SARONNO – Coi rombi dei motori che si propagano nell’aria catturando l’attenzione dei passanti è iniziata la seconda serata di apertura serale dei negozi organizzata, ieri, da Duc, Ascom con la collaborazione dell’Amministrazione comunale.

Alle 20 in piazza della Libertà, di fronte alla Prepositurale si è creato un mosaico di autovetture e motocicli che ha colorato il pavè saronnese. Quando mancava ancora mezz’ora alla presentazione della 7° edizione del corteo Auto & Moto Storiche e la piazza si presentava colma di bambini, giovani, genitori e nonni.

Alle 20.50 il suono dei clacson e dei motori danno il via al corteo. Un spettacolo agli occhi degli spettatori che attendono le vetture ascoltando l’intrattenimento del corpo musicale cittadino. Alle 21.20, i rombi dei motori si sono uniti agli strumenti creando un ritmo inimitabile.

Dopo la sfilata la benedizione dei mezzi e dei conducenti di don Davide Mazzuchelli e un ricordo dei collezionisti saronnesi, Luigi Lazzaroni, Peppo Dones e Giorgio Taglioretti a cui l’iniziativa, un classico dell’estate saronnese è stata dedicata.

Anche se ancora non tutti i negozi hanno alzato la saracinesca partecipando all’apertura, comunque di più della serata di debutto, il bilancio tracciato dal presidente del Duc Luca Galanti della serata è decisamente positivo.
Francesca Matteu

05072019

8 Commenti

  1. Ieri sera ho trovato una citta Viva, con il centro “strapieno” di persone, la piazza popolata ed un bel clima di festa…ma forse anche questa volta Silinghini ha qualcosa da dire…

  2. con il caldo e con l’aria già inquinata, l’ideona del rombo motori per le vie del centro é proprio una genialata….senso di modernità, economia circolare e rispetto dell’ambiente….

  3. Ma non è ora di cambiare un po’;di macchine “storiche “quante volte le abbiamo viste già quest’anno?

  4. Un conto è presentare i bei veicoli d’epoca, un altro è permettere di sgasare in pieno centro, con l’inquinamento alle stelle che da sempre pervade la città.
    Mi sembra un messaggio totalmente contrario al buon vivere.
    Gli anni ’70 sono passati, facciamocene una ragione!

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