SARONNO – Sabato 17 giugno l’alpino saronnese Giacomo Giannelli ha consegnato a Rossiglione in provincia di Genova nella mani di un folto gruppo di nipoti la piastrina dell’artigliere da montagna Giacomo Sciutto, disperso in Russia. Giannelli ha acquistato la piastrina su internet e attraverso una serie di ricerche ha rintracciato il proprietario e quindi i familiari. “E’ un’operazione che ha svolto diverse volte – spiegano dalla sezione saronnese dell’Associazione nazionale alpini – per onorare i caduti come previsto dal nostro statuto”.

“L’artigliere alpino Sciutto – spiegano dal sodalizio – fu particolarmente sfortunato inquadrato nel primo reggimento artiglieria da montagna, dopo quattro mesi di guerra in Albania, nel 1941, in cui subisce il congelamento degli arti inferiori viene posto in congedo provvisorio. Viene richiamato nel 1942, a trent’anni ed alla vigilia delle sue nozze, e il 30 dicembre inviato sul fronte russo del Don, dove giunge dopo un lunghissimo viaggio. Faceva parte delle truppe di complemento e rimase in zona di guerra meno di un mese, sufficiente per essere travolto dalla terribile ritirata. Non si conosce il luogo della sua scomparsa, fu dato per disperso il 26 gennaio 1943, la data della battaglia di Nikolajevka, che permise agli alpini, con la forza della disperazione ed il coraggio, di aprirsi un varco che permise ai superstiti, dopo un’ulteriore marcia di 700 chilometri di raggiungere Gomel dove, a bordo di tradotte, poterono raggiungere l’Italia”.

L’impegno dell’alpino Giannelli ha permesso ai nipoti di Sciutto di poter ricevere, dopo tanti anni, un ricordo del loro familiare, che gli stessi hanno poi voluto cedere all’Amministrazione Comunale di Rossiglione affinchè fosse esposto ai cittadini “come monito sulla inutilità della guerra e per educare le nuove generazioni all’idea di una pace duratura e costruttiva fra i popoli”.

29062017

2 Commenti

  1. Complimenti alla iniziativa dell’alpino Giannelli per ricordare e onorare i nostri giovani soldati morti in guerra.

  2. E’ stata una bellissima cerimonia! Questi ragazzi, che hanno dato la loro vita in un’impresa folle non devono essere dimenticati. La storia del loro sacrificio deve essere ricordata come monito alle future generazioni perchè questi errori non abbiano a ripetersi.

    UNIRR sez. Liguria

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