CARONNO PERTUSELLA – Richiedenti asilo, volontari, studenti con il contributo di aziende private e dell’Amministrazione comunale. Sono i soggetti che “creando una rete virtuosa” si sono rimboccati le maniche nelle ultime settimane per riqualificare “con un tocco di colore” degli spazi in città dello Sprar, Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati, gestiti dalla cooperativa Intrecci, destinati all’accoglienza di persone rifugiate. Si tratta del progetto ColorAid che, attraverso il colore, punta a riqualificare le strutture di accoglienza “per ricostruire il benessere di chi deve tornare a vivere serenamente”. Il progetto è reso possibile grazie alla disponibilità di diverse aziende operanti nel settore edile, ed in particolare nel comparto delle vernici.

Patrocinata dal comune, l’iniziativa ha visto la partecipazione degli studenti del liceo scientifico statale GB Grassi di Saronno nell’ambito dei progetti di alternanza scuola/lavoro, oltre al coinvolgimento dei rifugiati ospiti del progetto, a titolo volontario come occasione di socialità, apprendimento e partecipazione alla cura degli spazi dove vengono accolti.

“Questa Amministrazione – sottolinea Sebastiano Caruso, assessore ai Servizi Sociali di Caronno Pertusella – ritiene fondamentale attivare una ‘rete’ che aggreghi iniziative del privato, del terzo settore, del volontariato e delle istituzioni pubbliche in ambito sociale. La potenziale sensibilità di questi gruppi di persone è correlata chiaramente alla capacità di intendere e percepire i problemi sociali da parte dei singoli componenti”.

Così è stata tinteggiata, con l’aiuto di esperti soprattutto per la scelta delle tinte, la struttura caronnese. “Il colore – afferma Giovanni Napolitano, decoratore e consigliere Anvides che coordina i lavori di ColorAid – ha un’influenza percettiva molto forte sulle persone e, di conseguenza, una progettazione cromatica efficace ha un potenziale molto forte per sviluppare benessere e per creare un ambiente confortevole e rassicurante”.