CERIANO LAGHETTO – Nella piazza rinominata Martiri di Odessa, nella piazza dove giace il monumento realizzato da Nicolai Lilin, giovedì pomeriggio Ceriano ha ricordato le vittime degli scontri del 2 maggio 2014. A cinque anni di distanza, il piccolo comune della Brianza continua nella sua battaglia per portare alla luce ciò che veramente successe nella città ucraina porto del Mar Nero. Una presa di posizione che ha portato Ceriano addirittura in mezzo ad un caso internazionale, con l’interessamento dell’ambasciata dell’Ucraina per evitare l’intitolazione, intitolazione che invece alla fine fu fatta. A tratti commosso l’intervento dell’assessore Marina Milanese che ha ricordato i fatti del 2 maggio e ha promosso la lettura dei nomi di tutte le vittime accertante. «Ricordiamo i nomi di chi ha avuto la giustizia di essere incluso in questo elenco, ma sappiamo che in realtà i morti sono stati molti di più. Un vero colpo al cuore per tutti noi, un colpo al cuore della Perla del Mar Nero. In quel giorno i corpi filo golpisti, i nazisti di Maidan, hanno ucciso brutalmente decine di persone. Crimini senza colpevoli, ma anche senza processi». Deciso anche l’intervento del sindaco Dante Cattaneo: «Stiamo ancora aspettando che emerga la verità, dissipando tutta quell’ipocrisia e quella cortina fumogena che c’è ancora oggi attorno a questa tragedia che si può annoverare tranquillamente tra le più gravi che hanno colpito l’Europa moderna. In questo caso sono stati in molti, in troppi, a dimenticare, completamente. Forse siamo gli unici in Italia a commemorare questi morti e tra i pochi a livello internazionale. È stato un piccolo comune come il nostro a cercare di far luce su una tragedia di portata storia e continueremo a farlo, ogni 2 maggio, sempre con maggior forza. Spero che la verità vinca sulla menzogna e spero che in futuro che l’Europa – chiusa nel suo assordante silenzio su questa vicenda – sappia fare la differenza tra amici veri e amici falsi, ovvero nemici».

03052019

2 Commenti

    • Ma Lei ha visto nei filmati amatoriali girati cosa è successo quel giorno a Odessa?
      Il vento potrà anche alimentare le fiamme, ma non preme il grilletto delle armi da fuoco.
      Riposino in pace

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