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Museo Gianetti in trasferta a Bassano con l’artista varesino Zilio

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SARONNO – Il Museo della ceramica “Gianetti” in trasferta a Bassano del Grappa con l’artista varesino Angelo Zilio: venerdì 1 marzo alle 18.30 si terrà la presentazione della “Residenza d’arte” che Angelo Zilio ha svolto all’azienda Cibas Impasti a Bassano del Grappa, città storica dela ceramica. I lavori eseguiti in ceramica verranno poi esposti al Museo della ceramica di Saronno a marzo.

Il titolo è “Pegaso. Liberi di volare” e l’appuntamento dunque venerdì. Saranno presenti: Angelo Zilio (Gilö), artista in residenza Mara De Fanti, Direttrice e Conservatrice del Museo della ceramica Gianetti di Saronno Elena Agosti, Conservatrice del Museo Civico della Ceramica di Nove Giuseppe De Fabris Fabio Poli, titolare della Cibas Impasti Diego Poloniato, Comune di Nove Cristina Busnelli, Comune di Bassano del Grappa.

Il lavoro di Angelo Zilio nasce dall’esigenza primaria, che tutti abbiamo, di esprimere, in maniera forte attraverso il fare, le riflessioni nate dall’osservazione di ciò che ci sta attorno. Angelo inizia presto a disegnare tutto ciò che lo circonda, e da subito alcun elementi si fissano nella sua memoria, nel suo sentire, diventano i segni del suo fare arte. Il passaggio alla ceramica arriva dopo, con l’incontro con le fornaci Ibis di Cunardo e i fratelli Giorgio e Gianni Robustelli. Angelo lavora sodo per acquisire la tecnica, ascolta, impara dal fare i segreti e le regole della ceramica, e sperimenta, si lascia coinvolgere. Tutte le sue esperienze ad un certo punto si incanalano in una direzione: il tornio con gli oggetti, gli animali, lo studio delle opere di Fontana, il desiderio di raccontare qualcosa di più grande. I grandi vasi, dopo l’esperienza con Shozo Michikawa, cominciano a deformarsi, a non essere più vasi ma materia in trasformazione, tempo che si svolge e si riavvolge su se stesso. Diventano anche animali, come gli antichi rhyton, vasi che contenevano fluidi destinati ad essere bevuti o per i rituali, e il rito si compie anche nel lavoro di Angelo: cerca le argille, prepara un pannello e poi comincia a vedere i suoi amati cavalli, sente l’esigenza di realizzarli, subito, con la tecnica che ha assorbito in questi anni: il tornio. Così i vasi si aprono, si dilatano, si schiacciano, diventano testa e bocca, pancia, zampe, energia del pieno e del vuoto e il fluido scorre, invisibile ad attraversare tutto il cavallo che si erge, quasi come un reperto archeologico, memoria passata e futura. “Ritorna a cavallo, nella terra di suo padre (che aveva lavorato tra Nove e Bassano del Grappa alle fornaci di mattoni Le Marchesane) ad impastare la terra e trasformarla nel simbolo del popolo, in vaso; e i vasi in cavallo, cioè in quel reperto della memoria, in quella vestigia di storia, cara all’uomo di tutti i tempi, che porta la patina di cenere di Pompei, dei gonfi toraci dei cavalli da parata o delle contorte anatomie di Agenore Fabbri” (Carlo Pizzichini, Titolare della cattedra all’Accademia di Belle Arti di Firenze e Direttore artistico del Premio Antica Arte dei Vasai). Secondo Matteo Zauli, critico d’arte ed esperto ceramico, l’artista lombardo sa essere pienamente contemporaneo proprio riallacciandosi direttamente a quell’energia arcaica che indirizza l’opera fuori dai binari del tempo, delle contingenze estetiche, delle mode.

La scelta di una residenza d’arte, caldamente sostenuta dal Museo Gianetti, è per dare la possibilità ad Angelo di sviluppare il proprio percorso artistico in un territorio come quello di Nove e Bassano, di assoluto rilievo internazionale per la produzione tutt’ora in voga di ceramica artistica, permettendo così uno scambio culturale “do ut des” tra l’artista e il territorio, attraverso l’incontro con la comunità ospitante. A Nove si produce ceramica da trecento anni: quest’attività artistica deve la sua fortuna ad una congiunzione di fattori politici, economici ed ambientali che ne favorirono lo sviluppo. Da ventidue anni ha luogo la Festa della Ceramica “Portoni Aperti”, un weekend di esposizioni, conferenze e mostra-mercato, con un occhio al contemporaneo grazie a Fuoriportoni, una agenda di eventi per contribuire al dibattito sulla ceramica artistica in divenire. L’azienda ospitante selezionata è la Cibas Impasti, da sempre attenta agli sviluppi dell’arte ceramica e agli eventi culturali e comunitari ad essa connessi, sia nel senso di incubatore di progetti tramite la disponibilità e la competenza nell’affrontare con gli artisti gli aspetti legati alla realizzazione di un’opera, o ancor più di performance artistiche. Fabio Poli, titolare dell’azienda, ed Angelo si sono conosciuti nel 2012 ad Argillà a Faenza, durante una delle serate con il “gruppo di fuoco”, in cui oltre che cucinar la ceramica si passa il tempo a parlar di cotture sperimentali a legna ad alta temperatura. A Nove nel 2003 era venuto Fred Olsen per la costruzione e la cottura di una delle sue più alte e grandi opere di “Sculpture Kiln”; ed è da allora che il fuoco sacro della ceramica cotta a legna ha fatto germinare un gruppo di fochisti novesi che si accresce di anno in anno, contaminando ceramisti da tutta Italia, tra i quali Angelo! Quest’amicizia-stima ha portato alla collaborazione per diverse cotture sperimentali tra le quali, citando solo le ultime, “Micado, insegui i tuoi sogni” ad Argillà 2018, ed il weekend successivo a Portoni aperti con “Woodfire & pottery”.

Venerdì 1 marzo sarà l’occasione per ammirare in anteprima le opere cotte nel forno a legna durante la residenza, a seguire una breve presentazione del progetto ed un aperitivo, chiudendo con l’ormai famosa serata in compagnia di “Sbittarte”! I pezzi realizzati durante la residenza saranno esposti al Museo Gianetti di Saronno da sabato 23 marzo a sabato 20 aprile, e, successivamente presso la Galleria di Le Nove Hotel (Vicenza) da venerdì 6 settembre in occasione della ventiduesima Festa della ceramica di Nove portoni aperti. Per l’occasione è stato redatto un catalogo della residenza con testi di Mara De Fanti, Carlo Pizzichini, Matteo Zauli , Elena Agosti, Fabio Poli.

27022019