VARESE – “In questo mese il Partito Democratico ha fatto una grande operazione di responsabilità, accettando compromessi per creare un campo largo che fosse adatto ad affrontare le elezioni con questa legge elettorale e che creasse una vera alternativa alla destra”: inizia così una riflessione del consigliere regionale del Varesotto, Samuele Astuti, esponente del Pd di Varese, sulle recenti vicende della politica nazionale.

La legge elettorale vigente richiede necessariamente la creazione di intese e alleanze più forti possibili. Il Pd ha fatto un evidente sforzo, cercando di creare questo campo e un’offerta politica credibile per gli elettori. Le scelte degli altri attori politici che ne sono conseguite, seppur legittime, non hanno certo rafforzato questo progetto. Lo strappo, che definirei improvviso, di Calenda non ha fatto bene; l’accordo con Pd e +Europa è stato rotto da un giorno all’altro, con motivazioni che comprendo a fatica. In questo momento però non trovo utile pensare a quello che gli altri hanno fatto/deciso, penso che sia giusto concentrarsi sul nostro programma e sulla nostra visione per il futuro del nostro paese, cercando di essere il più inclusivi possibili, senza venir meno ai nostri valori. Sono convinto che questa sarà la nostra vera sfida: dobbiamo assicurarci la fiducia di coloro che ci hanno sempre sostenuto, quegli elettori di sinistra che riconoscono al Pd una vera anima riformista e fare un lavoro importante con gli alleati di +Europa per quanto riguarda coloro che guardano più al centro. Non solo, viviamo una fase storica in cui le persone che sono disposte a votare partiti diversi rispetto a quelli che votano storicamente sono sempre di più, e sarà importante creare proposte per essere un punto di riferimento anche per quegli elettori che, non hanno mai votato Pd, e in questo momento ci riconoscono affidabilità e visione.

Come, però, si possono raggiungere tutte queste sensibilità? Come si passa dalla visione alla proposta? Prima cosa: la premessa che rende possibile la fattibilità di molti punti programmatici che abbiamo in serbo è la realizzazione delle riforme necessarie per portare a casa le risorse del Pnrr, che sono la condizione per poter rendere il paese più giusto e moderno. Per questo, non si possono più chiudere gli occhi su disuguaglianza sociale (che significa anche disuguaglianza tecnologica), di genere e sull’emergenza climatica. Dobbiamo raccontare bene come vogliamo concretizzare queste battaglie. La presentazione del simbolo elettorale è stato un passaggio molto importante in questo senso, lo è ancora di più la scelta dei 10 punti fondanti del programma:
-Un mese di stipendio in più all’anno.
-Parità salariale tra uomini e donne.
-Aumento dello stipendio per gli insegnanti.
-Italia rinnovabile: 470mila nuovi lavori green.
-Stage extra-curriculari vietati per legge.
-45mila medici di famiglia in più.
-2.000 euro l’anno per l’affitto degli under35.
-500.000 nuovi alloggi popolari in 10 anni.
-Avanti sui diritti civili: subito DDL Zan.
-Ius Scholae: chi studia in Italia è italiano.
-Prima l’ambiente, con la scienza contro l’emergenza climatica.
Su queste e su tante altre proposte si fonderà la campagna elettorale, che ci permetterà di essere la vera alternativa per chi non ha intenzione di votare la destra sovranista che vuole modificare non solo il Pnrr ma addirittura la nostra Costituzione, vuole una misura ingiusta come la flat tax e chiudere gli occhi sui diritti civili

(foto archivio: Samuele Astuti)

17082022

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