SARONNO – Un grazie al personale dell’ospedale che si è occupato del proprio caro per 73 giorni e un messaggio di speranza alle famiglie ancora impegnate con la lotta col virus. E’ quello che lancia la famiglia di Giuseppe Alfano, 67enne di Trapani, ricoverato all’ospedale di Saronno per dal 17 marzo al 29 maggio per sconfiggere il Covid 19.

Tutto è iniziato a febbraio quando Giuseppe Alfano e la moglie sono venuti in Lombardia per trascorre un po’ di tempo coi figli. Ben presto il lockdown li ha bloccati a casa della famiglia della figlia a Lazzate con i nipotini. “Purtroppo siamo rimasti tutti contagiati – spiega il genero Giuseppe Accardi – noi abbiamo avuto i sintomi per alcuni giorni e dopo circa una settimana abbiamo iniziato a mostrare segni di miglioramento mentre mio suocero peggiorava”. La situazione è degenerata rapidamente tanto che il 17 marzo il personale sanitario ha consigliato un ricovero e Giuseppe Alfano è stato trasferito all’ospedale di piazzale Borella: “E’ stato in terapia semi-intensiva ed era quasi sempre semi-cosciente. Almeno così ci hanno detto visto che noi non potevamo andarlo a trovare. Potevamo avere sue notizie solo telefonando all’ospedale cosa non sempre semplice visto la grande mole di lavoro e il gran numero di casi che il personale doveva affrontare”. Le condizioni di Giuseppe Alfano sono state gravi per una decina di giorni: “Poi sono arrivate le prime buone notizie quindi l’odissea dei tamponi”. Il 67enne è stato sottoposto 8 volte al tampone di verifica e il risultato che permetteva la dimissione è arrivato solo venerdì 29 maggio quando è stato dimesso. “Per lui ci sono stati 73 giorni di ricovero, il personale ci ha detto che è il “record” di quest’emergenza per quanto riguarda l’ospedale di Saronno”.

“Abbiamo voluto raccontare la nostra storia – conclude il genero Giuseppe Accardi – per dare una speranza a quanti hanno dei familiari che stanno lottando contro la malattia Covid 19. E’ difficile quando non si hanno notizie, quando non si può andare a trovare i propri cari ma la speranza resta sempre che il lieto fine arrivi come nel nostro caso”. Non mancano poi i ringraziamenti: “In questa brutta avventura il personale dell’ospedale di Saronno ha fatto il possibile non solo per le cure a Giuseppe ma anche per farci sentire meno la distanza. Certo bisogna ricordare che ci sono stati giorni difficili quando le informazioni e il tempo per averle erano poche ma c’è sempre stata grande attenzione per lui e per la nostra necessità di essere aggiornati e rassicurati”.

(foto: i cartelli realizzati dai nipotini per dare il benvenuto al nonno)