SARONNO – ORIGGIO – UBOLDO – CARONNO – Ecco il testo integrale della missiva inviata dal Comitato Prospettive Area Ex-Novartis, costituitosi ufficialmente nelle scorse settimane, alle amministrazioni dei comuni di Origgio, Uboldo, Caronno Pertusella e Saronno chiedendo di aprire un tavolo di confronto con i privati intenzionati all’acquisto dell’area nei pressi della Strada Provinciale Varesina, dove aveva sede la storica azienda Novartis.

All’attenzione dei consiglieri comunali di Origgio, Uboldo, Saronno, Caronno Pertusella
Alla proprietà dell’area Novartis Origgio

L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità
sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà,
alla dignità umana.
Così recita l’art.41 della Costituzione della Repubblica italiana. La nostra Costituzione.
Siamo in un periodo storico che la specie umana non ha mai affrontato. Il cambiamento
climatico sta rendendo vaste regioni della terra inabitabili.
Abbiamo poco tempo per impedire la nostra stessa estinzione: al ritmo di 42 miliardi di
tonnellate di CO2 emesse in atmosfera ogni anno il “carbon budget” di 290 miliardi di
tonnellate di cui disponiamo è destinato ad esaurirsi in 6 anni1. Un aumento ulteriore delle
emissioni non farà altro che ridurre il tempo a nostra disposizione per effettuare la
transizione verso un modello economico sostenibile.
Il cambiamento climatico è qui e sta avvenendo adesso sotto i nostri occhi. Il 2022 si
classifica fino ad ora in Italia come l’anno più caldo e più arido di sempre2. Più la
temperatura media planetaria si alza e più aumenta la frequenza e l’intensità di eventi
atmosferici estremi.
I cittadini sono sempre più impattati da queste anomalie meteorologiche (grandine,
allagamenti, ondate di calore, siccità). Quanto costa all’amministrazione pubblica (quindi a
noi cittadini), in termini di denaro e risorse umane (vigili del fuoco, protezione civile, ecc.)
intervenire per ripristinare i danni provocati da questi fenomeni estremi? Quanto stanno
spendendo i cittadini di Origgio e del Saronnese per riparare le auto e i tetti danneggiati dalla grandine e dagli allagamenti? Quanto sta costando la siccità agli agricoltori e agli allevatori del Saronnese ?
L’assenza di parchi, fontane, piste ciclabili, viali alberati, trasforma le nostre città in isole di
calore e quindi, per rinfrescare le nostre case, i nostri luoghi di lavoro, ecc , si prolungano i
tempi di accensione dei climatizzatori alzando così di fatto i consumi e i costi dell’energia
elettrica. La mancanza di un polmone verde tra Saronno, Caronno Pertusella e Origgio
favorisce inoltre la formazione di isole di calore e quindi l’insorgenza di fenomeni climatici
estremi, come grandine e pioggia torrenziale. I cittadini facenti parte del comitato temono
anche che l’eccessiva cementificazione del territorio porti al dissesto idrogeologico 3.
Chi sono i responsabili a cui chiedere conto di questi danni?

Nell’era iperconnessa dell’Antropocene, in cui l’umanità ha il controllo completo del pianeta,
ciò che pare ancora più sorprendente, è che si pensi di continuare a perpetuare un modello
che, nel nostro territorio, sta producendo disastri.
Un esempio lampante del “laissez-faire” è la discarica di Gerenzano. Realizzata negli anni
‘70 nella cava privata Porro-Castelli senza opere di impermeabilizzazione, contamina ancora
oggi le falde di Uboldo e Gerenzano. Una scelta che oggi costa ai cittadini 4 Milioni di euro
solo per spostare il letto del torrente Bozzente (e ancora non si è parlato di bonifica) e che
richiede il funzionamento h24 di una barriera idraulica per evitare un ulteriore spandimento
degli inquinanti.
Oggi un’altra potenziale minaccia per l’ambiente del Saronnese si sta profilando
all’orizzonte: la dismissione da parte di Novartis dei suoi edifici in favore di una società che
vanta fra i suoi clienti grosse aziende che lavorano nel settore della logistica. E’ una
questione di responsabilità sociale. Durante le ore di punta la zona nord-est di Origgio è
già congestionata dal traffico rendendo impossibile agli Origgesi l’accesso ai servizi di
Saronno. L’uso della bicicletta o di altri mezzi ecologici è fortemente penalizzato per la
mancanza di un percorso ciclo-pedonale protetto, nonché di un trasporto pubblico efficiente
che disincentivi l’uso dell’auto privata.
Ed è qui che ritorna prepotente il richiamo alla nostra Costituzione, che impone regole
all’economia privata per tutelare l’uomo, la salute e l’ambiente. Per questo riteniamo che le
amministrazioni e le aziende coinvolte debbano usare tutti i mezzi disponibili per creare un
modello di sviluppo sostenibile e contrastare il cambiamento climatico. Il comitato chiede che il recupero dell’area ex-Novartis venga effettuato secondo logiche ambientali, economiche e sociali sostenibili.

In particolare:

  • un miglioramento sostanziale dell’ambiente e della viabilità nella zona a nord-est di Origgio,
    aumentando la vivibilità del quartiere.
  • Che le imprese subentranti nell’insediamento operino secondo un elevata responsabilità
    sociale, etica e ambientale.
  • La valorizzazione architettonica e storica del patrimonio edilizio degli edifici Ex-Novartis.
  • Che venga esteso il vincolo dei PLIS Lura e Mughetti sulle aree adiacenti e che venga
    tutelato il patrimonio arboreo all’interno dell’insediamento per cercare di mitigare le ondate di
    calore estive che, purtroppo, saranno destinate a ripetersi sempre più spesso e sempre più
    forti nei prossimi anni.
  • Che il comune di Origgio attivi uno strumento di consultazione pubblica per questo ed altri
    progetti fortemente impattanti sull’ambiente.
  • Che il Comune di Origgio si faccia capofila di altri Enti pubblici (Comuni limitrofi, Provincia,
    Regione) nell’affrontare le problematiche che seguiranno con l’arrivo di nuovi proprietari
    sull’area in questione, dando prova di grande sensibilità ai problemi ambientali.
    Il comitato invita le parti coinvolte – aziende e amministrazioni – a partecipare ad un tavolo
    istituzionale di confronto.