalgano sull’ interesse dei cittadini ovvero prima di costruire il supermercato deve essere realizzato il parco pubblico per rispettare il 50% ad uso pubblico del pgt

    • Ceduta al comune per aree standard, da manutenere a carico del comune. Un parco , un lago o qualsiasi cosa avrebbero costi di realizzazione altissimi e soprattuto di manutenzione. Realismo signori, realismo

  3. Caro anonimo, che la bonifica delle acque, sollecitata con forza da Provincia e Arpa nel lontano 2016 stia avvenendo, non ci è dato sapere, visto che non sono state più convocate né Commissioni Ambiente (aperte al pubblico), né Conferenze dei Servizi. Richiedere un Consiglio Comunale Aperto è quindi l’unico mezzo pubblico che i cittadini, anche tramite associazioni, ha per poter avere chiare risposte a chiare domande.
    A tutt’oggi (2018) i lavori relativi alla barriera idraulica non sono ancora partiti. Le questioni ambientali di questa importanza devono essere affrontate e risolte in maniera trasparente; per legge i cittadini hanno il diritto di essere puntualmente informati. La salute pubblica prescinde dalle opere edificatorie. Una volta appurato l’inquinamento che la Cantoni ha procurato e tutt’ora procura alla falda acquifera che noi beviamo (processo durato anni e grazie alla tenacia dei cittadini), la proprietà è tenuta a mettere in sicurezza il sito.
    Per quanto riguarda la richiesta di parco subito, il progetto edilizio è già stato approvato e quindi un’Amministrazione attenta ha la facoltà di chiedere la costruzione del parco prima dell’edificato. E’ una scelta politica di cui non abbiamo informazioni.

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