SARONNO – Oltre 450 fedeli si sono ritrovati stamattina al centro culturale di via Grieg per la preghiera conclusiva del Ramadan.
La fine del mese di digiuno e preghiera è dettato dalla comparsa della luna crescente e il centro islamico saronnese ha scelto come data quella che fa riferimento al fenomeno in Europa: “Viviamo qui – spiega il portavoce Latif Chridi – e secondo noi, pur rispettando leggi e precetti è giusto far riferimento a quanto avviene qui”. Molte invece le comunità che terranno la preghiera finale domani facendo riferimento alla comparizione della luna crescente in Arabia Saudita o in Marocco.

Anche perché questo l’afflusso di fedeli è stato un po’ ridotto. Nonostante questo erano presenti centinaia di persone con tantissimi bimbi che si sono goduti l’area creata ad hoc per loro dietro il centro. Mentre per donne hanno potuto usufruire di un tendone allestito dietro al capannone. Nessun problema di viabilità anche grazie ai coni segnalatori e ai parcheggiatori che si adoperati tutta la mattina per gestire l’arrivo dei fedeli senza creare code.

A guidare la preghiera l’imam Najib Al Bared. “Per noi è un momento di festa – continua Chridi – e credo sia una buona occasione per ribadire, a nome di tutta la nostra comunità, gli impegni difficili ma non impossibili, che ci siamo assunti da tempo ossia quelli di lavorare senza posa sull’integrazione a 360 gradi, fare da ponte tra le nostre civiltà musulmana e cristiana, ponte che ci unisce e ci permette di comprenderci sempre meglio, anche con incontri culturali e interreligiosi ed essere fattore positivo per i saronnesi, così che vedano il nostro centro come segno di pace, di fiducia, di apertura e di conoscenza”.

Come tradizione anche quest’anno la comunità ha invitato le autorità civili e religiose a partecipare a un momento di incontro. All’invito ha risposto qualche giorno fa il prevosto monsignor Armando Cattaneo.

05072016

2 Commenti

  1. “anche con incontri culturali e interreligiosi ed essere fattore positivo per i saronnesi, così che vedano il nostro centro come segno di pace, di fiducia, di apertura e di conoscenza”.

    L’importante è che gli “esseri inferiori” che sono le donne, musulmane o cristiane; non entrino nel centro.
    Quanto dobbiamo aspettare poi per una netta condanna di quei quattro rampolli ricchi, di buona famiglia e di educazione universitaria che hanno sgozzato senza pietà gli Italiani che non conoscevano il Corano in Bangladesh?

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