CISLAGO – “Presto accorrete ha tentato di colpirmi con una spada ed adesso mi sta inseguendo”: è il disperato appello lanciato l’altra notte da un marocchino di 38 anni alla centrare operativa dei carabinieri mentre correva a perdifiato nella zona della stazione ferroviaria di Cislago. Tutto era iniziato pochi minuti prima quando un connazionale di 33 anni gli aveva intimato di consegnargli il portafoglio.

A fronte del rifiuto il rapinatore aveva estratto un lunghissimo coltello e aveva tentato di colpirlo al volto. Istintivamente il 38enne aveva alzato le braccia per difendersi riportando una ferita alla mano. Il rapinatore ha quindi tentato di colpirlo con un pugno ma è riuscito solo a prenderlo di striscio al labbro prima che lo straniero si desse alla fuga verso la stazione ferroviaria. Mentre correva ha chiamato il numero di emergenza ed ha chiesto aiuto ai carabinieri. Ha spiegato la propria posizione, ha raccontato l’accaduto (parlando di un uomo che lo minacciava con la spada) ed ha avuto la prontezza di urlare di essere al telefono con i militari. Una scelta vincente visto che l’inseguitore ha subito cambiato strada.

La pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile è arrivata sul posto in pochi minuti e a poca distanza dalla stazione ha intercettato un gruppo di stranieri. Uno di loro alla vista dell’auto si è staccato dal gruppo ed ha iniziato a correre. I militari l’hanno bloccato e perquisendolo hanno trovato nel suo zainetto un lungo coltello sporco di sangue. C’erano anche i suoi documenti e il nome corrispondeva a quello indicato dalla vittima come suo aggressore.

Il 38enne, nel frattempo, era rimasta nascosto in una zona boschiva letteralmente terrorizzato. Ha accettato di uscire dal suo rifugio solo quando lo sono andati a recuperare i carabinieri. Ha subito riconosciuto nell’uomo fermato il proprio aggressore. Effettuato il riconoscimento è stato accompagnato al pronto soccorso dove gli sono state medicate escoriazioni e contusione giudicate guaribili in 5 giorni. Il 33enne, che ora si trova agli arresti domiciliani a Limido Comasco, dovrà rispondere di tentata rapina aggravata e lesioni volontarie aggravate.

25092015

6 Commenti

  1. Ma allora la vittima conosceva il nome dell’aggressore?
    La faccenda puzza tanto di regolamento di conti.

    • Claudia d’ accordo con te.
      Per metterlo dentro in galera doveva forse uccidere?
      ma dove siamo!
      siamo alla frutta
      digerita ed espulsa!!!!

  2. Vanno rimandati a casa loro, dove la polizia li tratterà con i guanti di velluto! Che schifo.

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