agostino fontanaSARONNO – “E’ stata un’esperienza interessante, importante ed anche impegnativa. Ho accettato l’incarico per fare qualcosa  per la mia città ma ho capito che la politica non fa per me”. E’ questo il bilancio tracciato da Agostino Fontana, assessore ai Lavori Pubblici della Giunta del sindaco Luciano Porro che, lo scorso 30 gennaio, ha dato le dimissioni per motivi di salute ma anche per divergenze con la maggioranza

“Questi anni in Comune mi hanno fatto capire che non sono fatto per la politica – esordisce l’ex assessore – ho lavorato nel privato dove ero abituato a prendermi le mie responsabilità rendendone conto a fine intervento. Qui invece si chiede continuamento pareri alla maggioranza e capita spesso che i progetti vengano fermati o modificati anche senza particoli cognizioni in materia. L’indecisione è sicuramente l’aspetto che ho patito di più di quest’Amministrazione“.

Non mancano però i ricordi positivi:”Le maggiori gratificazioni le ho avute dai dipendenti comunali, sicuramente persone capaci e preparate spesso bloccate nell’indecisione politica e dai limiti economici e burocratici. Mi è piaciuto anche il rapporto con i cittadini occupandomi di lavori pubblici le critiche e le proteste non sono mancate ma a fronte delle mie spiegazioni tutti si sono mostrati attenti e disponibili. Ricordo con piacere anche tutti i genitori che si sono rimboccati le maniche e hanno dato il proprio contributo a ritinteggiare i plessi scolastici“.

E conclude: “I progetti sono molti a partire dalla rimozione dell’eternit negli edifici comunali (in via piazza libertà saronno fontana (3)Frua ma anche allo Ial e nei palazzi di via Strafavia dove il cantiere è stato aperto in questi giorni) e la messa a norma di diverse scuole materne come quelle di via Cavour, via Marzorati, via Monte Santo. E’ stata un’esperienza intensa che ha richiesto tempo ed energie per riuscire a capire a pieno come funziona la macchina comunale”. 

Nei suoi anni da assessore Fontana ha affrontato i problemi e i progetti con pragmatismo basti citare il caso della fontana di piazza Libertà che ha riattivato nonostante l’assenza di fondi per riparare la pompa più grande. Ha lasciato la vasca solo con il getto più basso ovviando anche al problema degli schizzi su vetrine e passanti nelle giornate di vento.

06022014

10 Commenti

    • “Ho accettato l’incarico per fare qualcosa per la mia città ma ho capito che la politica non fa per me”

      La Poltica, per chi veramente vuol fare qualcosa per la propria città, indica di stare in campo e combattere da dentro, alzando la voce quando si decide di non decidere .

      Farlo,a tempo scaduto, quando si è deciso di chiudere questa esperienza , lascia solo perplessità

  1. … amara verità quella che ci racconta Fontana, che non tutti avevano compreso: spero solo che le sue parole ritornino in mente quando ci sarà la possibilità di giudicare l’operato della Porro & Co.(-1) e dare una svolta politica radicale a questi anni di indecisioni che hanno portato Saronno ad essere una città indecorosa e invivibile.
    C’è molto da fare …io sono disponibile!

  2. “Qui invece si chiede continuamente pareri alla maggioranza…” è il “bello” della sinistra!!! Chiedere ad altri per non assumersi le responsabilità…..
    Caro assessore mi sa che ha sbagliato partito e parte politica…
    In bocca al lupo e auguri di pronta guarigione!

  3. … Ho grande simpatia per Tino e rispetto ma credo che il limite culturale in questo caso sia suo: il problema non è decidere. Non è un astratto decisionsmo il rimedio dei nostriproblemi… Ma il cosa fare e il come farlo… Questa Giunta spesso ha sbagliato nel merito delle decisioni… Spesso ha ripercorso le stesse strade della destra… Partecipazione, trasparenza, il suo stesso programma (quello che era stato promesso ai saronnesi) sono stati dimenticati nel cassetto… Peccato che quando in maggioranza qualcuno ha sollevato queste questioni Tino è stato nl suo angolino in silenzio.

    • insomma, ora all’interno dell’ex-maggioranza ci si inizia ‘a sbranare’ alla luce del sole (pardon… pioggia).
      ok.

    • Il “fare” non è forse il frutto di una decisione?? Il “fare” richiede un certo tempismo, menti pronte e vigili, disponibilità concreta e idee sane, e non scaturisce certo dal mare di parole sprecate intorno ai “tavoli di lavoro” in un’oceanica e perpetua perdita di tempo!!

    • perfettamente in sintonia con Lenticontatto . Assenza di decisione anche da parte di Fontana

  4. Peccato Fontana…. lei doveva restare,sono gli “inconcludenti” che dovrebbero decidersi a levare il disturbo: non si fa l’amministratore pubblico ( a tutti i livelli) per tirare a
    campare, contando sul vecchio adagio che chi non fa, non sbaglia.

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