alfonso indelicatoSARONNO – “Il padre scomparso riappare alla maturità”: inizia così la riflessione del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Alfonso Indelicato, riguardo agli esami che a Saronno coinvolgono un migliaio di studenti.

La pubblichiamo integralmente.

Chissà quale specie di interesse per una figura in via estinzione ha spinto gli esperti del Ministero a proporre ai maturandi (una volta si chiamavano così) questa semplice traccia:”Il rapporto padre-figlio nelle arti e nella letteratura del Novecento”. Tra i diversi omaggi al politicamente corretto – l’indubitato inchino al presunto maestro Umberto Eco, la strizzatina d’occhio al movimento femminista adombrata nel tema sul primo voto delle donne, l’invito implicito a violare tutti i confini e fare delle nazioni altrettante marmellate etniche contenuto nel “tema di ordine generale” – ecco spuntare come un fiore tra le rocce questa traccia inattuale.
E lo stupito lettore si chiede se un/una giovane di questo tempo possa davvero affrontarlo, considerato che probabilmente è cresciuto/a senza conoscere affatto il proprio padre, o avendo con questo sporadici imbarazzati rapporti, a volte inquinati da interessate calunnie.

Il padre assente inaccettabile, come lo definiva Claudio Risè, scomparso dalla vita, resuscita nel tema d’esame, ma resuscita attraverso una serie di testi di riferimento in cui – guarda il caso – egli è sempre causa di rapporti problematici. Rapporti in cui il figlio scopre in se stesso l’impronta paterna come una maledizione (Saba) o il padre è produttore di traumi (Kafka) o infine disprezza il proprio ragazzo piccolo e gracile in una logica di crudele darwinismo sociale (Tozzi).

Ma gli esperti del Ministero hanno dimenticato il testo letterario più bello del ‘900 sul rapporto padre – figlio, quello di Camillo Sbarbaro che così finisce: Padre, se anche tu non fossi il mio/Padre, se anche fossi a me un estraneo,/ fra tutti quanti gli uomini già tanto/pel tuo cuor fanciullo ti amerei. Se ne sono dimenticati o piuttosto l’hanno omesso per un tipico lapsus, conseguenza di questo nostro tempo in cui il padre è assente o, se c’è, è ridotto a una pallida larva.

Alfonso Indelicato

23062016

9 Commenti

  1. Indelicato a 360 gradi, dalla politica, alla cultura, alla scuola.
    Stavolta ha espresso il concetto con poche parole chiare e con piacevoli citazioni.

  2. Per chi gradisce, riporto intera la lirica di Sbarbaro:

    Padre, se anche tu non fossi il mio
    Padre se anche fossi a me un estraneo,
    per te stesso egualmente t’amerei.
    Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
    Che la prima viola sull’opposto
    Muro scopristi dalla tua finestra
    E ce ne desti la novella allegro.
    Poi la scala di legno tolta in spalla
    Di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
    Noi piccoli stavamo alla finestra.

    E di quell’altra volta mi ricordo
    Che la sorella mia piccola ancora
    Per la casa inseguivi minacciando
    (la caparbia avea fatto non so che).
    Ma raggiuntala che strillava forte
    Dalla paura ti mancava il cuore:
    ché avevi visto te inseguir la tua
    piccola figlia, e tutta spaventata
    tu vacillante l’attiravi al petto,
    e con carezze dentro le tue braccia
    l’avviluppavi come per difenderla
    da quel cattivo che eri il tu di prima.

    Padre, se anche tu non fossi il mio
    Padre, se anche fossi a me un estraneo,
    fra tutti quanti gli uomini già tanto
    pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

    Fra i tanti padri-orchi della traccia d’esame, ecco un padre-padre. Saluti

  3. ” strizzatina d’occhio al movimento femminista” sul voto alle donne ?
    Si chiamano diritti civili.
    Questa poteva anche risparmiarsela.

  4. Professor Indelicato, mi chiedo perché l’assessorato alla cultura non sia stato dato a Lei…mah misteri…

    • Concordo, a far politica non va bene affatto, ma si poteva sfruttare meglio in qualità di professore.

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