Home ilSaronnese Ceriano Laghetto Arresti Groane: le telecamere raccontano il minimarket della droga “dello zio”

Arresti Groane: le telecamere raccontano il minimarket della droga “dello zio”

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CESANO MADERNO – SOLARO – CERIANO LAGHETTO – Un’ordinanza di custodia cautela per dieci persone tre in carcere, uno ai domiciliari e sei con divieto di dimora in Lombardia accusate di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dall’uso delle armi ma soprattutto un quadro preciso dello spaccio nel parco Groane con uno spaccato dell’organizzazione dei pusher e della disperazione dei clienti.

E’ il risultato dell’operazione antidroga svolta dai militari di Cesano Maderno salita nelle ultime ore alla ribalta della cronaca nazionale proprio per aver svelato il mondo dello spaccio nelle Groane. A fine ottobre i carabinieri hanno posizionato alcune telecamere nei pressi della stazione ferrovia di Cesano Maderno Groane. Per dieci giorni hanno raccolto immagini con le quali sono riusciti a ricostruire l’intera attività di spaccio di quello che si configurava come una sorta di minimarke dello spaccio.

Ai vertici dell’attività due marocchini 33enni (uno noto come Nik o Zio) affiancati da un 22enne italorusso che quotidianamente preparava lo spazio in cui accogliere i tossici e vendere gli stupefacenti. Del gruppo faceva pare anche un 40enne italiano che faceva l’autista per i marocchini, una vedetta, una sorta di addetto alla sicurezza, sempre armato di mazza da baseball o machete e una sorta di guida/maschera che accompagnava i clienti dagli spacciatori.

Tra i “servizi” offerti dal minimarket la continuità: l’attività di spaccio era quotidiana anche quando il tempo era tanto brutto da rendere difficoltoso restare nel parco il gruppo riusciva a soddisfare i clienti spostandosi in stazione.

I marocchini fornivano cocaina e hashish ma gran parte del business era basato sulle spaccio di eroina. Droga di “scarsa qualità” che per questo veniva venduta anche a cinque euro a dose o in cambio di macchine fotografiche, cellulari e biciclette anche di provenienza furtiva.

(foto archivio)

09032019

3 Commenti

  1. Bel servizio. Ottimo lavoro. E adesso? Lo spaccio è reato ed il consumo aberrante nei confronti della vita. Ridiamo aria a questi nostri bei boschi e punite tutti senza pietà. C è chi è costretto a lottare per la vita è chi invece la butta via!

  2. “condanniamo i venditori di morte”

    e il problema finisce lì…. sicuro!
    Più o meno stai percependo il 10% del problema droga.

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