saronno tribunale esterno ccSARONNO – Quattro mesi di reclusione: questa la condanna, con pena sospesa, che il giudice monocratico di Saronno, Piera Bossi, ha inflitto l’altro giorno al saronnese Nicola Di Luccio, già tesoriere della Dc ed imprenditore notissimo in città.

Al tribunale cittadino doveva rispondere dell’omesso versamento nel 2010 di 95 mila euro d’Iva, l’imposta sul valore aggiunto, per conto della società di famiglia Dld srl, azienda vinicola del quale era in quel periodo amministratore: al termine del dibattimento il pubblico ministero ne ha chiesto l’assoluzione, come hanno fatto gli avvocati difensori ma il giudice, dopo la camera di consiglio, ha invece pronunciato la sentenza di condanna.

Di Luccio si era difeso affermando di essere stato impossibilita a pagare l’Iva per “cause di forza maggiore”: la scadenza era quella del dicembre 2010 ma lui in quel periodo era agli arresti domiciliari per le vicende legate al fallimento delle immobiliari che operavano a Saronno e sul lago di Como, e quindi non si era potuto recare in banca per il versamento. Tesi dunque accettata da parte della pubblica accusa, ma non dal giudice.

23/01/13