saronno tribunale esternoSARONNO – Ilpalazzo di giustizia sta cadendo a pezzi: il biglietto da visita sono le bandiere, italiana ed europea, tutte strappate e scolorite che fanno “bella mostra” all’ingresso.

Ma è soltanto la punta dell’iceberg: in questi giorni si è pure guastato il bagno “maschile” e così ci si è dovuti adattare ad un uso promiscuo dei servizi igienici femminili, al pian terreno.

Non è certo finita qui: sotto i lucernai al centro dell’atrio è sorta una piccola “foresta”: le impiegate hanno infatti posizionati una serie di vasi, con piante di vario genere. Uno stratagemma per raccogliere l’acqua piovana che filtra copionsamente dal tetto e che altrimenti lasciava ampie e scivolose chiazze sul pavimento. Ora, quanto meno, finisce tutto nei vasi.

Poi il riscaldamento, che fa le bizze: a metà mattina la temperatura comincia a scendere, se i processi proseguono anche il pomeriggio bisogna celebrarli con il cappotto, come sanno bene avvocati e testimoni di volta in volta presenti.

Infine la corrente elettrica: evidentemente il contatore è sottodimensionato e così di tanto in tanto salta la luce, si registrano infatti improvvisi black out che “azzerano” i computer, fanno perdere dati e tempi e che, se ci sono udienze, obbligano ad improvvisi stop, con grandi perdite di tempo.

Questo il quadro della situazione, che fa storcere il naso agli utenti del palazzo di giustizia, non solo gli “addetti ai lavori” ma anche semplici cittadini che per un motivo o per l’altro si recano nella struttura di via Varese, che è di proprietà comunale. Proprio all’Amministrazione civica spettano le opere manutentive, da troppo tempo “dimenticate”.

E’ vero che per il palazzo è già annunciata una futura chiusura, nel nome della riorganizzazione e con un previsto accorpamento a Busto Arsizio, ma per ora il palazzo di giustizia funziona, eccome: si tengono ogni settimana decine di processi, per non parlare di tutta l’attività connessa, e comunque di ambito giudiziario svolta dai vari uffici.

29/01/13