COMASCO – Centri massaggi cinesi nel mirino dei carabinieri: nel corso di una operazione che si è sviluppata nelle scorse ore i militari ne hanno chiusi quattro, secondo i tutori dell’ordine vi si praticava la prostituzione.

I prezzi decisamente popolari, si pagava da 15 ai 50 euro, ai clienti meno conosciuti le ragazze orientali concedevano solo qualche preliminare, mentre con quelli più assiduo vi sarebbero stati anche rapporti sessuali completi. I sigilli sono stati posti sulla posta di quattro centri massaggi, uno a Mozzate, due ad Olgiate Comasco ed uno a Cassina Rizzardi sempre in provincia di Como. A finire nei guai undici persone, denunciate a piede libero: ci sono quattro italiane e cinque donne cinesi, e due uomini cinesi che abitano a Milano e Como; sono i gestori delle strutture, per le quali la questura ha disposto la sospensione dell’attività. Nell’ambito delle indagini, iniziate addirittura nel 2013, non sono emersi episodi che facciano pensare che le giovani cinesi siano state forzate a praticare la professione più vecchia del mondo, a chi gestiva i centri è stato però contestato lo sfruttamento ed il favoreggiamento della prostituzione. Un “giro” che non rinunciava alle possibilità offerte dalla tecnologia: la scelta delle ragazze poteva addirittura avvenire via Whatsapp e con essa anche il tipo di prestazione, dal “massaggio romantico”, al “massaggio ad due”, al “massaggio a quattro o sei mani”.

(foto: due immagini dell’operazione dei carabinieri)

10032017

3 Commenti

  1. ma come? prima mettono la prostituzione nel calcolo del PIL (dal 2014) e poi freniamo il PIL?

  2. apperò 4 anni di indagine per scoprire che nei centri massaggi cinesi si fa di tutto, li spendiamo proprio bene i soldi delle nostre tasse!!!!

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