SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del consigliere comunale Alfonso Indelicato in merito all’annuncio del Circolo della Bussola di creare un comitato pro ospedale.

Cari Amici del Circolo della Bussola,
per motivi che non sto a spiegarvi, ho una conoscenza abbastanza diretta del mondo della Sanità lombarda, o almeno di alcuni settori di essa. Dunque è con qualche cognizione di causa che mi permetto una replica alla Vostra nota inviata a “IlSaronno” e da me attentamente letta.

È senz’altro meritoria l’idea di costituire un comitato pro ospedale. Meritoria perché la sua finalità – quella di scongiurare la chiusura o l’ulteriore ridimensionamento del nostro ospedale, anzi di promuoverne lo sviluppo – è giusta e condivisibile. Meritoria perché coinvolgere la cittadinanza, o parte di essa, in una attività come questa è assai positivo. Dare alle persone degli scopi buoni è infatti cosa in sé buona.
Questo, al di là del risultato, che non ci sarà.

O meglio, la promozione delle strutture ospedaliere potrà anche verificarsi, ma non per la vostra – ripeto: meritoria, ottima e condivisibile – iniziativa. Potrà verificarsi perché qualcuno, in altro e alto loco, avrà deciso di darvi seguito. Se ciò non accadesse, la decadenza dell’ospedale procederà inesorabilmente.

Ma qui mi chiederete: in quale alto loco? Stai parlando dell’assessore?
No amici, in tutti questi anni mi sono fatto l’idea che l’ assessore lombardo alla sanità non conta nulla. Insomma, un po’ come gli assessori comunali qui a Saronno.
Voi, citando dagli interventi dell’assessore Gallera e del direttore generale dell’Asst al vostro ultimo convegno, avete riportato che “avevano garantito grande attenzione al presente e al futuro del nosocomio”.

Effettivamente io questa frase me la ricordo almeno nel suo succo, e ricordo anche come l’avevo tradotta fra me e me: “Non faremo un bel niente, perché non è in nostro potere far niente”.

Come avete potuto, Voi che pure conoscete certi linguaggi settoriali e certi stili comunicativi, pensare diversamente? Naturalmente auspico e spero che il meccanismo non sia così inesorabile, e Vi saluto con ogni cordialità

8 Commenti

  1. Si continua ad insistere e discutere su decisioni già prese in sede di riforma della sanità lombarda (L.R. 23/2015). L’ospedale di Saronno è stato inesorabilmente destinato ad assumere il ruolo di P.O.T. (Presidi Ospedalieri Territoriali) all’interno dell’ASST Valle Olona. Si tratta in pratica di un ospedale destinato a divenire poliambulatorio e sede di ricoveri per cure intermedie ed eventualmente sede di studi di medici di medicina generale, assegnati, come previsto dalla legge di riforma della sanità lombarda, alle ASST (Aziende Socio Sanitarie Territoriali) prevedendo che la loro gestione possa essere affidata anche a erogatori privati accreditati.
    Spero di aver fatto chiarezza sull’argomento.
    Saluti.

    • Ho detto la stessa cosa, gentile Anonimo. Solo che Lei l’ha fatto in modo più tecnico, della qual cosa La ringrazio. Io in modo più generico, anche cercando di mettere a fuoco alcune abitudini degli uffici e dei politici regionali.

    • La riforma parla di riorganizzazione in Poli Ospedalieri, POT e PRESST.
      Ad oggi non é ancora stata attuata del tutto, siamo a oltre 3 anni di distanza dall’approvazione, ma questa é l’efficienza di Maroni e Fontana!
      Per ora, gli ospedali lombardi declassati a POT sono una dozzina tra cui Bollate e Somma Lombardo che non hanno più il Pronto Soccorso.
      Non mi risulta che Saronno sia stato incluso tra quegli ospedali, ma se qualcuno della Lega (PERCHE` E` LA LEGA CHE DECIDE QUESTE COSE IN LOMBARDIA) ha notizie diverse e tace per convenienza elettorale allora é meglio che dica subito la verità!
      Bene invece che Saronno faccia sentire la sua voce per mantenere vivo un ospedale che ha una storia centenaria e che é stato una eccellenza assoluta nello scorso secolo, poi la politica ha fatto le sue scelte dettate da logiche diciamo quantomeno poco chiare e la situazione é quella di oggi: un ospedale in sofferenza, ma non certo un ospedale morto.

  2. Che non si muore per amore è una gran bella verità…..
    .. però mica si può morire di (mala) sanità

  3. Le chiacchere sono come lavare la testa all’asino, sprechi acqua e sapone per nulla. Come possiamo pensare che l’Ospedale di Saronno possa chiudere . ma riflettete un’attimo, dopo un sicuro e evidente decadimento qualcono in alto ha capito che Saronno è un polo produttivo importante più di Busto ed altri ospedali. Sicuramente si è tentato con tutti i mezzi di distruggere Saronno, ma i conti tornano e l’ospedale avrà un nuovo sviluppo di organico e di reparti, sicuramente saranno dimensionati secondo un piano programmatico già stilato e ben preciso nei contenuti di sviluppo. Pertanto di cosa parliamo, basterebbe andare nelle sedi preposte e capire cosa c’è in ballo senza tante fregnacce. Si possono raccogliere firme, cosa anche giusta, ma non servirà a nulla, tutto è stato decisoe Saronno non morirà.

    • Gentile Signore, nessuno ha parlato, qui, di chiusura dell’Ospedale, ma del pericolo di suo ulteriore ridimensionamento. O dello stato di sofferenza di alcuni reparti.

  4. Per tutelare il nosocomio cittadino tutti gli scudi politici devono formare una testuggine unica e far rispettare un territorio di circa 200.000 residenti. Gli antagonismi e le contrapposizioni di partito devono essere accantonate per il bene comune della sanità.

  5. Si potrebbe cominciare col convocare l’assemblea dei sindaci del Saronnese che più e più volte hanno chiesto almeno di essere informati su che fine farà l’ospedale a loro più vicino, utile e funzionale.

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