GARBAGNATE MILANESE – Accusato di avere somministrato i medicinali che hanno ucciso lo zio di sua moglie, malato terminale, un infermiere di 49 anni è stato arrestato e messo ai domiciliari dai carabinieri, l’accusa è di omicidio. La premessa, una segnalazione di un medico dell’ospedale di Garbagnate Milanese per la morte dell’anziano, 87 anni, al “Salvini” di Garbagnate, lo scorso 12 ottobre: il pensionato era ricoverato e sottoposto a ventilazione polmonare e ad un trattamento sedativo tramite infusione volumetrica. Secondo il medico aveva ricevuto sia il 9 che il 10 ottobre una dose particolarmente alta di sedativi, tramite una manomissione della programmazione del macchinario, e questi episodi sarebbero strettamente connessi alla sua morte. Si è appurato che in quei giorni la vittima era stata accudita dal nipote, che peraltro fa l’infermiere professionale, già rianimatore, ed era l’unico detentore del pass ospedaliero destinato ai famigliari dei ricoverati, per fare visita allo zio.

Il 22 ottobre l’infermiere aveva comprato un biglietto aereo di sola andata dall’aeroporto di Linate per Parigi in Francia ma poi non era salito sull’aereo, anzi rientrando a casa: i militari, che già lo stavano tenendo sotto “osservazione”, lo hanno quindi raggiunto nella sua abitazione di Paderno Dugnano. Nei giorni successivi il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano ha convalidato il provvedimento di fermo, disponendo la permanenza dell’indagato agli arresti domiciliari nella sua abitazione.

(foto archivio)

29102020