Home Città Visto da Varese: La “cittadella” di Furia nel cuore della Protezione civile

Visto da Varese: La “cittadella” di Furia nel cuore della Protezione civile

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di EZIO MOTTERLE
Includere a pieno titolo il Centro geofisico prealpino di Campo dei Fiori nella struttura operativa della Protezione civile nazionale, potenziandone il ruolo nel campo della ricerca scientifica. La proposta arriva da Giuseppe Zamberletti, il “papà” della Prociv italiana, primo ad occuparsi da ministro negli anni Ottanta del nuovo dipartimento creato dal governo. L’ex ministro varesino, da sempre molto attento alle iniziative in questo campo, ha lanciato l’idea ricordando Salvatore Furia, fondatore del complesso di attività sorte attorno all’osservatorio astronomico, durante la presentazione a Varese di un libro (“Pensieri positivi”, titolo che ricorda l’invito con cui Furia chiudeva le sue previsioni quotidiane al Gazzettino Padano della Rai), scritto dal giornalista Gianni Spartà ed edito da Macchione. L’evento, salutato da un grande pubblico, ha celebrato attraverso la penna appassionata del cronista la mitica figura di Furia “cacciatore di stelle” a quasi otto anni dalla scomparsa (12 agosto 2010), rievocando le tante iniziative legate alla creazione (dal 1956) della “Cittadella di scienze della natura” cresciuta in vetta alla montagna e caratterizzata da numerose attività tra cui la previsione degli eventi meteo già risultata molto preziosa, come ha ricordato lo stesso Zamberletti, in tante emergenze legate a calamità naturali, dalle inondazioni ai terremoti, che videro una costante e diretta collaborazione fra lui a Roma nella sede del governo e Furia nella sua base di Varese. Ed ecco dunque, anche per garantire un solido futuro istituzionale alla struttura, oggi sostenuta da diversi enti locali (tra le prospettive anche quella di una fondazione), la proposta di fare appunto del complesso di attività scientifiche un fondamentale centro di ricerca nel cuore della Protezione civile italiana, in primis proprio sul fronte delle previsioni meteorologiche. “Sarebbe un’ottima soluzione – ha ricordato l’85enne ex ministro varesino – in grado di assicurare un apporto prezioso e costante per la tutela di tutto il nostro territorio nazionale”.