SARONNO – Da una settimana la città degli amaretti è tornata a fare i conti con la moria dei pesci legati alla secca del Lura tanto che per salvare alcuni esemplari è intervenuto mercoledì mattina il servizio ittico regionale. Ma quali sono le cause? E quali le possibili soluzioni?

IlSaronno ha chiesto un parere a Giulio Conte, biologo esperto di ecosistemi acquatici. 

“Partiamo col dire che una moria di pesci di questo tipo è un fatto fisiologico in un corso d’acqua come il Lura. In un torrente, quale è quello saronnese, naturalmente la vegetazione crea delle gallerie verdi che contribuiscono ad ridurre l’evaporazione e a mantenere diverse pozze d’acqua in cui i pesci possano superare l’estate. Nel caso nel Lura la conformazione del tratto saronnese fa si che ci sia quasi un’unica pozza, non a caso dopo zona coperta. I pesci, soprattutto vaironi, tinche e cavetani soprattutto, si riuscono tutti lì consumano il poco ossigeno presente e così gli esemplari più grandi muoiono

Cosa si può fare a questo punto?

“Ci sono delle soluzioni d’emergenza, come avvenuto negli ultimi giorni a Saronno, si possono portare i pesci in un’altro corso d’acqua. In questo caso con un elettrostorditore si raccolgono i pesci e poi li porta altrove, ad esempio a monte, in un tratto più fornito o in un altro corso d’acqua ad esempio nell’Olona. E’ una soluzione che può essere fatta nei momenti critici ma meglio ancora anche a fine luglio primo che la situazione diventi emergenziale”.

In passato si è provveduto a pompare acqua nella pozza scelta fatta recentemente anche dall’Amministrazione comunale, una soluzione utile? 

Sicuramente una soluzione tampone . Forse la soluzione più risolutiva sul fronte di fornire l’acqua sarebbe quella di costruire un pozzo che peschi in prima falda a monte della pozza in modo da poterla rifornire”

Queste le soluzioni d’emergenza e invece come interventi di lungo periodo?

“Si tratta di ricostruire le gallerie verdi del torrente ed evitare che si crei una sola grande pozza. Come è facilmente intuibile sono interventi che coinvolgono il letto del torrente, gli argini e la vegetazione. Si dovrebbe rimodellare i tratti del Lura in modo da preservare l’acqua. Si tratta di operazioni che possono essere realizzate in un paio d’anni con un investimento che può andare dalle diverse centinaia di migliaia di euro ai diversi milioni di euro. Ci sono anche alcune progettualità e alcuni bandi che mettono a disposizione fondi per questo genere di attività si tratta di attivarsi ed intercettarli”.

2 Commenti

  1. Ringrazio il biologico Giulio Conte per i suggerimenti ,a Saronno sono in arrivo 500.000 da un bando regionale legato alla rigenerazione urbana di un una parte è destinata alla riqualificazione delle sponde del lura , non conosco nel dettaglio il progetto ma sicuramente le sue indicazioni possano essere utili al progetto stesso e si spera che l’amministrazione ne faccia buonuso

  2. Interventi che andavano fatti quando qualcuno lavorò sul Lura, solo che allora si negò tutto per non individuare le precise responsabilità (e costi) e intervenire. Ora toccherà cercare assolutamente un fondo per cercare di migliorare un torrente che sta tornando alla vita in maniera incredibile.

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