SARONNO – 25 aprile, pubblichiamo l’intervento del consigliere comunale Alfonso Indelicato sulla imminente festività.

Quest’anno il sempre ricorrente dibattito sul 25 aprile si è arricchito di un nuovo spunto di riflessione: quello fornito dalla proposta dell’onorevole Ignazio La Russa di utilizzare la festività per commemorare tutte le guerre con i loro morti, e allo stesso tempo i morti causati da quella guerra sui generis che è l’infezione da Covid-19 in corso. Per quello che può valere la mia opinione non la ritengo una strada praticabile, e cerco di spiegarne il motivo. È indubbio che tra il ’43 e il ’45, ma anche per lungo tempo dopo tale data, l’Italia è stata teatro di una vera e propria guerra civile. Italiani si sono scontrati con altri italiani in nome di differenti valori politici e umani, ai quali si sono mescolati, come sempre avviene in questo genere di conflitti, ostilità personali e interessi di bassa lega, da una parte e dall’altra. Efferatezze sono state compiute dall’uno e dall’altro schieramento, lasciandosi dietro strascichi di risentimenti, di insaziati desideri di vendetta, di dolorosi ricordi per le violenze subite personalmente o dai propri cari. Episodi di postuma riappacificazione sono stati, per l’appunto, solo episodi, ma non hanno smosso le ferme acque dell’odio.

A tutto ciò si unisce l’uso politico che sempre si è fatto e si fa di quelle ormai lontane vicende storiche, per cui possiamo parlare di un passato che non solo non passa, ma che continua a dividere e ad esacerbare gli animi. Stante questa situazione, è impensabile che il 25 aprile possa diventare una festa della riconciliazione nazionale. Ognuno si sceglie la propria storia, nel senso che prende idealmente posizione per uno dei contendenti in campo, sposandone le ragioni secondo il suo attuale modo di vedere. Una persona di destra faticherebbe assai a sentire come propria una festività la quale negli anni è stata colonizzata dalla sinistra comunista e postcomunista, così come una persona di sinistra non tollererebbe di vedere sfilare in corteo, al proprio fianco, manifestanti impegnati a commemorare la Decima Mas.
I ritualistici inviti a una “memoria condivisa” risultano pertanto speciosi, perché sottendono che l’avversario debba rinnegare la “sua” memoria e fare propria la sdrucita vulgata dei buoni e dei cattivi. Onere questo – difficile negarlo – che viene posto in capo soprattutto alla Destra. Non è evidentemente ancora maturato il tempo di una “memoria rispettata”, in cui cioè si riconosca che l’avversario, chiunque esso sia, potesse avere scelto in buona fede e per ragioni ideali la propria parte della barricata, rinunciando a vedere in esso un essere turpe meritevole di eterna damnatio memoriae.

In attesa che venga quel tempo, lasciamo tranquillamente il 25 aprile a coloro che sventolano drappi rossi e cantano “bella ciao”, evitando azzardati tentativi di appropriazione come di contaminazione con l’attuale pandemia, la quale è in effetti una guerra, ma solo metaforica. Fra pochi giorni noi di destra avremo modo di raccoglierci – fisicamente o idealmente non importa – presso il campo X del cimitero maggiore, dove giacciono quegli uccisi che non trovano né onore né rispetto sui libri di storia o sulle lapidi cittadine. Lo trovano però nella nostra memoria e nel nostro cuore. E tanto ci basti.

Alfonso Indelicato

consigliere comunale indipendente eletto a Saronno

23042020

39 Commenti

  1. Basta destra e sinistra.
    Si commemorino le vittime di una guerra assurda e basta con queste divisioni assurde.
    Esiste un solo 25 aprile.

  2. Sig. Indelicato la “proposta” di La Russa va catalogata allo voce: peloso revisionismo.
    Se vogliamo parlare di morti in generale, direi che c’è gia’ il 2 Novembre. O se proprio si vuole commemorare solo quelli del Covid, che se ne trovi un’altra.

    Il 25 è la festa della Liberazione e ricorda solo una cosa, e solo quello deve ricordare, l’esserci liberati da una dittatura ecc.
    Non dovrebbe essere divisiva, non è appannaggio dei soli comunisti visto che le formazioni Partigiane erano di vari orientamenti, ma di tutti quelli che pensano che una Repubblica Parlamentare e la Democrazia sia meglio di una dittatura.
    Ad onor del vero chi ogni anno, ci prova con una pippa nuova, sembrano sempre i “soliti”

  3. Costui adesso può rendere pubblico il suo amore per il fascismo.Mio nonno ai tempi del fascismo non poteva neanche sussurrare qualcosa di ostile o ironico contro il duce,lo misero in galera i bravi italiani che il consigliere comunale andrà a omaggiare a Musocco.Io ringrazio mio nonno per non essere stato fascista e non vendere la sua dignità alla dittatura.Grazie

    • Suo nonno sarà stato certamente una brava persona, caro Marco. Anche tanti fascisti lo furono.

  4. Caro Indelicato, che sia stata ANCHE una guerra civile è fuori discussione. Gli storici lo hanno appurato. Si parlava italiano su ambedue i fronti. Che tutti i morti rispettino rispetto è fuori discussione. Ma quanto al “pari sono” niente da fare. Se la c’erano i fascisti di qui c’era chi credeva in Stalin? Certo. Ma io giudico il film dal finale. Il fascismo ci aveva tolto la libertà, i diritti, ci aveva mandato a morire in guerre di aggressione (Etiopia, Grecia, Iugoslavia, Russia, …Francia!), si è reso con il Nazismo responsabile del più orribile genocidio della storia.
    L’altra parte (tutta, dai comunisti ai cattolici agli azionisti…ai monarchici)pur con tutti i problemi ci ha dato, assieme all’Unione Europea, settant’anni di pace, più benessere di prima, libertà e diritti.
    Non le pare che non ci sia confronto? E allora festeggiamo questo 25 aprile e quella gioventù che si è sacrificata. Senza dimenticare, e sarebbe ora, le migliaia di giovani americani, inglesi, polacchi e così via che riposano in terra italiana.

    E allora godiamoci assieme

    • Peccato che il fine dei partigiani comunisti fosse proprio sostituire Mussolini con Stalin. Pace all’anima loro, ma grazie a Dio hanno fallito

    • Molti di quei partigiani volevano sostituire Mussolini con Stalin. E allora su questo le do ragione, con tutti gli errori del primo, tra Mussolini e Stalin confronto non c’è

  5. Ne parli coi discendenti delle stragi di Marzabotto e di Sant’Anna di Stazzena. Centinaia di civili vecchi donne e bambini rastrellati dai fascisti per essere massacrati da loro e dai nazisti. Ne parli con i (pochi) ebrei italiani, superstiti o familiari degli ebrei cercati ad uno ad uno nelle loro case dai fascisti e poi sigillati nei treni per i campi di sterminio.
    Orgogliosamente gli italiani sventolano la bandiera tricolore il 25 aprile, festa non della “riconciliazione” ma della liberazione dalla dittatura fascista.

  6. Intervento tempestivo e fuorviante come la proposta non condivisa di “commemorare tutte le guerre con i loro morti, e allo stesso tempo i morti causati da quella guerra sui generis che è l’infezione da Covid-19 in corso, seguita da un’affermazione di sperata pacificazione, senza imposizioni ma in piena libertà “Ognuno si sceglie la propria storia, nel senso che prende idealmente posizione per uno dei contendenti in campo, sposandone le ragioni secondo il suo attuale modo di vedere”. Viene comunque omesso il ruolo determinante che la donna italiana ha avuto in quel periodo storico quando ha combattuto col sacrificio della propria vita su ogni fronte, culturale, sociale, politico ed economico per conquistare In Italia la dignità, il rispetto e la propria libertà di persona, sventolando la bandiera italiana e cantando a squarcia gola l’inno della Liberazione.

    • Quando hanno votato in massa la Democrazia Cristiana contro il PCI hanno davvero salvato l’Italia

  7. Suggerirei di istituire una festa in memoria di tutti coloro che sono stati uccisi grazie al suo mentore dal 1922 al 1943

  8. Grande Indelicato…grazie.
    Condividendo quanto ai qui riportato con coraggio ,sensibilità e umanità (cosa che a certi Sinistri personaggi non viene consentito di capire..) mi unisco alla tua dichiarazione,la comprendo e la faccio anche mia. Carlo

    • Pensa che tu oggi puoi ringraziare indelicato grazie al 25 Aprile.

      Fino alla caduta del regime era un po` piu` rischioso, esprimere il nostro consenso a chi ci pareva.

  9. Sarà la solita festa divisiva con gli strascichi politici del caso. Quest’anno cantiamo tutti dai balconi Bella Ciao ad un orario prefissato? Che bandiera sventoliamo per l’occasione? Saluti

  10. Indelicato… proprio non riesci ad essere un po più stringato?
    Ogni volta ci dobbiamo sorbire un pippone che fa scappare la voglia di leggere.
    Sei più lungo della fame

    • Chissà perchè, quando leggo un commento come questo, becero e lontano dal meriito della questione sul tappeto, penso che l’autore non sia un lettore della sinistra – mia avversaria di elezione – ma un membro del mio ex partito. Magari sbaglio …

      • Scusi Indelicato ma si sta per caso rivolgendo a lei stesso?. Se non lo sa becero è riferito a persona che si esprime in maniera chiassosa e volgare, che offende per ignoranza e trivialita, che si esprime quindi con frasi scurrili. Soggetto alquanto INDELICATO verso persone che manifestano democraticamente la propria opinione. Inoltre sulla questione della presunta ( e deficitaria ) questione dell’appartenenza politica che lei in maniera supponente esprime, bè, le mie opinioni politiche sono affare mio e non di certo di una persona INDELICATA come lei.
        Con questa mia voglio chiudere la questione poichè non trovo giusto che su Il Saronno si dia spazio a persone che danno per primi del becero ai lettori di queste rubriche . Quindi all’ INDELICATO e INEDUCATO non risponderò.

      • Chi scrive è perchè ha qualcosa da dire, e chi ha qualcosa da esprimere va rispettato per questo apro e leggo. A volte sono d’accordo sulle idee e concetti, a volte no, a volte chi si esprime può aprirmi a nuove idee e opinioni diverse, anche per questo una persona scrive no? Poi se non si apre l’articolo mica si sa se è lungo o corto o interessante o meno.
        Ricordo la mia maestra di italiano molti anni fa: puoi esprimere un concetto e le tue idee in poche righe e non per questo sminuire quello che dici, anzi…
        Cordialità

    • Tra tanto dibattito sul XXV Aprile Mazinga ci porta su una questione concreta e ci permette un sorriso! Il prof. Indelicato tenga conto in futuro della concreta richiesta di Mazinga. Se non proprio corti almeno stringati!
      Buon XXV Aprile a tutti. Se l’albero si giudica dai frutti, meglio questa nostra Repubblica dalle mele un po’ acciaccate che la Fascio-Monarchia del Ventennio delle ortiche per cena condite con l’olio…di ricino.

  11. Vittorio Foa anni fai discuteva di questi temi in TV con il senatore missino Pisanò e gli disse:”I morti sono morti: rispettiamoli tutti. Ma se si parla di quando erano vivi, erano diversi. Se aveste vinto voi, io sarei ancora in prigione. Siccome abbiamo vinto noi, tu sei senatore”. Ecco, caro consigliere, se lo ricordi quando siede nei banchi del Consiglio Comunale: lei è lì perchè tanti socialisti, cattolici, liberali, comunisti, azionisti, etc. hanno combattuto per la libertà e la democrazia. Se avessero vinto quelli che la pensavano come lei, non ci sarebbe nessun Consiglio Comunale.

  12. La sinistra è il vero virus del nostro paese. Con il coronavirus ci sono restrizioni…nn puoi uscire.. nn puoi dare l’ultimo saluto ad un defunto.. Però se sei dell’ampi puoi partecipare alla manifestazione del 25 Aprile. Siamo un paese ridicolo.

  13. Non esiste un 25 aprile “à la carte”… il 25 Aprile è la festa della liberazione dalla tirannide nazi-fascista. Non vi piace? lasciate pure l’Italia… non ci mancherete!

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