SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la nota di Tim in merito alla fibra a Saronno.

In merito all’articolo “Fibra, Ciceroni: serve vigilare sull’asfalto dopo i lavori” pubblicato lo scorso 13 maggio, Tim desidera fare alcune precisazioni.

Contrariamente a quanto affermato, la rete Tim è a disposizione di tutti gli operatori come previsto in materia dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Nell’ambito di tale quadro normativo, che garantisce la concorrenza, sono gli stessi operatori alternativi a decidere se avvalersi o meno della rete TIM per fornire connettività ai propri clienti.

Inoltre, è destituita di ogni fondamento e non rispondente al vero l’affermazione secondo la quale la rete di un concorrente risulti essere più performante a parità di tecnologia.

Per quanto riguarda i piani di copertura del territorio comunale, Tim precisa che tali interventi, di durata triennale, prevedono il cablaggio di 13.500 unità immobiliari a fine programma e che ad oggi ne sono state collegate oltre il 30%. Tali piani afferiscono ad investimenti di natura privata che non beneficiano di alcun finanziamento pubblico e vengono pianificati dalla società sulla base delle proprie esigenze operative, chiedendo preventivamente l’autorizzazione agli uffici comunali preposti.

Infine, in merito all’interruzione dei lavori nel comune di Gallarate, l’azienda desidera precisare che lo stop avvenuto lo scorso aprile era dovuto al fermo da parte di alcuni fornitori conseguenti le note congiunture internazionali del momento, criticità che sono state condivise con l’Amministrazione locale interessata e poi superate.

8 Commenti

  1. Continuo a non capire perché l’Amministrazione non si sia imposta per ridurre il numero degli armadietti, imponendo agli operatori di servirsi di un’unica unità condivisa, invece di affollare gli angoli delle strade, ciascuno, con la propria installazione che, oltre ad essere di impatto per l’arredo urbano ed il consumo del suolo, offre un argomento per ripetute vandalizzazioni.

    Senza contare che, alle cabine già presenti, se ne aggiungerà una ulteriore (da qui anche la perplessità sulla sovrapposizione dei servizi, ovvero tra la “vecchia” fibra e quella “nuova”, senza che nessuno ci spiegasse se, almeno fino all’armadio, non si potesse ri-impiegare quella esistente distribuendola poi, ai singoli appartamenti).

    • Esistono delle leggi nazionali in tal senso quindi il sindaco non può andare contro al massimo può imporre dei limiti urbanistici (es. Può prevedere in centro degli armadietti interrati). Per quanto riguarda “vecchia” e “nuova” non si può riutilizzare perché questo significherebbe togliere il servizio a chi lo ha già con la tecnologia fibra misto rame e non è detto che il cliente finale vuole cambiare (e l’operatore finale o di accesso non può decidere in autonomia). Pensi che per eliminare vecchia tecnologia ATM occorrono autorizzazione delle autorità competenti ed accordi con gli operatori di vendita (con previsione di dismissione di almeno 5-8 anni per tutto l’iter amministrativo).

      • Esatto, non capisco come l’amministrazione di saronno potrebbe imporsi per ridurre il numero di armadietti. A volte vedo idee stravaganti

        • L’amministrazione comunale può però imporre che vengano realizzati armadi sotterranei: all’occorrenza vengono alzati e sistemati.
          Ovvio: all’azienda costerà di più.

  2. 13500 su un totale di?
    Ci sono accordi quadro per i quali alcuni operatori non si avvalgono dell’infrastruttura Tim. Quindi, a Saronno, questi operatori saranno “tagliati fuori”

  3. ? Un po’ come alla concorrente OF su cui moltissimi operatori non hanno accordi e quindi sono “tagliati fuori”.🙂
    Perdonami ma un operatore ha due alternative:
    – Farsi una rete propria come fanno moltissimi operatori locali su determinate zone
    – Fare contratti di accesso wholesale con chi ha la rete.

    Non esiste in nessuna parte del mondo che un operatore di rete dia accesso senza un contratto. Poi se vivi nel paese dei balocchi..

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