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giuseppe calderazzo

Ex Isotta, M5s: “Si usi un Piano Municipale di Ripresa e Resilienza. Se no sostenibilità dell’intervento resterà superficiale e di facciata”
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Ex Isotta, M5s: “Si usi un Piano Municipale di Ripresa e Resilienza. Se no sostenibilità dell’intervento resterà superficiale e di facciata”
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Ospedale di Saronno, interpellanza di Ob Sar e Calderazzo “per aver risposte dal sindaco anche sui i servizi sociosanitari”
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Saronno, Obiettivo Saronno e l’indipendente Calderazzo chiedono un consiglio comunale aperto sull’ex Isotta Fraschini
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Ospedale di Saronno: l’analisi, dati alla mano, del consigliere Calderazzo: “Le cifre dimostrano che lo smantellamento è in corso da tempo”
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5 Gennaio 2023

SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo la nota di M5s della Provincia di Varese con i suoi rappresentanti territoriali il coordinatore provinciale Luigi Genoni e il consigliere comunale Giuseppe Calderazzo in merito alla delibera di indirizzo sull’ex Isotta Fraschini approvata dalla Giunta nella seduta del 27 luglio scorso e alla recente versione presentata dai proponenti che conferma la vocazione scolastica e museale degli spazi dell’ex stabilimento metalmeccanico impreziosita da circa 60.000 metri quadrati di parco pubblico.

L’area di trasformazione dell’ex Isotta Fraschini per le sue dimensioni (oltre mq. 250.000) rappresenta una tra le più importanti occasioni che Saronno ha per ridare slancio e ripresa alla città e all’intero territorio provinciale nel segno dell’eco-sostenibilità.

Pur condividendo i principi enunciati dalla Giunta, secondo i quali la progettazione deve essere guidata da: “…elementi di progettazione coerenti con gli indirizzi generali delle politiche urbanistiche dell’Amministrazione…”, il M5S fa notare che tali strumenti/indirizzi sono, per volere della stessa Amministrazione comunale, in fase di revisione/variante e, quindi, nelle versioni vigenti, esplicitamente inadatti per valutare se gli “elementi di coerenza progettuale” enunciati dalla Giunta sussistano e in quale misura siano verificati.

Infatti, poiché il Comune oggi non dispone di un Regolamento Edilizio di ultima generazione (ossia dotato di Allegato Energetico – RECENS21) e dalle informazioni fin qui pubblicate ancora non è dato sapere (solo per fare alcuni esempi):

  • quale sia il grado di eco-sostenibilità certificata degli interventi edilizi che i proponenti andranno ad eseguire e se sussistano delle soglie minime da raggiungere;
  • se sia prevista la realizzazione di Comunità Energetiche Rinnovabili e con quale potenza;
  • quale sia la percentuale di energia rinnovabile (kWh) da cedere alla collettività (al Comune) proveniente dalle CER;
  • se sia prevista una possibilità di esercitare una scelta/preferenza tra la percentuale di energia della CER e la superficie fondiaria (min. 60%, da progetto 75%), entrambe in cessione gratuita.
  • quale sarà la dotazione a carico dei proponenti delle infrastrutture di ricarica elettrica (auto, moto, bici);
  • se saranno previste infrastrutture a carico dei proponenti per il recupero e il riciclo delle acque reflue;
  • se i progetti saranno sviluppati nel rispetto della progettazione universale di cui all’art. 2 della Convenzione ONU.

quando la Giunta accoglie con favore l'attenzione dei proponenti alla sostenibilità ambientale lo fa - a nostro giudizio - superficialmente e arbitrariamente, senza avere né termini di paragone né parametri di confronto, quindi con procedimento empirico tutto da dimostrare.

In altre parole, riteniamo che il giudizio favorevole espresso dalla Giunta sia – per quanto fin qui espresso - un “azzardo” non supportato da strumenti urbanistico-edilizi adeguati e disponibili, in quanto ad oggi le politiche urbanistiche dell'amministrazione comunale non hanno alcun riscontro oggettivo con i vigenti strumenti di governo e gestione del territorio, dichiaratamente ritenuti inadatti dalla procedura di Variante in corso.

In conclusione:

il M5S ribadisce che un significativo passo in avanti verso l’importante riqualificazione della città di Saronno sarà compiuto solo quando l’Amministrazione Comunale si doterà del RECENS21 (Regolamento Edilizio e Certificazione ENergetica Sostenibile del XXI secolo) e trasformerà il Piano integrato di intervento (PII) dell’ex Isotta Fraschini in Piano Municipale di Ripresa e Resilienza (PMRR), prima della conclusione della sua istruttoria. Solo così potrà finalmente diventare rispondente agli indirizzi generali delle politiche urbanistiche non solo dell’Amministrazione (come la Giunta auspica) ma anche del M5S e del Consigliere Giuseppe Calderazzo.


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SARONNO - "Abbiamo protocollato al sindaco Augusto Airoldi un’interpellanza con l’obiettivo di ricevere risposte sulla situazione dell’ospedale di Saronno e dei servizi sociosanitari del territorio saronnese".

Inizia così la nota dei consiglieri comunali di Obiettivo Saronno (Luca Amadio, Cristiana Dho, Lorenzo Puzziferri, Luca Davide) che con il consigliere indipendente Giuseppe Calderazzo hanno presentato l'interpellanza dedicata al presidio cittadino.

"Nel testo ripercorriamo gli eventi accaduti dai primi mesi di quest’anno: la costituzione del Comitato spontaneo di cittadini “Il Saronnese per l’Ospedale e la Sanità Pubblica”, il presidio e il corteo cittadino del 15 aprile, la richiesta e lo svolgimento del Consiglio comunale aperto, la mozione che nasceva da richieste puntuali del Comitato cittadino poi stravolta in consiglio comunale seduta stante dalla maggioranza Gilli-Airoldi, la presentazione ai Sindaci del saronnese del cosiddetto ‘Piano di rilancio’ da parte dell’Assessore al Welfare di Regione Lombardia dr. Bertolaso, le lettere senza risposta al sindaco Airoldi e al direttore generale dell’Asst Valle Olona Eurgenio Porfido, la lettera al direttore medico del presidio ospedaliero di Saronno Roberta Tagliasacchi e la risposta concentrata unicamente sulla situazione emergenziale, l’incontro con le istituzioni dei comuni del saronnese organizzato dal Comitato cittadino “Il Saronnese per l’Ospedale e la Sanità Pubblica” al quale nessun rappresentante di Saronno ha deciso di partecipare se non i consiglieri firmatari di questa interpellanza, la richiesta del Comitato cittadino al sindaco Airoldi di un incontro urgente per interloquire sulle questioni ancora aperte viste le mancate risposte alle lettere a lui indirizzate e la decisione del Direttore generale dell’Asst Valle Olona Eugenio Porfido di ampliare a 30 i turni mensili di 12 ore di Anestesia e Rianimazione da giugno a settembre – raddoppiando il numero di turni definiti da gennaio e maggio – nel nosocomio cittadino affidandoli alla cooperativa esterna, con una spesa complessiva di più di 125 euro all’ora"

Con queste premesse, vista l’importanza del tema, chiediamo al Sindaco Airoldi di riferire in consiglio comunale quanto segue:

  • le risposte alle lettere, protocollate il 26 maggio e il 19 luglio 2023 dal Comitato spontaneo di cittadini “Il Saronnese per l’Ospedale e la Sanità Pubblica”, indirizzate al Sindaco di Saronno Augusto Airoldi;
  • se e quando il Sindaco Airoldi intende incontrare i rappresentanti del Comitato “Il Saronnese per l’Ospedale e la Sanità Pubblica” per interloquire sui temi importanti ed urgenti per i cittadini di Saronno e del saronnese descritti nelle lettere protocollate e sviluppati nel corso di questi mesi nelle sedi pubbliche citate;
  • le novità sulla situazione dell’Ospedale di Saronno e dei servizi sociosanitari del territorio dalla seduta del consiglio comunale del 29 maggio scorso alla data della sua risposta alla presente interpellanza, novità che riguardano lo stato e lo sviluppo dell’Ospedale e dei servizi sociosanitari del territorio sia nel breve che soprattutto nel medio-lungo periodo;
  • le azioni attuate dal Sindaco, a seguito della presentazione del ‘Piano di rilancio’, per far fronte alla situazione emergenziale dell’Ospedale di Saronno, come da lui stesso dichiarata nel maxiemendamento della mozione discussa nella seduta di consiglio comunale del 29 maggio scorso;
  • le azioni attuate dal Sindaco per ottenere da Regione Lombardia, e/o dagli attori istituzionali competenti in materia, un vero ‘Piano di rilancio’ per l’Ospedale cittadino che abbia l’obiettivo di mantenere un presidio ospedaliero pubblico di primo livello dotato di tutti i reparti e i servizi previsti dalla legge.

(foto: un momento della manifestazione della scorsa primavera per l'ospedale di Saronno)


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SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo la nota del consigliere comunale Giuseppe Calderazzo in merito alla delibera d'indirizzo approvata dalla Giunta sull'ex Isotta Fraschini.

Non soffermiamoci sul "colpo di scena" ad impatto in quanto trattasi semplicemente di indirizzo di Giunta (legittima prerogativa della maggioranza) con un parere del consiglio comunale che potrà essere espresso solo dopo apposita sessione, come peraltro riportato nella nota stampa divulgata dall'Amministrazione.

Andiamo quindi al nocciolo della questione dove riteniamo ci siano importanti riflessioni su cui soffermarci, riguardanti le affermazioni della Giunta: in primis sappiamo che l'Amministrazione comunale oggi non è dotata di un regolamento edilizio di ultima generazione, non è dato quindi sapere quale sia il grado di ecosostenibilità degli interventi edilizi che si andranno ad eseguire, pertanto, quando la Giunta accoglie con favore l'attenzione degli operatori economici alla sostenibilità ambientale, lo fa superficialmente, arbitrariamente e senza avere né termini di paragone né parametri di confronto nel merito, in altre parole si tratta di un giudizio favorevole non supportato da strumenti urbanistico-edilizi adeguati.

Quando la Giunta afferma: "La proposta avanzata, pur in variante al Piano di Governo del Territorio vigente, contiene elementi di progettazione coerenti con gli indirizzi generali delle politiche urbanistiche dell’Amministrazione" si sappia che, ad oggi, le politiche urbanistiche di questa Amministrazione non hanno riscontri con gli attuali strumenti di governo e gestione del territorio, tant'è che per entrambe hanno aperto processi di variante.

Quanto alla bonifica dei suoli (tanto magnificata nella nota stampa) si fa presente che essa è dovuta per norma regionale a seguito dell'art. 3.2.1. del Regolamento Locale di Igiene Tipo (assorbito per tabulas dai Regolamenti Edilizi Comunali) pubblicato sul BURL n° 43 25/10/1989. Quindi il plauso alla bonifica va attribuito ad una prescrizione normativa edilizia regionale e non alla magnanimità degli operatori economici come si tende a voler far credere. Come M5S riteniamo sia fondamentale insistere sulla necessità di aggiornare l'attuale REC secondo i parametri RECENS 21 prima del PII ex Isotta Fraschini.


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SARONNO - "Un consiglio comunale aperto affinché la cittadinanza abbia la possibilità di essere informata e di partecipare attivamente con domande ed eventuali proposte sullo sviluppo di un progetto di rigenerazione che coinvolge una superficie notevole della città e che ha la potenzialità di modificare l’assetto cittadino". E' quello che chiedono i 4 consiglieri comunali di Obiettivo Saronno (Luca Amadio, Cristiana Dho, Lorenzo Puzziferri, Luca Davide) con l'indipendente Giuseppe Calderazzo.

A spiegare le motivazioni della richiesta una nota della lista civica viola che parte con un excursus di quanto accaduto negli ultimi mesi: "Sono passati quindici mesi dal Consiglio comunale in cui vennero invitati l'ingegner Gorla e l'avvocato Proserpio per presentare, ai consiglieri e ai cittadini, il progetto di rigenerazione urbana e territoriale dell'area dismessa ex Isotta Fraschini e dal percorso partecipativo voluto e organizzato dalla proprietà per raccontare le intenzioni di rivitalizzazione dell’area, un’importante fetta della nostra città. In seguito, dopo anche le dimissioni dell'Assessore alla Rigenerazione urbana nello scorso settembre, le relazioni tra la proprietà e l’Amministrazione Airoldi-Gilli si sono incrinate facendo emergere tensioni, di cui non si conoscono le cause, che hanno portato le parti a dichiarazioni forti espresse pubblicamente con interviste alla radio locale e sulla stampa. Il dato certo è che la proprietà dell’area ex Isotta Fraschini ha rinunciato al progetto presentato all’intera città lo scorso anno e il 30 marzo ha protocollato una nuova proposta iniziale di programma integrato di intervento scritto a quattro mani con Ferrovienord. Cosa si sa di questo nuovo progetto? Nulla.Veniamo a conoscenza, leggendo la deliberazione di Giunta comunale n. 86 del 20 aprile scorso, che è intenzione dell’Amministrazione Airoldi-Gilli adottare questa nuova proposta entro la fine di luglio del corrente anno portando la sua discussione in consiglio comunale, organo competente per le deliberazioni di progetti urbanistici in variante al Piano di governo del territorio, come per questo caso".

Da queste considerazioni la decisioni di chiedere un momento di confronto aperto alla città: "Vista l’importanza dell’argomento e in considerazione del percorso fino a qualche mese fa seguito dalla proprietà, Obiettivo Saronno e il consigliere comunale indipendente Giuseppe Calderazzo hanno deciso di inviare al Presidente del Consiglio comunale una richiesta di consiglio comunale aperto affinché la cittadinanza abbia la possibilità di essere informata e di partecipare attivamente con domande ed eventuali proposte sullo sviluppo di un progetto di rigenerazione che coinvolge una superficie notevole della città e che ha la potenzialità di modificare l’assetto cittadino".

Obiettivo Saronno conta sulla disponibilità della proprietà: "Visti i trascorsi immaginiamo che questa richiesta venga vissuta positivamente dalla proprietà che avrebbe l’occasione di presentare il nuovo progetto – diverso dal precedente – non solo ai consiglieri comunali ma a tutti i cittadini".

Chiara anche la richiesta sulle tempistiche ossia che il consiglio comunale aperto sia convocato prima di quello di approvazione che il sindaco, giovedì sera interrogato dai cittadini alla serata "Partecipiamo", ha confermato di voler tenere prima della pausa estiva: "Auspichiamo che questo importante incontro di condivisione e partecipazione venga organizzato prima della convocazione del consiglio comunale in cui verrà chiesto ai consiglieri di votare il progetto, in modo tale da potersi esprimere con il voto consapevoli del pensiero dei cittadini".


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SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo integralmente il testo dell'intervento del consigliere comunale Giuseppe Calderazzo durante il consiglio comunale aperto dedicato al futuro dell'ospedale di Saronno.

Prima di tutto mi sia permesso esprimere un disagio rispetto alle modalità comunicative di questa Giunta lombarda che prosegue il modus operandi delle precedenti.
Vengono presentate delle slides, relative al futuro del nostro ospedale e quindi alla risposta della nostra sanità territoriale, senza una relazione dettagliata e trasparente e soprattutto senza un inquadramento in un Piano di programmazione regionale che in Lombardia non esiste da circa 10 anni (2014).
La documentazione che ci viene esposta non si trova nel sito della ASST della Valle Olona, di cui fa parte il nostro ospedale, dove non si trova neppure, può essere ovviamente per mia incapacità, un quadro epidemiologico della popolazione che dovrebbe essere assistita da questa ASST.
Non risulta essere stato presentato un bilancio di come il Covid ha colpito la popolazione di questa zona determinando un probabile peggioramento del quadro clinico ed epidemiologico.
Dati scarsissimi demografici ed epidemiologici si trovano con difficoltà nel sito dell’ATS dell'Insubria, dove il nostro ospedale è collocato dal punto di vista territoriale, senza una suddivisione per ASST o per distretto.
Dico questo a seguito del fatto che la legge regionale N° 22 del dicembre 2021, che doveva tappare le falle della sperimentazione, di fatto non ha migliorato la confusione riguardo la suddivisione dei compiti tra ASST e ATS. Fatto sta che la prima non ritiene utile nemmeno relazionare periodicamente sul quadro sanitario della popolazione. Per cui i cittadini di Saronno vengono solo ora a sapere della situazione drammatica in cui versa il nostro Ospedale.
La carenza del personale sembra essere la giustificazione della drastica riduzione dei posti letto e il ridimensionamento o addirittura la chiusura di interi reparti.
I numeri parlano chiaro: nell'anno 2019 i posti letto erano 249, nell'anno 2022 siamo scesi a 157. Parliamo di un 37% in meno.
Dimezzati i ricoveri, dimezzati gli interventi.
Meno 40% gli accessi in pronto soccorso.
Questo smantellamento della capacità assistenziale del Presidio di Saronno è stato causato dal Covid? Viene naturale farsi questa domanda oppure il personale è stato dirottato in altri presidi dell’ATS (di cui non sappiamo la situazione)?
Con l’occasione viene dato uno scarno quadro numerico della popolazione complessiva e cronica, ma non ci viene detto (e la Regione lo sa benissimo) dove i residenti del distretto sono dovuti emigrare per essere assistiti stante il vuoto assistenziale disegnato dai numeri citati.
Dove sono andati a curarsi i 33.000 malati cronici esistenti?
Quanti di questi hanno rinunciato a curarsi per l’allungamento delle liste di attesa?
Quanti hanno dovuto pagare per essere assistiti?
I risultati del terremoto sanitario avvenuto in questi due/tre tremendi anni non si sanno o forse la Giunta non vuole farlo sapere e soprattutto non si ritiene responsabile?
Andando alla ricerca di dati, si sono trovati i tempi di attesa solo di alcune prestazioni come prima visita:
TEST CARDIOVASCOLARI DA SFORZO D 176 gg
DERMATOLOGICA D 114 gg
GINECOLOGICA D 141 gg
OCULISTICA P 172 gg
ORTOPEDICA D 168 gg
SPIROMETRIA SEMPLICE P 167 gg
TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA (TC) DEL TORACE P 105 gg
Dati questi Inenarrabili.
Sul sito dell'ATS Insubria è invece possibile scaricare la parte di finanziamento, relativa all'anno 2022, con le strutture private accreditate che sono collocate all'interno del nostro territorio come:
C.O.F. LANZO HOSPITAL S.P.A. 19.441.679,52 €
CONGREGAZIONE DELLE SUORE INFERMIERE DELL' ADDOLORATA 32.137.079,54 €
ISTITUTO CLINICO MATER DOMINI - CASA DI CURA PRIVATA S.P.A. 28.444.480,92 €
ISTITUTO CLINICO VILLA APRICA S.P.A. 18.877.682,92 €
MULTIMEDICA SPA 18.260.229,41 €
che cosa vuol dire tutto questo?
che il disegno di smantellamento del presidio di Saronno è già in atto da tempo?
Le cifre lo dimostrano molto chiaramente. Si preferisce investire in strutture private piuttosto che incrementare la risposta di un ospedale pubblico quale è quello di Saronno.
D'altro canto la storia ci insegna che per chiudere in modo silenzioso una struttura basta svuotarla dall'interno piano piano….
Continuando nella disamina, relativa alle slides, si nota che vengono presentati dei progetti per mettere qualche toppa alla situazione. Il ricorso agli apporti esterni e temporanei di personale per il Pronto Soccorso e la cardiologia sembra essere inevitabile, come si sta per altro verificando in tutta la Lombardia.
Il potenziamento strutturale è programmato ricorrendo ai fondi PNRR e altri fondi statali. La tempistica prevede il suo completamento entro due o tre anni. Certo che fa specie la lentezza con cui vengono impiegati i fondi statali straordinari:
Vorrei ricordare che sono stati decretati nel 2020 dal Governo per gli interventi COVID, poi programmati dalla Regione nell’agosto 2020 (DGR3264/2020) e qui vedranno l’avvio lavori solo dal 2023.
Sottolineo, infine, per maggior chiarezza e trasparenza verso i cittadini, che tra i progetti contenuti nel database centrale del PNRR risultano esserci quelli indicati nelle slide, meno la spesa prevista per la Casa di Comunità di Via Fiume (già dichiarata attiva).
Concludo con una nota nazionale che però ha una ricaduta a livello cittadino e territoriale.
Il governo non stanzia abbastanza soldi per la Sanità e il Def lo dimostra ancora una volta.
Infatti i sindacati si sono mobilitati , sabato scorso, con una grande manifestazione a Milano con oltre 20 mila persone, contro le manovre economiche di questo Governo che tocca i lavoratori, tra cui quelli del comparto sanità.
Nel DEF firmato dal governo Meloni il rapporto tra la spesa sanitaria e il Pil è inferiore ai livelli che si registravano prima della pandemia. Ciò vuol dire che se non ci sarà una repentina inversione di rotta, si rischia il collasso del sistema sanitario nazionale. La spesa sanitaria nel 2022 è stata di 131 miliardi €, cioè quasi tre miliardi in meno di quanto era stato inizialmente previsto. Il Def certifica l'assenza di un cambio di rotta post pandemia ignorando il pessimo stato di salute del Servizio sanitario nazionale, i cui princìpi fondamentali di Universalità, Uguaglianza ed Equità sono minati da criticità che compromettono il diritto costituzionale alla tutela della salute". I numeri alla fine sono purtroppo questi: si passa dai 131,7 miliardi del 2022 ai 130,7 per il 2023 a 128,9 per il 2024 e ai 129,5 miliardi per il 2025.
Allora qui sorge spontanea un’ultima domanda:
con quali fondi si pensa di indire bandi e di assumere nuovo personale?
lo chiedo a gran voce. Noi vogliamo che nel tessuto della nostra città rimanga il nostro ospedale aperto ma che risponda ai bisogni della salute dei nostri cittadini.
Sarà possibile questo oppure abbiamo solo assistito a una semplice passerella dove alla fine passando i mesi ci si allargherà le braccia dicendo che purtroppo "sì si voleva fare, ma non è stato possibile"?
Grazie

16052023

[post_title] => Ospedale di Saronno: l'analisi, dati alla mano, del consigliere Calderazzo: "Le cifre dimostrano che lo smantellamento è in corso da tempo" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => ospedale-di-saronno-lanalisi-dati-alla-mano-del-consigliere-calderazzo-le-cifre-dimostrano-che-lo-smantellamento-e-in-corso-da-tempo [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2023-05-16 07:33:12 [post_modified_gmt] => 2023-05-16 05:33:12 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=341010 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 5 [filter] => raw ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 334821 [post_author] => 1 [post_date] => 2023-04-03 05:57:00 [post_date_gmt] => 2023-04-03 03:57:00 [post_content] =>

SARONNO - La voce si rincorreva da tempo nel mondo politico saronnese e anche nella provincia di Varese ed ora arriva la conferma dal diretto interessato. Giuseppe Calderazzo ex esponente del Pd di Saronno (che ha recentemente lasciato diventando indipendente in consiglio comunale) è un attivista M5s iscritto al gruppo territoriale del movimento di Giuseppe Conte.

"E' da tempo che ho iniziato questo percorso con alcuni passi di avvicinamento nel pieno rispetto delle norme del movimento. C'è una collaborazione con il 5 stelle di Saronno anche per effettuare un lavoro organico nelle istituzioni. Lo dimostra la mozione della comunità energetica che ho presentato, come primo firmatario, dopo una sollecitazione arrivata sulla stampa da M5s Saronno".


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[post_title] => Calderazzo attivista M5s Saronno: "Iniziato il percorso" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => calderazzo-attivista-m5s-saronno-iniziato-il-percorso [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2023-04-02 20:10:20 [post_modified_gmt] => 2023-04-02 18:10:20 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=334821 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 4 [filter] => raw ) [6] => WP_Post Object ( [ID] => 334224 [post_author] => 1 [post_date] => 2023-03-30 05:57:00 [post_date_gmt] => 2023-03-30 03:57:00 [post_content] =>

SARONNO - "Ho protocollato come primo firmatario una mozione per il consiglio comunale affinché, anche per la Città di Saronno, ci si impegni a promuovere l’attivazione delle comunità energetiche; mozione alla quale hanno aderito anche tutti i consiglieri di Obiettivo Saronno che ringrazio.

Inizia così la nota di Giuseppe Calderazzo che presenta la mozione presentata per il prossimo consiglio comunale.

"Oramai tutti sappiamo che l’effetto dei cambiamenti climatici è sempre più forte e presente nella nostra quotidianità come anche la crisi energetica legata all’importazione dei combustibili fossili che ha portato all’aumento sconsiderato delle bollette di luce e gas. Le comunità energetiche sono la risposta ad entrambi questi problemi perché è un’azione che può rivoluzionare il rapporto tra energia e società. Per raggiungere questo obiettivo va intrapresa una massiccia campagna comunicativa e informativa. La comunità energetica, è una comunità di soggetti che possono essere sia privati, sia imprese che enti pubblici che gestiscono la produzione ed il prelievo di uno o più impianti ad energia rinnovabile, nel rispetto del principio di autoconsumo e autosufficienza, il cui modello di sviluppo è sostenuto dal Pnrr, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con 2,2 miliardi di euro.

Consumando l’energia che producono, i membri di una Cer possono anche ridurre il consumo di energia prelevata dalla rete elettrica nazionale, energia che di solito viene prodotta da fonti non rinnovabili e quindi con notevoli immissioni di CO2 nell’atmosfera. Quindi la novità delle Cer non è tanto la possibilità di produrre energia da impianti fotovoltaici, quanto la possibilità di scambiare e accumulare energia tra i cittadini. In questo modo quindi tutti, famiglie, condomini, stabilimenti produttivi, cooperative, enti pubblici possono produrre e consumare l’energia che producono, installando impianti fotovoltaici, o altri impianti capaci di produrre energia da fonti rinnovabili nelle proprie abitazioni, stabilimenti, strutture pubbliche.
In sintesi i vantaggi delle comunità energetiche (Cer) sono enormi: Ambientale come già evidenziato in quanto, utilizzando l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili, si contribuisce all’abbattimento della quantità di CO2 in atmosfera; Sociale considerato che l’energia prodotta da fonti rinnovabili viene condivisa tra i cittadini membri della Comunità Energetica secondo un vero e proprio spirito comunitario; vantaggi economici da individuare nel fatto che queste associazioni contribuiscono all’indipendenza energetica del Paese. In questo modo ci sarà sempre meno necessità di “importare energia” dall’estero; Risparmio in bolletta che grazie alla distribuzione dell’energia autoprodotta fra i membri della comunità energetica quest’ultima potrà essere alleggerita dei costi di distribuzione dell’energia e degli altri oneri tipici dei fornitori di energia, abbattendo notevolmente i costi in bolletta.

Fra i vantaggi del far parte di una comunità energetica c’è anche quello di poter godere di particolari tariffe incentivanti sul consumo di energia, tariffe che sono diverse in base alla tipologia di iscrizione alla Comunità Energetica. E’ infatti possibile iscriversi ad una Cer come produttore (100 €/MWh se l’impianto di produzione fa parte di una configurazione di autoconsumo collettivo; 110 €/MWh se l’impianto fa parte di una comunità energetica rinnovabile) o consumatore (ARERA ha stabilito uno sconto in fattura per un importo compreso tra gli 8 ed i 10 Cent di Euro per ogni kWh).


Infine una ricerca del Politecnico di Milano ha quantificato il giro di affari legato alle comunità energetiche in 29 miliardi di €. Un giro di affari che quindi potrebbe valere ben 2 punti del PIL nazionale! Credo, anzi sono convinto, che è da qui che passa la Transizione Ecologica, da un modello energetico più vicino ai bisogni dei territori e che metta in rete i cittadini rendendoli protagonisti del loro futuro. Non c’è più tempo da perdere.


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[post_title] => Mozione di Calderazzo (con adesione Obsar) per attivazione di comunità energetiche: "Non c'è tempo da perdere" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => mozione-di-calderazzo-con-adesione-obsar-per-attivazione-di-comunita-energetiche-non-ce-tempo-da-perdere [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2023-03-30 07:38:01 [post_modified_gmt] => 2023-03-30 05:38:01 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=334224 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 7 [filter] => raw ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 330112 [post_author] => 1 [post_date] => 2023-02-27 09:57:11 [post_date_gmt] => 2023-02-27 08:57:11 [post_content] =>

La nota del consigliere della Lega Raffaele Fagioli apparsa su IlSaronno il 24 febbraio scorso mi dà l’opportunità di condividere alcune riflessioni.
La prima riguarda l’insistenza con la quale il sig. Fagioli persevera a qualificare questa maggioranza associandovi il mio nome.
Non credo sia sfuggito al pur attentissimo consigliere della Lega che il mio appoggio a codesta maggioranza è “esterno” e, quindi, non sistemico: non partecipo alle riunioni di maggioranza e sono fuori (come lo sono sempre stato) da ogni ripartizione di incarichi che derivano dalla stessa maggioranza.

L’altra riflessione riguarda i temi della trasparenza e dei tempi della comunicazione istituzionale che dovrebbe rendere la cittadinanza celermente edotta di quello che si decide nelle stanze comunali accedendo alle sedute ove è possibile la partecipazione di tutti, come per le Commissioni. Condivido tutte le preoccupazioni del consigliere Fagioli ma, sul punto desidero ricordare all’ex Presidente del consiglio comunale che il ruolo del consigliere comunale non è certamente quello di esortare gli uffici del Comune al fine di poter svolgere quello che la norma riconosce in capo agli stessi. Il consigliere Fagioli dovrebbe sapere che questa attività rientra nella piena ed esclusiva competenza del segretario generale. Mi sorprende che chi ha ricoperto il ruolo di Presidente del consiglio comunale durante la passata consiliatura, non distingua ciò che è di competenza di un consigliere comunale rispetto a ciò che invece è di esclusiva competenza degli uffici della macchina amministrativa.

L’inopportuna considerazione del consigliere Raffaele Fagioli mi consente di evidenziare che in questo momento in seno al consiglio comunale, lo scrivente consigliere non è stato messo nelle condizioni di poter svolgere il proprio ruolo, così come previsto dal combinato disposto degli artt.67 Cost e 38 del TUEL.

Ciò accade perché il regolamento del consiglio comunale attualmente vigente (atto che regola i lavori del consiglio), predisposto e votato durante l’Amministrazione Fagioli, in cui lo stesso presidiava, appunto, il consigliere Raffaele Fagioli, non ha previsto la costituzione di un Gruppo Misto dove poter confluire, nell’ipotesi verificatesi che un consigliere comunale potesse lasciare il gruppo consiliare originario, pur rimanendo in carica.

Questa omissione disciplinare , in violazione delle norme sopra citate, sta comportando il venir meno della partecipazione degli eletti a quegli “strumenti necessari” per lo svolgimento di “funzioni proprie” dei consigli comunali, cui non possono accedere quando sono privi (o privati) dell’iscrizione ad un Gruppo Consiliare, ivi compreso il fatto di essere presente nelle Commissioni Consiliari, possibilità che oggi mi è preclusa.
Infatti mi è pervenuta l’espulsione dalla commissione Statuto e Regolamento della quale ero commissario con anche la carica di vice presidente.

Questa situazione paradossale di “democrazia sospesa”, è stata creata probabilmente per la scarsa conoscenza delle norme giuridiche da parte della Lega e del suo capogruppo Raffaele Fagioli, le stesse norme giuridiche che poi vengono pomposamente citate durante i consigli comunali o per mezzo della stampa locale, desiderando di dare lezione di trasparenza e partecipazione della cosa pubblica.

Vorrei suggerire alla Lega e ai suoi rappresentanti comunali di occuparsi di più di quello che la città di Saronno ha bisogno, ponendo in essere proposte concrete alle sue innumerevoli problematiche che ben conoscono, invitandoli sin da subito a non associare più la mia persona e il mio nome a responsabilità in capo ad altri, e a situazioni politico/amministrative a me estranee.


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[post_title] => Calderazzo replica a Fagioli: "Il mio appoggio a codesta maggioranza è “esterno” e, quindi, non sistemico" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => calderazzo-replica-a-fagioli-il-mio-appoggio-a-codesta-maggioranza-e-esterno-e-quindi-non-sistemico [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2023-02-27 09:57:14 [post_modified_gmt] => 2023-02-27 08:57:14 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=330112 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 3 [filter] => raw ) [8] => WP_Post Object ( [ID] => 326776 [post_author] => 1 [post_date] => 2023-02-05 13:20:00 [post_date_gmt] => 2023-02-05 12:20:00 [post_content] =>

SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Giuseppe Calderazzo nel consiglio comunale di approvazione del bilancio di previsione.

Buonasera a tutti, saluto il sindaco, la giunta, i colleghi consiglieri, i cittadini presenti in sala e quelli che ci stanno ascoltando. Intervengo perché questo è il primo consiglio comunale dopo la mia uscita dal partito democratico e, di conseguenza, dal gruppo consiliare.

Tralascio, quindi, di ripetere le motivazioni politiche che mi hanno portato a questa scelta, che ho già reso note attraverso la stampa locale.
Mi soffermo, invece, su una questione che è legata strettamente all'argomento che stiamo discutendo, cioè l'approvazione del bilancio previsionale, anche perché in questi giorni si è detto tutto e il contrario di tutto, dando anche, rispetto al mio comunicato stampa abbastanza chiaro, una serie di interpretazioni delle mie parole.

In molti, nei giorni scorsi in prossimità della vicinanza della data del consiglio comunale, mi hanno chiesto quale sarà d'ora in avanti il mio rapporto con la maggioranza che sostiene il sindaco. A questa domanda rispondo anche qui quello che ho già detto sia nel comunicato stampa sia in separata sede al signor sindaco, ovvero che essendo stato eletto all'interno della coalizione che ha sostenuto il sindaco Airoldi, onorerò il mio impegno politico ed istituzionale, questo è ovvio, a sostegno di quanto contenuto nel programma amministrativo che a suo tempo ho condiviso e contribuito a scrivere, come anche il signor sindaco ha evidenziato nel suo comunicato stampa a seguito del mio.
Proprio per questo voterò i provvedimenti che saranno concretamente attuativi di quel programma.

Solleciterò, come ho già fatto in passato, l'amministrazione sui temi rimasti fino ad oggi in attesa di applicazione. Accolgo con favore quanto poco fa il sindaco ha evidenziato in merito al Pgt, perché il Pgt è proprio il punto fondamentale di questo programma, anche perché altrimenti non da consigliere, ma da semplice cittadino, mi faccio una domanda: come si fa a pensare a una riqualificazione urbanistica nonché del Piano Urbano del Traffico, se prima non si cambiano le regole del gioco? regole che attualmente stanno dando già dei risultati non belli in città. Mi riferisco ai grattacieli che stanno nascendo e che nasceranno e rispetto ai quali in qualche riunione di maggioranza ho espresso il mio parere assolutamente contrario, uno fra tutti l'ex Parma.

Quindi prendo con favore questo percorso che mi auguro da domani mattina si avvii perché non sarà un percorso, caro Sindaco, né semplice, né breve, e come ricordava la consigliera Gilli, siamo anche a metà del mandato elettorale.
Per il resto opererò valutando, di volta in volta, il merito dei provvedimenti che saranno posti all'ordine del giorno, ovviamente del Consiglio Comunale, ma non solo del Consiglio Comunale.
Faccio inoltre un rilievo sul Pnrr quello che probabilmente dall’intervento da parte di un cittadino che l'ha evidenziato non è stato percepito o capito, ovvero che vi è l’omissione di pubblicazione per quanto riguarda, appunto, il Pnrr. La Pubblicazione è un obbligo di legge, non è una valutazione discrezionale da parte dell'Amministrazione comunale, in questo caso di Saronno; anche perché non più tardi di qualche mese fa la magistratura contabile della Lombardia (Corte dei Conti) ha fatto una serie di richiami abbastanza pesanti, con anche delle censure, a una serie di amministrazioni comunali della Lombardia. Ora non mi pare che sul sito del Comune ci sia un'area dedicata al Pnrr, dove sostanzialmente il comune è tenuto a: Evidenziare i bandi ai quali ha aderito; Quali sono i progetti che sono stati approvati; Mettere in evidenza, di volta in volta, l'andamento del progetto; Comunicare l'esito finale. Questo perché tutti i cittadini devono avere la possibilità, dice la Legge, di sapere di quali progetti stiamo parlando verificandone il percorso e l’esito finale.
Detto questo arrivo alla conclusione. Come ho detto, avendo condiviso il percorso amministrativo che ha portato alla redazione anche del DUP, nonché del Bilancio Previsionale e di tutti gli atti che sono a corollario del bilancio medesimo, concludo questo mio intervento dichiarando che voterò a favore.


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SARONNO - "I consiglieri pro amministrazione sono 14 e questo mi fa piacere". E' questa affermazione di Francesco Licata capogruppo del Pd a fare sintesi del consiglio comunale con cui la maggioranza del sindaco Augusto Airoldi ha approvato il bilancio di previsione.

Un risultato per cui sono stati determinanti i due consiglieri indipendenti Giuseppe Calderazzo e Marta Gilli che, con motivazioni diverse, "per aver partecipato ai lavori che hanno portaton alla redazione del documento e la condivisione del programma" il primo e per "fiducia verso l'Amministrazione per alcuni passi avanti fatti" la seconda hanno votato a favore del bilancio previsionale.

Una seduta in cui si è parlato molto dell'aumento delle tasse ritenuto fuoriluogo e impegnativo per i saronnesi dalle opposizioni che hanno parlato di come "chiedere oltre un milione di euro in più tra addizionale Irpef e Imu fosse inopportuno anche alla luce degli aumenti di bolletti e inflazione con cui stan facendo i conti le famiglie". L'Amministrazione e la maggioranza hanno ribadito la propria tesi ossia che l'aumento delle tasse fosse necessario "avere una città solidale che si occupa di fornire servizi e aiuti tutti". Per la prima volta è comparsa come motivazione per l'aumento anche la necessità di pagare aumenti delle bollette che per l'Amministrazione si aggirerebbero intorno ai 700 mila euro. Tra i temi diritti allo studio, sport, viabilità, servizi sociali ma anche Pnrr e un grande ritorno del Pgt.

Anzi è stato il sindaco Augusto Airoldi ad annunciare l'introduzione di fondi per modificare il Pgt cittadino "appena arriverà l'approvazione di quello provinciale" (con una stoccata all'immobilismo della gestione del presidente uscente Antonelli). Una dichiarazione che rompe il tradizionale silenzio del primo cittadino e che "si dimostra funzionale", con altri elementi, al voto favorevole di Marta Gilli. Attesissimo l'intervento di Calderazzo, il consigliere (inspiegabilmente ancora seduto tra i banchi del gruppo del Pd e senza che il suo nuovo status di indipendente fosse stato annunciato dalla presidenza ad inizio seduta) conferma la volontà di valutare ogni provvedimento "in scienza e coscienza". Del resto la stessa Marta Gilli pur annunciato il voto favorevole e esprimendo fiducia non rinuncia ad alcune stoccate su "un'amministrazione che procede a colpi di flop".

Che altro resta della serata? L'amarezza dei cittadini per la decisione del presidente del consiglio comunale Pierluigi Gilli di chiudere la parte aperta al pubblico ritardando le risposte degli assessori (a dopo il passaggio alla seduta ordinaria e la nomina dei revisori della Focris) che ha fatto sì che i cittadini avessero solo alcune risposte senza possibilità di ulteriori approfondimenti. Del resto quando il capogruppo Lega Raffaele Fagioli ha presentato una mozione d'ordine sottolineando come l'articolo 43 prevedesse che i cittadini nelle seduta aperta avessero le stesse prerogative dei consiglieri il presidente ha prima ammesso l'errore poi correggendosi dicendo che c'erano altri articoli che lasciavano spazio ad interpretazioni. In ogni caso la mozione d'ordine non è stato votata dal consiglio. Senza risposta, è rimasta, ad esempio, l'istanza sulla sicurezza presentata da un ragazzo a cui il sindaco, delegato alla partita, non ha risposto malgrado il quesito sia stato rilanciato dal capogruppo di FdI Gianpietro Guaglianone.

Il bilancio si è concluso con 14 voti favorevoli (Pd, Tu@, Lista Airoldi + Marta Gilli + Giuseppe Calderazzo) e 11 contrari (Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Obiettivo Saronno).

Tutto bene quel che finisce bene? Non completamente. La seduta ha comunque raccontato di una maggioranza molto nervosa (ad inizio seduta consultazioni febbrili per un problema su una tabella segnalato in zona Cesarini tramite pec) e la consueta applicazione fluida del regolamento comunale soprattutto quando si rende necessaria una votazione. Il problema numeri resta una grande incognita come han svelato, meglio di qualsiasi intervento, le facce e le espressioni di sindaco, presidente e consiglieri durante le dichiarazioni di voto di Calderazzo e Marta Gilli. La sensazione di precarietà la fa da padrone e ne sono consapevoli tutti gli attori su entrambi i fronti.


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SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo la nota di M5s della Provincia di Varese con i suoi rappresentanti territoriali il coordinatore provinciale Luigi Genoni e il consigliere comunale Giuseppe Calderazzo in merito alla delibera di indirizzo sull’ex Isotta Fraschini approvata dalla Giunta nella seduta del 27 luglio scorso e alla recente versione presentata dai proponenti che conferma la vocazione scolastica e museale degli spazi dell’ex stabilimento metalmeccanico impreziosita da circa 60.000 metri quadrati di parco pubblico.

L’area di trasformazione dell’ex Isotta Fraschini per le sue dimensioni (oltre mq. 250.000) rappresenta una tra le più importanti occasioni che Saronno ha per ridare slancio e ripresa alla città e all’intero territorio provinciale nel segno dell’eco-sostenibilità.

Pur condividendo i principi enunciati dalla Giunta, secondo i quali la progettazione deve essere guidata da: “…elementi di progettazione coerenti con gli indirizzi generali delle politiche urbanistiche dell’Amministrazione…”, il M5S fa notare che tali strumenti/indirizzi sono, per volere della stessa Amministrazione comunale, in fase di revisione/variante e, quindi, nelle versioni vigenti, esplicitamente inadatti per valutare se gli “elementi di coerenza progettuale” enunciati dalla Giunta sussistano e in quale misura siano verificati.

Infatti, poiché il Comune oggi non dispone di un Regolamento Edilizio di ultima generazione (ossia dotato di Allegato Energetico – RECENS21) e dalle informazioni fin qui pubblicate ancora non è dato sapere (solo per fare alcuni esempi):

  • quale sia il grado di eco-sostenibilità certificata degli interventi edilizi che i proponenti andranno ad eseguire e se sussistano delle soglie minime da raggiungere;
  • se sia prevista la realizzazione di Comunità Energetiche Rinnovabili e con quale potenza;
  • quale sia la percentuale di energia rinnovabile (kWh) da cedere alla collettività (al Comune) proveniente dalle CER;
  • se sia prevista una possibilità di esercitare una scelta/preferenza tra la percentuale di energia della CER e la superficie fondiaria (min. 60%, da progetto 75%), entrambe in cessione gratuita.
  • quale sarà la dotazione a carico dei proponenti delle infrastrutture di ricarica elettrica (auto, moto, bici);
  • se saranno previste infrastrutture a carico dei proponenti per il recupero e il riciclo delle acque reflue;
  • se i progetti saranno sviluppati nel rispetto della progettazione universale di cui all’art. 2 della Convenzione ONU.

quando la Giunta accoglie con favore l'attenzione dei proponenti alla sostenibilità ambientale lo fa - a nostro giudizio - superficialmente e arbitrariamente, senza avere né termini di paragone né parametri di confronto, quindi con procedimento empirico tutto da dimostrare.

In altre parole, riteniamo che il giudizio favorevole espresso dalla Giunta sia – per quanto fin qui espresso - un “azzardo” non supportato da strumenti urbanistico-edilizi adeguati e disponibili, in quanto ad oggi le politiche urbanistiche dell'amministrazione comunale non hanno alcun riscontro oggettivo con i vigenti strumenti di governo e gestione del territorio, dichiaratamente ritenuti inadatti dalla procedura di Variante in corso.

In conclusione:

il M5S ribadisce che un significativo passo in avanti verso l’importante riqualificazione della città di Saronno sarà compiuto solo quando l’Amministrazione Comunale si doterà del RECENS21 (Regolamento Edilizio e Certificazione ENergetica Sostenibile del XXI secolo) e trasformerà il Piano integrato di intervento (PII) dell’ex Isotta Fraschini in Piano Municipale di Ripresa e Resilienza (PMRR), prima della conclusione della sua istruttoria. Solo così potrà finalmente diventare rispondente agli indirizzi generali delle politiche urbanistiche non solo dell’Amministrazione (come la Giunta auspica) ma anche del M5S e del Consigliere Giuseppe Calderazzo.


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