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SARONNO - Sono le commissioni consiliari il nuovo terreno di scontro tra maggioranza ed opposizione. A rendere pubblico il nodo è una nota congiunta del centrodestra saronnese firmata da Raffaele Fagioli (Lega), Gianpietro Guaglianone (FdI) e Agostino De Marco (Fi) che rimarcano l'impegno dei propri delegati e stigmatizzano il tentativo della maggioranza di forzare il regolamento.

Al centro della vicenda i posti di presidenti lasciati vuoti da Obiettivo Saronno. Dopo le dimissioni di Lorenzo Puzziferri, Cristiana Dho e Luca Amadio le minoranze spiegano che, in base alla norma, la guida delle commissioni spetti ai vicepresidenti visto che non è normato in nessun modo le dimissioni del presidente ne tantomeno la rielezione. Un'occasione quella dei vicepresidenti di utilizzare questi spazi di confronto e di lavoro e rilanciare temi "su cui l'amministrazione non ha brillato" e in cui "commissioni e vicepresidenti potrebbero diventare uno stimolo"

Ecco la nota congiunta

I vicepresidenti delle commissioni miste M6 Commercio e attività produttive, M9 Istruzione e Politiche giovanili, M10 Sport e Benessere sono chiamati a sostituire i dimissionari presidenti, secondo quanto previsto dal regolamento delle commissioni.

I vicepresidenti, nominati in quota centrodestra quali rappresentanti della minoranza in consiglio, assolveranno alle responsabilità connesse al loro ruolo nell’interesse della città e del consiglio comunale.

I settori interessati, ovvero commercio, sport e giovani, sono settori nei quali l’amministrazione non ha brillato fino ad oggi; i vicepresidenti vogliono essere da stimolo per gli assessori competenti.

Si evidenzia l’ennesimo scivolone dell’amministrazione che ha istituito e approvato le regole delle commissioni che oggi pensa di reinterpretare a proprio uso e consumo dopo l’abbandono dei rappresentanti di Obiettivo Saronno. Chiedere ai vicepresidenti di convocare le commissioni per l’elezione dei nuovi presidenti di maggioranza è una forzatura: il regolamento istitutivo non preveda né la casistica delle dimissioni e tanto meno la rielezione di un presidente.

In bocca al lupo a Riccardo Guzzetti, Pasqualino Cao e Marina Ceriani per questa stimolante avventura.


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SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo la nota di Agostino De Marco sull'ex Isotta Fraschini.

Ho letto in questi giorni le riflessioni di un cittadino, Nicola Gilardoni, per molti anni autorevole Consigliere Comunale, sulla ex Isotta Fraschini e, oggi, il resoconto del consigliere Gianpietro Guaglianone sulla bonifica dell’area dismessa “ Isotta Fraschini”, attualmente di proprietà di una società saronnese “Saronno città dei beni comuni s.r.l.“.

Premesso che, come cittadino sono favorevole a qualsiasi intervento di riqualificazione delle aree dismesse della nostra città  (Vedasi un mio precedente articolo sulla “ Cantoni”)  ritengo necessario però fare chiarezza, in particolare su due aspetti della vicenda: 1) il primo urbanistico; 2) il secondo la bonifica dell’area.

1)      Aspetto urbanistico:

Quando un normale operatore del settore propone un intervento edilizio tramite un Piano Attuativo, ciò comporta una serie di proposte planivolumetriche in un confronto diretto e continuo con l’Amministrazione Comunale nella persona dei vari assessori di riferimento, in particolare l’assessore all’Urbanistica (oggi alla Rigenerazione Urbanistica), e del Sindaco stesso, che solitamente è il decisore ultimo.

Questo percorso che coinvolge gli operatori normali può durare anni, in alcuni casi decenni, come risulta dalla prassi e dai rapporti ordinari con il Comune di Saronno.

Alla conclusione del percorso e del confronto, si giunge ad un progetto planimetrico che definisce con precisione quali siano le aree da cedersi al Comune e quali restino nella disponibilità dell’operatore, alla luce delle previsioni generali del PGT.

Nel caso dell’Isotta Fraschini, il Comune di Saronno deve avere in cessione circa 60.000 mq su una superficie territoriale complessiva di circa 120.000 mq, un’area, quindi, di rilevante importanza, non solo quantitativa, ma pure qualitativa.

All’Istituzione Comune, come è sempre stato finora e che rappresenta tutti i cittadini saronnesi, spetta la decisione di che cosa fare di questa area in cessione e allo stesso tempo dove collocare la stessa all’interno del Piano Attuativo anche e soprattutto in funzione di possibili utilizzazioni future dell’area ceduta.

Gilardoni parla semplicisticamente di occasione da non perdere; e avrebbe ragione in teoria, se ci trovassimo di fronte ad un percorso amministrativo-urbanistico normale; però non mi pare proprio che da parte degli operatori, che si autodefiniscono “benefattori”, sia iniziato un percorso di cui sopra.

Personalmente, apprezzo moltissimo le iniziative che la società proprietaria dell’area si propone di portare a Saronno (l’Accademia di Brera, riqualificazione della ex-scuola Bernardino Luino, studentato), ma ho purtroppo la sensazione che gli attuatori non considerino – come dev’essere - il Comune come il loro interlocutore istituzionale, ma lo riducano a un mero esecutore delle loro volontà.

Con una massiccia ed abile attività informativa ed illustrativa unilaterale, una vera e propria campagna pubblicitaria, la società attuatrice sta ingenerando nell’opinione pubblica una forte aspettativa, focalizzata sul progetto dell’arrivo dell’Accademia di Brera, sicuramente suggestivo, e della creazione di un parco, atteso da decenni; nel contempo è silente sulle altre funzioni ed edificazioni da realizzare sull’enorme comparto, pari a ben 210.000 metri cubi.

Ho la sensazione che l’opinione pubblica, influenzata dalla nota campagna pubblicitaria, a cui partecipano archistar e grandi nomi, sta iniziando a convertirsi in una potente forma di condizionamento dell’Amministrazione Comunale e, in particolare, del consiglio comunale, messi quasi in soggezione, così da apparire come dei rallentatori o degli incompetenti a confronto con la lungimiranza degli attuatori.

2)      La bonifica dell’area

Personalmente sono d’accordo con la proprietà che vuole riqualificare “il bosco“ (quello che viene indicato nella bonifica come terzo lotto): mantenere una boscaglia inaccessibile come richiesto dal rappresentante della Regione non ha senso con un intervento di riqualificazione e rigenerazione dell’intera area.

Il vero problema è la bonifica realizzata mediante l’analisi di rischio, dove non si comprende se le aree cedute al Comune siano puntualmente individuate.

Fino ad oggi, il Comune di Saronno non ha mai accettato che le aree in cessione non avessero il bollino blu della bonifica.

Preciso, sommariamente, che l’analisi di rischio è l’analisi sito specifica degli effetti sulla salute umana derivanti dall’esposizione prolungata all’azione delle sostanze contaminate presenti nel terreno.

Una volta effettuata l’analisi di rischio, se l’analisi non dà rischio allora la procedura è chiusa; se invece dà rischio, allora bisogna mettere in sicurezza l’area, con una messa in sicurezza permanente cioè l’insieme degli interventi atti a isolare in modo definitivo le fonti inquinanti rispetto al terreno circostante e a garantire un alto livello di sicurezza rispetto alle persone e all’ambiente.

In questo caso sono previste limitazioni d’uso rispetto alle previsioni degli strumenti urbanistici, ossia vengono messe delle limitazioni al suo futuro utilizzo. Ciò non significa che non possano essere più utilizzati, ma il nuovo intervento dovrà essere sottoposto a nuova analisi di rischio per vedere se questo aumenta il rischio rispetto alle condizioni precedenti.

E nel caso di rischio aumentato rispetto alle previsioni iniziali il (nuovo) proprietario, il Comune, si dovrebbe accollare tutte le ulteriori spese di bonifica.

In senso generale, comunque, l’analisi di rischio consente un inferiore asporto e smaltimento di terreni in quanto non si bonifica, però nel contempo vincola l’area, che sarà soggetta a monitoraggio per gli anni successivi. Tutte queste informazioni sono riportate nell’articolo 240 al comma 1, punto O e S, e all’articolo 242, comma 4 del Decreto Legislativo 152/2006.

C’è da chiedersi se la “semplificata” procedura dell’analisi di rischio sia compatibile con gli interessi pubblici incarnati dal Comune di Saronno e, soprattutto, con l’effettiva sanificazione dell’area a tutela della salute pubblica.

C’è anche da chiedersi se questa procedura comporti dei vantaggi solo per gli attuatori, che vedono di molto ridotti i costi di bonifica e risultano indirettamente favoriti nei confronti degli altri operatori.

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SARONNO - "In risposta alle supposizioni lette sulla stampa stamattina, mia intenzione è essere chiaro e trasparente come sono stato con i miei alleati del centro destra: Fratelli di Italia e Lega".

Inizia così la nota di Agostino De Marco consigliere comunale di Forza Italia che risponde alla ridda di voci ed ipotesi suscitate dalla sua nota di lunedì e riportate stamattina da ilSaronno.

"Ritengo opportuna, quindi, una premessa che riguarda la politica saronnese che a mio parere rispecchia quasi fedelmente quella nazionale, destabilizzata dai cinque stelle e dal loro fin troppo banale populismo.
Dico questo pensando a quando, in conclusione della campagna elettorale, la candidata sindaco di Obiettivo Saronno, nell’ incontro con gli altri candidati e rivolgendosi a questi ultimi, dichiarò che loro avevano rovinato Saronno, salvo poi allearsi con la sinistra per un posto in giunta…

Oggi questa amministrazione si trova in una situazione di grande difficoltà per essersi fidata di queste persone che avanzano ancora il merito di voler cambiare il mondo, per fortuna il tempo è sempre signore. Voglio, a questo punto, tranquillizzare tutti: finché sarò consigliere comunale di Forza Italia rimarrò coerentemente nel centrodestra e non farà nessuna alleanza con questa amministrazione, nè sarò al traino delle volontà di Obiettivo Saronno.

In politica come nella vita, si dice “mai dire mai”, ma tutti sanno che non sono mai venuto meno ad una parola data condividendo idee e visione e ho dimostrato sempre lealtà politica.

Sono sempre stato un uomo libero , non ho debiti politici da onorare nè favori da chiedere e di questo mi sono testimoni tutti i Sindaci di Saronno di questi ultimi vent’anni. Oggi non mi ritengo condizionabile da alcuno a fare ciò che ritengo giusto ed opportuno, politicamente prima , personalmente dopo. Mi ritengo anche libero di esprimere opinioni che non offendono nessuno con l’obiettivo di vedere la realtà nel suo complesso. Spero di essere stato chiaro.

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SARONNO – La nota di ieri mattina di Agostino De Marco è stata a dir poco esplosiva per la politica saronnese. C’è chi centristi, democristiani diciamo più genericamente moderati, l’ha accolta come un’epifania. Chi ci ha visto una necessaria apertura e una “dichiarazione d’intenti” per un futuro ingresso di maggioranza.

I più sognatori hanno persino avuto un dejavu: una giunta in affanno con Forza Italia che passa dall’opposizione alla coalizione di maggioranza con l’ingresso nella squadra del sindaco di un esponente azzurro. E il fatto che tra i forzisti ci sia una donna con esperienza che non è mai stata in giunta in passato rispondendo così all’identikit del sindaco Augusto Airoldi sembra la prova del nove. Senza contare che il voto di Forza Italia sarebbe oro in un consiglio comunale dove per effetto dell’uscita di Obiettivo Saronno il sindaco Airoldi conta solo di 13 voti contro i 12 dell’opposizione. Sembra poca cosa ma passare a 14 a 11 non risolverebbe i problemi ma certo farebbe tirare un sospiro di sollievo.

Happy end in arrivo? Un po’ presto per dirlo visto che c’è anche chi, chiamoli democratici, ha accolto la presa di posizione di De Marco come una nefasta profezia. Digerita l’alleanza con la civica Con Saronno si ritrovano, per l'uscita di Obiettivo Saronno, nelle mani del presidente Pierluigi Gilli per continuare a governare. Malgrado la stagione politica nazionale autorizzi a pensare ad un allargamento a Fi (per il quale qualche passo si sta facendo anche a Varese) non riescono proprio a mandare giù questa possibilità. Davvero un boccone troppo amaro per essere sicuri che venga digerito da tutto il consiglio comunale dove, come detto, ogni voto è cruciale.

Quindi le dichiarazioni di De Marco resteranno l’amarcord di un politico navigato? Probabilmente si ma siccome “a pensar male si fa peccato ma quasi sempre si indovina” si può leggerle anche come l’apertura ad un sostegno più sottile e strategico fatto di voti di responsabilità, assenze o astensioni strategiche. Arte in cui, la scuola democristiana, insegna ad eccellere.

Alle prossime sedute di consiglio comunale, ardua sentenza.


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SARONNO - "In questi giorni mi è tornato spesso in mente l’onorevole dei Cinque Stelle, Di Maio, quando chiedeva l’impeachment per Sergio Mattarella e quando anche altri politici non riconoscevano Mattarella come il proprio presidente. Il Presidente Mattarella in quell’occasione non rispose alle provocazioni, non solo perché rappresentava la più alta carica istituzionale, ma anche per una provenienza politica che oggi molto rimpiangono: la Democrazia Cristiana"

Inizia così la nota di Agostino De Marco consigliere comunale di Forza Italia in merito alla situazione politica a partire dalla vicenda Rodari con un forte affondo contro Obiettivo Saronno.

"Chi, come me, sedeva negli anni ottanta intorno a quel tavolo della direzione della Dc in via Pietro Micca, sono quasi sicuro che non riesca a nascondere una certa nostalgia. Io ascoltavo con interesse (quasi come uno studente nei confronti di un docente) ma anche con grande rispetto, persone di grande spessore culturale e politico che non andavano mai sopra le righe e con umiltà e moderazione si confrontavano con tutti i presenti.

Ricordo la signorilità di Angelo Tettamanzi, la dialettica di Pierluigi Gilli. Ricordo Luciano Porro e verso la fine degli anni Ottanta Augusto Airoldi. C’era una dialettica interna anche molto forte sulle varie problematiche che si affrontavano, ma c’era sempre il rispetto verso la persona e chi militava in altro partito veniva considerato avversario politico non un nemico da abbattere e da denigrare fino al limite della diffamazione.

Oggi vedo con molto sconcerto nuove generazioni di politici locali pieni di sé e sempre pronti a fare grandi proclami per dimostrare di essere i più bravi, pieni di certezze. Non si mettono mai in discussione, come se avessero sempre la verità in tasca.

Ciò è accaduto anche ultimamente nel caso Rodari. Non è mio il compito di individuare le responsabilità individuali ma certamente la Commissione d’Inchiesta, che sarà autorizzata nel prossimo Consiglio Comunale, farà definitivamente chiarezza.

Credo che oggi sia arrivato il momento di un bagno di umiltà per queste persone che intendono la politica come un palcoscenico per dimostrare di essere solo dei bravi attori"


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[post_title] => Amarcord democristiano per De Marco prima dell'affondo contro chi "pensa la politica come un palcoscenico" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => amarcord-democristiano-per-de-marco-prima-dellaffondo-contro-chi-pensa-la-politica-come-un-palcoscenico [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2022-01-31 06:11:08 [post_modified_gmt] => 2022-01-31 05:11:08 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=277631 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 27 [filter] => raw ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 267580 [post_author] => 1 [post_date] => 2021-11-10 05:59:00 [post_date_gmt] => 2021-11-10 04:59:00 [post_content] =>

SARONNO - Non si accontentano dei tour del primo cittadino per incontrati i commerciati e neanche i "no" del presidente del consiglio comunali li hanno fermati. I 3 capigruppo di centrodestra, Raffaele Fagioli, Gianpietro Guaglianone e Agostino De Marco hanno deciso di tornare alla carica affinchè il consiglio comunale affronti il tema del commercio.

In una nota congiunta i gruppi consiliari Lega Lombarda, Fratelli d'Italia e Forza Italia annunciano di aver depositato al protocollo la richiesta di convocazione di un consiglio comunale per trattare la mozione sul Commercio che il presidente Gilli aveva respinto. Il testo della mozione è stato rivisto nella sua parte deliberativa onde evitare che ci possano essere ulteriori appigli per dichiararla inammissibile.

I gruppi consiliari hanno deciso di chiedere la convocazione consiglio comunale ai sensi del tuel articolo 39 comma 2 e del regolamento del consiglio comunale ove è previsto che il presidente consiglio comunale debba convocare e svolgere entro 20 giorni dalla richiesta un consiglio comunale se sottoscritto da almeno un quinto dei consiglieri assegnati.

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[post_title] => Centrodestra torna alla carica e chiede un consiglio comunale per affrontare il tema commercio [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => centrodestra-torna-alla-carica-e-chiede-un-consiglio-comunale-per-affrontare-il-tema-commercio [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-11-10 06:28:27 [post_modified_gmt] => 2021-11-10 05:28:27 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=267580 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 12 [filter] => raw ) [6] => WP_Post Object ( [ID] => 265606 [post_author] => 1 [post_date] => 2021-10-28 05:58:00 [post_date_gmt] => 2021-10-28 03:58:00 [post_content] =>

SARONNO - Il consiglio comunale, che non si rinunisce dallo scorso agosto, non affronterà la mozione a sostegno del commercio presentata da FdI, Lega e Fi. Ieri il presidente del consiglio comunale Pierluigi Gilli ha deciso, nonostante parere favorevole di quattro capigruppo su otto, ha deciso di dichiarare inammissibile la mozione.

Dura la presa di posizione delle minorenza che partino riassumendo la posizione: "A Saronno le difficoltà della maggioranza stanno rendendo impegnativa la normale vita politica e democratica della città.
Il contesto è arcinoto in città: i commercianti si sono lamentati in più di un’occasione di diverse situazioni che stanno caratterizzando Saronno – su tutte la riqualificazione di via Roma che ha tolto i due terzi dei parcheggi a disposizione, e il criterium che ha paralizzato la città di sabato mettendo in difficoltà la viabilità e i commerci. Se a questo si aggiungono le difficoltà della ripresa post pandemica, le recenti dimissioni della dott.ssa Mazzoldi da assessore e i soldi che dovrebbero arrivare con PNRR, le forze di opposizione hanno ritenuto di suggerire all’attuale giunta di dare maggior rilievo alle esigenze dei commercianti, magari liberando in neo assessore D’Amato dalla delega al commercio e consentirgli di dedicarsi alla già impegnativa e delicata delega al Bilancio. Mimmo D’Amato è sicuramente uomo che merita la fiducia del sindaco ma, vista la situazione straordinaria, prevedere una figura che potesse essere anche momentaneamente dedicata al commercio saronnese e al suo sviluppo, ci pare essere un’eventualità che meriti almeno di poter essere discussa in serenità con tutte le forze politiche cittadine. Quindi le forze di opposizione hanno presentato una legittima mozione indirizzata a garantire proprio una maggiore attenzione a favore del commercio cittadino, e un democratico confronto nella sede del consiglio comunale".

Da subito sono emerse delle difficoltà per il passaggio in consiglio comunale: "Nei corridoi della politica si vociferava da oltre una settimana che il presidente del consiglio comunale avrebbe voluto dichiarare inammissibile tale mozione: quello stesso presidente Gilli che nel suo discorso di insediamento, non più tardi di un anno fa, dichiarava: ”Non mi limiterò pertanto a troncare, sopire, come sussurra il Conte Zio nei Promessi Sposi. Non mi basterà raggiungere l’obiettivo di sedute consiliari ordinate, tranquille e magari anche noiose. Mi adopererò per suscitare un concorso di opinioni che sia produttivo e utile per la nostra città con il rispetto dei ruoli di maggioranza e di opposizione assegnati dai cittadini e dalle linee direttive dettate dal Sindaco“.

Voci che ben presto hanno trovato conferma: "Lo scorso 25 ottobre è pervenuta ai capigruppo una doppia informativa da parte di presidente e segretario generale che, dubitando sulla legittimità di tale mozione, sembrava voler influenzare il parere delle forze politiche riguardo alla discussione che le forze di opposizione avrebbero voluto portare in consiglio".

Da qui i dubbi dei presentatari della mozione Gianpietro Guaglianone, Raffaele Fagioli e Agostino De Marco: "Ci domandiamo cosa ci sia di illegittimo e “contro la legge” richiedere al sindaco, unico responsabile per legge nell'assegnazione delle deleghe agli assessori, di discutere e valutare una soluzione più conforme al momento straordinario riguardo un’importante delega come quella al commercio, che meriterebbe un’impegno aggiuntivo rispetto al solito".

Di idea ben diversa il numero uno dell'assemblea cittadina come spiega la chiosa del comunicato: "Il presidente Pierluigi Gilli, uditi i capigruppo, ha deciso per l'inammissibilità della mozione nonostante il capogruppo Luca Amadio di Obiettivo Saronno abbia portato un contributo circostanziato a favore dell'accettazione della mozione. E dunque, nonostante il parere favorevole di quattro capigruppo su otto, il Presidente ha assunto una decisione che lascerà il segno per lungo tempo".

[post_title] => Non arriverà in consiglio comunale la mozione sul Commercio. I presentatari: "Gilli l'ha dichiarata inamissibile" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => non-arrivera-in-consiglio-comunale-la-mozione-sul-commercio-i-presentatari-gilli-lha-dichiarata-inamissibile [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-10-28 11:32:17 [post_modified_gmt] => 2021-10-28 09:32:17 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=265606 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 34 [filter] => raw ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 261312 [post_author] => 1 [post_date] => 2021-09-28 05:58:27 [post_date_gmt] => 2021-09-28 03:58:27 [post_content] => SARONNO - ROVELLO PORRO - TURATE Traffico in tilt per i tir in mezzo alla strada posizionati dalla banda che preso di mira il deposito dei monopoli. https://ilsaronno.it/2021/09/27/rovello-porro-turate-tir-in-mezzo-alla-strada-traffico-in-tilt-per-un-blit-ai-monopoli/ Rave anarchico tra Solaro e Saronno. 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Non c’è più quel muro che racchiudeva un’area dismessa, abbandonata da più di venti anni, occupata spesso abusivamente e teatro di feste notturne che hanno procurato non pochi disturbi e problemi ai residenti della zona" Sono le parole di Agostino De Marco, imprenditore e referente di Forza Italia che torna a parlare di Pgt ed ex Cantoni. "Al suo posto un nuovo supermercato, realizzato in soli sei mesi, che oltre all’investimento nell’ambito dell’economia reale, produrrà nuovi posti di lavoro e sarà certamente più comodo per gli abitanti della zona fare la spesa, e risolve definitivamente gli inconvenienti sopracitati. Ma dietro quella demolizione del muro c’è una lunga storia di burocrazia che parte dal 2006, anno in cui la proprietà presentò la prima richiesta di trasformazione dell’area, stiamo parlando della Cantoni, azienda non più attiva in Saronno dal 2001.nDall’amministrazione Gilli (2004-2009) e successivamente Porro (2010-2015) si sono succeduti una serie di proposte attuative per lo sviluppo dell’area, ma solo nel 2020 con l’amministrazione Fagioli si è giunti alla conclusione dell’iter urbanistico. L’amministrazione Fagioli ha giustamente preteso che alla firma della convenzione fosse terminata la bonifica dell’area con il relativo attestato da parte della Provincia di Varese. 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Quando si chiede “ come va Saronno” dopo quasi un anno di “ amministrazione Airoldi”, chi è nella maggioranza dirà “tutto bene”, chi è all’opposizione “tutto male”.

In qualità di rappresentante di “Forza Italia“, nel primo Consiglio Comunale, ho fatto un intervento di apertura verso questa nuova Amministrazione, sempre nel pieno rispetto dei ruoli, io minoranza all’opposizione, loro maggioranza al governo della città.

In quella occasione ho ribadito che Forza Italia avrebbe fatto un’opposizione costruttiva e non pregiudiziale, ma sempre nel rispetto dei ruoli e per il bene di Saronno.

Non voglio ripetere quanta già scritto che da vari esponenti di Forza Italia sui vari punti richiesti da “ILSARONNO”, che condivido pienamente, mi interessa di più fare le seguenti considerazioni.

Sono andato a rileggermi il programma del candidato Sindaco Airoldi; certo, ci sono cinque anni per realizzarlo, ma ad oggi non ho ancora visto nulla.

Al di là dell’intervento sui marciapiedi di via Roma, predisposto dall’ “Amministrazione Fagioli” ed eseguito sempre con una impostazione ideologica, in quanto sostituire delle piante vecchie e inadeguate con un nuovo filare più consono alle condizioni attuali non si è potuto fare perché sugli alberi di via Roma si è innestata una polemica ad arte e soprattutto ideologica. Il risultato: mantenere delle piante che creeranno i problemi già visti oltre quello di togliere una quindicina di posti – auto, con conseguente difficoltà delle attività commerciali della via Roma.

Commercianti che non hanno il tempo di organizzare cortei dimostrativi né tanto meno lo stipendio assicurato a fine mese.

Stessa situazione sui ponticelli di via D.L. Monza - via F. Reina e sulla pista ciclabile sul tracciato dismesso della tratta ferroviaria Saronno - Seregno: massicciata e ponticelli sono ancora lì e la città è ancora divisa in due da questo tratto di ferrovia dismesso. Mi chiedo se non ci fossero stati i soliti oppositori la soprintendenza avrebbe messo il vincolo?

Adesso il problema è passato a chi lo ha creato, vedremo come e se lo risolverà, intanto la citta aspetta ed è tutto fermo.

Chi ha la responsabilità politica ed amministrativa deve avere il coraggio di assumere decisioni, anche difficili; esempi li abbiamo visti in tanti Sindaci, sia di destra o sinistra o civici, che hanno dato una svolta alla loro città, ma quando queste decisioni risultano inadeguate ad affrontare i problemi, anzi creandone di peggiori, (vedi il rifacimento della via Roma), mi pare che la colpa degli errori scivoli sempre via lasciando l’Amministrazione e la sua Giunta indenni dalle loro responsabilità, sia sotto il profilo morale che etico. La politica ed i politici non ammettono mai i loro errori, le loro mancanze ed inadeguatezze, ma tendono sempre a giustificarli.

Airoldi avrebbe vinto a prescindere, anche non facendo nessuna alleanza e anche senza la lista Gilli, ripagata con un assessorato e con la presidenza del consiglio comunale, ma non ha avuto il coraggio di rischiare ed oggi si trova una coalizione eterogenea, molto litigiosa al suo interno, che va dall’estrema sinistra ad una lista civica (Obiettivo Saronno) che certamente non è vicina alla sinistra e nel contempo vive la politica nella convinzione di una superiorità morale che in politica non ha mai portato nulla di buono.

Le conseguenze di quanto sopra le abbiamo già viste negli ultimi consigli comunali.

Sono certo che l’Amministrazione Airoldi durerà fino alla scadenza naturale, anche se come partito di opposizione non me lo auguro, ma spero vivamente per Saronno che non sia una ripetizione della precedente “Amministrazione Porro” ( 2010 – 2015). Saronno non può permetterselo.

Le domande sono rivolte a tutte le forze politiche presenti in città, a partire da quelle che siedono in consiglio comunale. Potranno rispondere davvero tutti: capigruppo, segretari, consiglieri, candidati, ex e interessati alla politica saronnese. Le risposte verranno pubblicate a partire dal 26 luglio su ilSaronno nella sezione politica (le troverete tutte qui).
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SARONNO - Sono le commissioni consiliari il nuovo terreno di scontro tra maggioranza ed opposizione. A rendere pubblico il nodo è una nota congiunta del centrodestra saronnese firmata da Raffaele Fagioli (Lega), Gianpietro Guaglianone (FdI) e Agostino De Marco (Fi) che rimarcano l'impegno dei propri delegati e stigmatizzano il tentativo della maggioranza di forzare il regolamento.

Al centro della vicenda i posti di presidenti lasciati vuoti da Obiettivo Saronno. Dopo le dimissioni di Lorenzo Puzziferri, Cristiana Dho e Luca Amadio le minoranze spiegano che, in base alla norma, la guida delle commissioni spetti ai vicepresidenti visto che non è normato in nessun modo le dimissioni del presidente ne tantomeno la rielezione. Un'occasione quella dei vicepresidenti di utilizzare questi spazi di confronto e di lavoro e rilanciare temi "su cui l'amministrazione non ha brillato" e in cui "commissioni e vicepresidenti potrebbero diventare uno stimolo"

Ecco la nota congiunta

I vicepresidenti delle commissioni miste M6 Commercio e attività produttive, M9 Istruzione e Politiche giovanili, M10 Sport e Benessere sono chiamati a sostituire i dimissionari presidenti, secondo quanto previsto dal regolamento delle commissioni.

I vicepresidenti, nominati in quota centrodestra quali rappresentanti della minoranza in consiglio, assolveranno alle responsabilità connesse al loro ruolo nell’interesse della città e del consiglio comunale.

I settori interessati, ovvero commercio, sport e giovani, sono settori nei quali l’amministrazione non ha brillato fino ad oggi; i vicepresidenti vogliono essere da stimolo per gli assessori competenti.

Si evidenzia l’ennesimo scivolone dell’amministrazione che ha istituito e approvato le regole delle commissioni che oggi pensa di reinterpretare a proprio uso e consumo dopo l’abbandono dei rappresentanti di Obiettivo Saronno. Chiedere ai vicepresidenti di convocare le commissioni per l’elezione dei nuovi presidenti di maggioranza è una forzatura: il regolamento istitutivo non preveda né la casistica delle dimissioni e tanto meno la rielezione di un presidente.

In bocca al lupo a Riccardo Guzzetti, Pasqualino Cao e Marina Ceriani per questa stimolante avventura.


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