UBOLDO – Con la consueta ironia e sarcasmo il sindaco Lorenzo Guzzetti ha commentato la proposta delle associazioni ambientaliste cittadine di realizzare all’ex Lazzaroni, complesso alle porte della città al confine con Saronno, un’area verde invece della struttura commerciale per cui l’amministrazione ha già avviato l’iter. “Riteniamo inutile la realizzazione di un ulteriore grande struttura di vendita – si legge in una nota degli ambientalisti – pertanto chiediamo che si dia un parere non favorevole al progetto in esame. Inoltre, seguendo l’indirizzo del legislatore, chiediamo ai comuni interessati che l’area venga riqualificata a verde pubblico”.

Ironica la replica del sindaco: “Hanno ragione. Sono d’accordo. Pertanto, cittadini uboldesi, preparatevi. Diremo no al progetto. Diremo no a 200 posti di lavoro. Diremo no a 5 milioni di euro di compensazioni. Diremo al Sos Uboldo che non prendiamo faremo più la sede nuova”. Ma Guzzetti va oltre e ipotizza anche la realizzazione dell’area verde: “L’area bisogna comprarla. Fanno, euro più euro meno, più di 20 milioni di euro. Poi bisogna bonificarla e attrezzarla a verde pubblico: ci mettiamo 5 milioni sulla fiducia. Fa un totale di 25 milioni di euro”. E non manca l’ipotesi sul reperimento delle risorse: “Diviso 4100 famiglie uboldesi fa una tassa di scopo di poco più di 6 mila euro a famiglia. Per il 2018 preparatevi a questa manovrina che vi costerà un po’ di soldini”.

Una descrizione dettagliata, tanto da ipotizzare una tassa di scopo, ma assolutamente ironica, come è spesso capitato di fare al sindaco Guzzetti balzato anche alle cronache nazionali per l’ormai celebrerrimo decalogo su cosa fare in caso di nevicate. A confermare l’intento sarcastico del primo cittadino anche l’immagine che Guzzetti ha scelto per accompagnare il suo post “L’urlo” il celebre dipinto del pittore norvegese Munch.

26052017

5 Commenti

  1. E quindi già a cementificare come al solito. Del resto il nostro territorio è così. Siccome servono oneri allora si concede tutto. L’inquinamento atmosferico che stiamo vivendo è una realtà e ormai un’emergenza, la zona è già oberata da tantissimo traffico e le realtà commerciali, anche di grosse dimensioni abbondano. Quanto meno si poteva di cercare un compromesso per uno sviluppo di una parte commerciale a minor impatto e perché inserirci anche un parco. Non serve necessariamente comprare l’area e si potrebbe partecipare a bandi o convertire parti degli oneri legati all’edificabilità per questa nuova visione. Ma purtroppo non c’è visione della problematica che stiamo vivendo, il territorio viene visto come sempre vendibile al miglior offerente, ma soprattutto non c’è EQUILIBRIO. Siamo già sovrappopolati e abbiamo una distribuzione commerciale spropositata.
    Manca la visione e anche la volontà. Del resto tutti i paesi in questa zona, chi più chi meno hanno lentamente consumato il proprio suolo dando vita ai problemi che viviamo ogni giorno, qualità dell’aria pessima, traffico costante…

  2. Ironia fuori luogo. La zona è inquinata ai massimi livelli, per non parlare della mobilità. Il progetto porterà più inquinamento (aria e acustico) nonchè maggior caos viabilistico; penso che il progetto dovrebbe essere portato avanti insieme a Saronno. Io come cittadino di Saronno sarei disposto a contribuire

  3. vecchi sarcasmi, vecchie ironie, vecchie idee, vecchie foto, vecchi (ridicoli) decaloghi, vecchie secchiate di acqua gelata, vecchi connubi giornaliste-sindachetti, vecchie giornaliste

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