luca e angelo alberti saronno omicidioSARONNO – “Non volevo ucciderlo” sono le tre semplici parole che Luca Alberti, il 46enne che martedì sera ha colpito a morte il padre Angelo, ha pronunciato mercoledì all’alba quando ha confessato davanti al capitano Giuseppe Regina e che oggi ha ribadito durante l’interrogatorio con il giudice per le indagini preliminari di Busto Arsizio Luca Labianca.

Il 46enne ha ricostruito quanto accaduto martedì sera quando con un grosso coltello da cucina ha colpito il padre sotto la spalla recidendo un’arteria e provocandone la morte in pochi minuti. Da chiarire, ora che il figlio ha ammesso le proprie responsabilità, quali sono le sue motivazioni. Ha agito con intenzione o è stata una fatalità? Lui la sua versione l’ha chiarita con quelle tre parole “Non volevo ucciderlo”.

Deve però rispondere del reato di omicidio volontario aggravato e gli aspetti che non convincono sono molti dal fatto che, resosi conto della morte del genitore, abbia lavato e nascosto il coltello pulendosi ogni macchia di sangue dalle mani prima di chiamare il 118. A scatenare la lite che ha portato alla morte di Angelo sarebbe stata una delle tante liti tra i due: il padre voleva andare a letto il figlio continuare a vedere la tv. Il gip, al momento,  si e’ riservato sulla convalida dell’arresto.

“E’ molto provato per quello che e’ successo – ha spiegato il suo legale Samuele Genone ai giornalisti al termine dell’interrogatorio – ha risposto con precisione alle domande del giudice, fornendo la sua versione dei fatti”.

28032014