GERENZANO – “Puntuale come la primavera ogni anno il consigliere d’opposizione Pier Angelo Gianni rilascia dichiarazioni sul progetto del nuovo Tigros“. Il commento è dell’assessore comunale all’Urbanistica, Emanuele Pini, con riferimento al progetto della struttura che sorgerà a margine dell’ex Varesina, alla periferia del paese.

“Spiace notare che, nonostante le nostre risposte, le inesattezze vengono sempre riproposte – rileva Pini – Il market che verrà realizzato in via Carducci, in un terreno periferico adiacente ad una zona industriale, non sarà un centro commerciale ma una “media struttura di vendita”, meno di 2500 metri quadri; alimentare. La proprietà, salvo una possibile lavanderia, non intende inserire altri negozi. Non ci sarà nessuna galleria commerciale, anche se avremmo colto favorevolmente l’insediamento di qualche esercizio commerciale non presente sul territorio tipo un calzolaio o un orefice. E’ assolutamente falso che il nostro progetto è identico a quello che voleva realizzare la Lega nel 2011. Prima si voleva realizzare il supermercato di “soppiatto”, noi abbiamo portato tutta l’operazione alla “luce del sole” inserendola nel Piano di governo del territorio approvato nel 2016. Con quel Pgt ci siamo presentati alle elezioni del 2017 ed abbiamo ottenuto più consensi del 2012. Gli elettori lo scorso anno ci hanno stravotato ben sapendo che la struttura sarebbe stata costruita”.

Continua Pini: “Ad essere differente dal precedente progetto non è solo la procedura ma l’impianto stesso di tutta l’operazione. Come Amministrazione, infatti, abbiamo collegato il piano attuativo di via Carducci a quello dell’ex are Nivea, dove erano previsti ben 45 mila metri cubi di insediamento residenziale, terziario e commerciale e dove il Comune di Gerenzano aveva già incassato ben 600 mila euro di “standard di qualità”. Collegando le due cose siamo riusciti a dimezzare la volumetria nell’area Nivea, zona che già presenta un alto carico insediativo residenziale per via dell’intervento svolto sull’area ex De Angeli, senza restituire nulla dei 600 mila euro versati ed utilizzati dalla vecchia Amministrazione per comperare le aree del Fontanile; avremo una nuova scuola materna del valore di un milione e mezzo di euro grazie agli oneri che saranno versati nelle casse comunali e potremo così liberare le tre aule che da dieci anni sono nel plesso della scuola elementare “Clerici”; verranno realizzate opere, pista ciclabile in via Carducci e rotonda nell’incrocio pericoloso tra via Manzoni e via Carducci, per oltre un milione di euro; verranno creati nuovi posti di lavoro. Con il nuovo Pgt del 2016, se si escludono i Piani di lottizzazioni che erano già inseriti nel vecchio Pgt, l’unico “fazzoletto di terra” che abbiamo utilizzato è quello dove sorgerà questo supermercato, che ripeto rappresenta un terreno periferico adiacente una zona industriale. Il lotto non è di certo inferiore al campo da calcio di via Don Sturzo, area verde centrale che il consigliere Gianni vorrebbe eliminare per realizzare la nuova scuola materna”.

Infine, “l’insediamento di Lidl e Mc Donald’s, nella zona ex Ocar, persegue l’ottica di recuperare le aree dismesse per recuperare l’esistente senza sprecare nuovo suolo. Sempre grazie all’ultimo Pgt recentemente è stato aperto il Tape in un edificio lungo la Varesina che era abbandonato da più di dieci anni. Grazie a ciò abbiamo incassato 180 mila euro. Altre richieste ci stanno arrivando sempre per edifici collocati lungo la Varesina vuoti da decenni. Deve essere chiaro che gli oneri che entrano non finiscono nelle nostre tasche ma vengono tutti reinvestiti per la collettività. Le tasse non si possono alzare ma i servizi vanno mantenuti. Dal 2012 abbiamo sfruttato tutte le occasioni possibili per fare investimenti in opere. Abbiamo ottenuto finanziamenti regionali di 250 mila euro per la riqualificazione energetica del palazzetto dello sport e di 100 mila euro dalla Provincia per gli attraversamenti pedonali sulla Varesina ma sono entrate una tantum. Per far quadrare i bilanci servono delle strategie chiare ed entrate sicure” conclude l’assessore.

(foto archivio: un tratto gerenzanese dell’ex Varesina)

27042018

5 Commenti

  1. Si chiudono le fabbriche, si aprono i supermercati.
    Nessuno più produttore, tutti solo consumatori.
    C’era un Saronnese di tecnici e operai specializzati, adesso siamo tutti commessi di vendita.
    E le Amministrazioni assecondano.

  2. quelli di gerenzano si lamentano del campo nomadi e poi costruiscono un altro supermercato al confine con saronno. dove tra l’altro c’è già lidl

  3. via il verde perché ce ne é troppo e giú il cemento……in una zona giá caotica, piena di centri comnerciali grandi o piccoli, ci mancava proprio l’ennesimo supermercato anche se, dicono banalmente, sará un po’ meno super ( sic),come se ció cambiasse molto. Il problema é che quando un’amministrazione vede soldi, si vende o svende tutto. Vergognoso.

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